Piervittorio Farabbi, Mauro Agostini e Giorgio Mencaroni

di Daniele Bovi

«La decisione di Alitalia è incomprensibile in un quadro complesso dove la situazione è preoccupante ma sotto controllo. Noi stiamo sul pezzo e non scappiamo via». Le parole sono del direttore generale di Sviluppumbria Mauro Agostini che insieme al presidente della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni e al direttore dello scalo Piervittorio Farabbi ha tenuto, martedì all’ora di pranzo, finita la riunione del cda convocata in mattinata, una conferenza stampa nella sede dell’aeroporto per fare luce sugli avvenimenti degli ultimi giorni, con l’annuncio del probabile stop ai voli Perugia-Roma gestiti da Alitalia. Il cda ha in primis approvato il bilancio 2015, chiuso con un ‘rosso’ di 850 mila euro, la metà dell’anno precedente: «Grazie a una gestione oculata – ha detto Agostini – il prossimo anno viaggeremo vero il pareggio, risultato che in base alla concessione ventennale dobbiamo centrare entro il 2017. Quindi per quanto riguarda i parametri relativi alla concessione, non c’è niente di pregiudicato». «Noi – aggiunge Mencaroni – non abbiamo decine di milioni di debiti come altri aeroporti».

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Bando Il consiglio di amministrazione inoltre, orfano del dimissionario Mario Fagotti («se si è dimesso perché sapeva in anticipo di Alitalia e Ryanair? va chiesto a lui ma – risponde Agostini – non credo fosse a conoscenza di questi dati, non si sarebbe fatto indietro), ha deciso di dare vita a un bando per l’individuazione di «personalità di livello nazionale e internazionale» disponibili a ricoprire il ruolo di presidente dello scalo. Tutto si chiuderà in tempi brevi dato che l’Assemblea dei soci che lo sceglierà è convocata per il 29 aprile. A breve inoltre, prima dell’assemblea, verrà convocata una riunione «con tutte le istituzioni più importanti interessate – dice Agostini – dato che con le pacche sulle spalle e le dichiarazioni si fa poco». Insomma, i soci vanno a caccia di risorse: «Vedo – dice Agostini – che c’è attenzione sul tema ma sembra che si debba chiedere conto solo a chi i soldi in quei anni li ha messi». Il messaggio è chiaro: un’assunzione di responsabilità in termini concreti, non attraverso generiche dichiarazioni condite di buone parole, è chiesta a tutti quelli che beneficiano dell’infrastruttura.

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Le rotte Venendo al dossier più delicato, ovvero quello relativo alle rotte, Sviluppumbria e Camera di commercio hanno confermato che sono in corso le trattative per individuare nuove tratte e potenziare quelle esistenti. Relativamente ad Alitalia, l’obbiettivo è quello di arrivare a una rimodulazione (cioè a una riduzione) dei voli, attualmente 3 al giorno 7 giorni su 7, che potrebbero scendere a uno o due tutti i giorni o solo in alcuni giorni. Cifre il Cda non ne fa ma come trapelato la richiesta di Alitalia (l’idea è anche quella di dare vita a un’azione congiunta con gli altri scali interessati dai tagli, cioè Pisa e Pescara) è di sei milioni per mantenere gli attuali livelli, mentre i soci sono disposti a metterne sul piatto uno. «La proposta di Alitalia – si limita a dire Agostini – è insostenibile». «Cifre stratosferiche, impossibili e assurde» gli fa eco Mencaroni, con i due che tengono a sottolineare come sia «impossibile generare utili dopo appena un anno dall’attivazione della rotta». «Con Alitalia – aggiunge Mencaroni – se non si trova una soluzione i voli potrebbero finire presto, anche perché hanno disdetto una subfornitura di aerei con la Mistral e hanno bisogno quindi degli aeromobili attualmente impiegati a Perugia e in altre città. Per noi è stato un fulmine a ciel sereno».

RYANAIR CANCELLA QUATTRO ROTTE

Trattative «La tratta – aggiunge – era stata proposta da Alitalia e noi abbiamo accettato di buon grado. Noi ci siamo impegnati per il suo sviluppo ma bisogna che tutti si adoperino per il successo di un’operazione. La campagna tra fine 2015 e inizio 2016 è stata fatta interamente da Sase». Mencaroni dice poi che si sta ragionando anche con altre città e altre compagnie per sviluppare sinergie e mantenere il Perugia-Roma (1.500 circa i passeggeri tra il 15 e il 28 marzo, con una proiezione di quasi 40 mila all’anno) ma che «tutto va ragionato a seconda delle disponibilità». I sei milioni chiesti da Alitalia implicherebbero per Regione e Camera un esborso di oltre 2 milioni all’anno, ben di più di quanto viene dato ogni anno per lo sviluppo di tutte le rotte. «Quel che è certo – dicono i due – è che non abbiamo deposto le armi». Diverso il discorso con Ryanair, che ha sì cancellato quattro destinazioni da poco, ma – afferma Mencaroni – «i colloqui proseguono e sono programmati incontri anche durante la prossima settimana. Gli scali che ha abbandonato come Cagliari, Dusseldorf, Brindisi e Barcellona potrebbero essere coperti con un’altra compagnia, e nuove tratte potrebbero aprirsi a breve oltre al rafforzamento di quelle attuali». «La trattativa con le compagnie però – ricorda Agostini – è asimmetrica, loro non trattano con singoli scali bensì ragionano con ottiche più ampie».

LA POLITICA: ISTITUZIONI INTERVENGANO

Privati Molto in questo caso, come spiega Farabbi, dipenderà dalle interlocuzioni in corso tra la compagnia low cost e il governo, con l’aeroporto che punta all’apertura di collegamenti internazionali. Agostini ha poi confermato la volontà di Sase di dare vita a un bando entro l’autunno per l’apertura del capitale ai privati, che potrebbero dare un impulso importante per lo sviluppo dello scalo: «Vedremo – dice – se si tratterà di una partecipazione o di una gestione esclusiva». Tra le possibilità c’è anche quella che i soci possano disfarsi del cento per cento del pacchetto azionario: «Dirlo ora – spiega Agostini – è però prematuro, non abbiamo fissato alcuna percentuale e lo faremo a tempo debito».

Twitter @DanieleBovi

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2 replies on “Aeroporto, Sase: «Trattative con Alitalia e Ryanair. Bando per nuovo presidente». Caccia alle risorse”

  1. Ma mettete un cavolo di collegamento con Catania che da Roma nonostante ci siano decine di voli giornalieri son sempre pieni. Avremmo anche un HUB per tutto il mediterraneo del sud. Roma a 1 ora di macchina che senso ha ? Bah….

  2. Potenziare i collegamenti ferroviari e chiudere un aeroporto che non ha alcun senso economico.

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