di Iv. Por.
C’è la concessione ventennale, l’aeroporto è tra quelli inseriti nel Piano nazionale, ora c’è anche il collegamento all’hub. Però, a oggi, il San Francesco di Assisi stenta ancora a decollare: «Non siamo soddisfatti dei numeri, i sindacati devono capire che fare uno sforzo adesso è una scommessa sul futuro», dice il presidente della Sase Mario Fagotti.
Tre giorni senza voli Il contesto è di quelli che inducono all’ottimismo: si sta annunciando il collegamento con Monaco di Baviera attraverso Lufthansa. Tuttavia ti giri e i banchi del check in sono vuoti come il monitor dei voli. «E’ inutile girarci intorno – spiega Fagotti – viviamo una stagionalità come molti altri aeroporti: da qui alla primavera per tre giorni a settimana, di fatto, non ci sono voli per cui è necessario che ci sia un piccolo sacrificio da parte di tutti per ridurre i costi».
Intervento drastico Il cruccio del management sta nei numeri. «Lo sbilancio della nostra società è basso rispetto ad altri aeroporti, qualche centinaia di migliaia di euro. Dobbiamo però migliorare perché non si possono chiedere continuamente ricapitalizzazioni in un periodo e in una regione con risorse esigue. Perciò nel 2015 faremo nuovo intervento drastico di tagli e risparmi. Ai sindacati dico che la gestione della società è all’osso per cui abbiamo bisogno di uno sforzo da parte di tutti poiché ogni euro risparmiato possiamo impiegarlo in sviluppo».
Contratto di solidarietà La formula studiata dalla Sase è quella del contratto di solidarietà per i circa 35 dipendenti dello scalo da applicare nei giorni di ferma, il che comporterebbe un piccolo taglio nei compensi con risparmi per circa 100 mila euro. «Lo abbiamo proposto ai sindacati ma ci hanno risposto che chiedono l’impegno delle istituzioni in difesa dell’aeroporto. L’impegno dei soci non è mai stato certo come ora, la trattativa si fa con la società non con i soci. Noi dobbiamo conseguire un risparmio: sarebbe quantomai ottuso non capire che la difesa posto di lavoro passa anche da queste cose».
Anno della svolta Sulla stessa linea il direttore generale di Sviluppumbria, Mauro Agostini. «Il nostro è un invito a sederci intorno a un tavolo: una trattativa con tempi certi e stretti – afferma -. Ai sindacati dico: apriamo un negoziato dopo le feste che sia rapido e intelligente». Per Agostini, del resto, «ora siamo in un quadro non più occasionale, ma certo e stabile. Sul piano triennale 2014-2016 c’è la convergenza di tutti i soci azionisti e il 2015 dovrebbe essere l’anno della svolta». Svolta che passa per forza dall’incremento dei passeggeri. «Non do numeri ma più ci avviciniamo ai 300 mila più questo scalo diventa appetibile dal punto di vista dell’apertura all’azionariato. Per arrivare a ciò c’è bisogno del sostegno delle istituzioni ma anche dei lavoratori dell’aeroporto. Invito i sindacati a riflessioni approfondite: se vogliamo dare un futuro all’aeroporto serve responsabilità».
Sindacati non concordi Per il momento coi sindacati però resta distanza. «Insieme alle altre sigle – dice a Umbria24 Gianni Martifagni della Cisl – a Sase abbiamo detto di non capire questa necessità che, a conti fatti, porterebbe 100 mila euro di risparmi. Se c’è necessità di arrivare al pareggio di bilancio sono gli enti che devono intervenire, anche sul fronte di una migliore promozione dell’aeroporto e del territorio umbro». Secondo Martifagni il salto di qualità arriverebbe «da un ringiovanimento del personale dell’aeroporto, ecco perché – spiega – abbiamo proposto mobilità volontaria per cinque o sei persone, da sostituire con altre più motivate e preparate».
Pd e Psi chiedono lumi A palazzo dei Priori invece venerdì il consiglio comunale ha dato il via libera all’aumento di capitale di Sase. In aula Pd e Psi hanno spiegato di aver votato sì «con senso di responsabilità» pur giudicando «contraddittoria la scelta di Sase di proporre ai suoi dipendenti il ricorso al contratto solidarietà. Non vorremmo che tale mezzo di sostegno alle difficoltà del mondo del lavoro venga utilizzata da Sase in maniera strumentale. È per questo che vorremmo avere un chiarimento quanto prima».

Gentile Ing. Fagotti,
il Suo e’ un problema di credibilita’; e’ ovvio che i sindacati non Le credono, sono anni che la Sase promette e ripromette senza che nulla si concretizzi .
L’unica cosa che si e’ fatta negli anni e’ stata quella di dismettere o passare ad altri enti i dipendenti Sase.
Dimostri ai sindacati che il primo a credere nel progetto Aeroporto e’ proprio Lei: tagli i compensi a tutti i dirigenti Sase, elimini qualsiasi spesa inutile dal bilancio, tipo rimborsi , gettoni presenza ai dirigenti ecc. , pubblichi il bilancio completo su internet voce per voce e porti entro la fine del 2015 il numero dei passeggeri reali al numero di 400.000.
Se non riuscira’ a fare questo sara’ atto di coerenza dimettersi entro la fine dell’anno 2015 e non chiedere sacrifici ai dipendenti Sase che proprio nulla possono fare, ne continuare a chiedere soldi agli enti pubblici che vi mantengono.