di Daniele Bovi
All’incirca centomila litri in meno, dunque una produzione che arretra anche se c’è «un intero settore che guarda avanti». Lunedì mattina nel salone d’Onore di palazzo Donini, a Perugia, l’assessore regionale all’Ambiente Fernanda Cecchini ha parlato dei principali dati statistici della «Relazione sull’utilizzazione delle acque minerali e termali» per gli anni 2013 e 2014. «Dopo un trend positivo durato per circa dieci anni, in Umbria, nel 2013 si ha una rapida inversione di tendenza – ha detto Cecchini – e cala la produzione generale, per la prima volta non più in controtendenza con il mercato nazionale, ma il settore è sano e guarda avanti». Complessivamente nel 2013 la produzione è stata di 1.193 milioni di litri circa, con un calo del 13 per cento rispetto al 2012. Nel 2014 poi la decrescita è continuata, dato che sono stati imbottigliati 1.085 milioni di litri, con una diminuzione di un ulteriore 10 per cento rispetto al 2013.
Le crisi I motivi di questa curva discendente riguardano «le crisi di Tione, fallita, e Sanfaustino, per la quale è in corso una procedura di concordato in bianco di fronte al tribunale di Terni, ma anche – ha aggiunto Cecchini – ma anche dalla crisi economica più in generale che attraversa il Paese e che ha portato a un calo dei consumi». Meglio invece vanno le cose per Sangemini e Amerino, acquisite dalla Sangemini Acque spa, una newco del gruppo Norda, che nel luglio 2015 ha ottenuto l’acquisizione definitiva dei titoli minerari. I segni negativi che riguardano la produzione si riverberano anche sul fronte dell’occupazione: 15 posti di lavoro in meno nel 2013 con un 2014 andato anche peggio, dato che dai 327 occupati diretti del 2013 si è passati a 289 del 2014. In totale le acque umbre in commercio (che da sole valgono il 10 per cento della produzione nazionale) sono 17 su 20, infatti all’acqua di Sassovivo, il cui imbottigliamento è sospeso da anni a causa della morte del titolare (ma c’è l’interesse di una società locale), si è aggiunta la Tione e la Sanfaustino; azienda, quest’ultima, in attesa che ci sia qualche imprenditore interessato a rilevare mentre nel frattempo gli ammortizzatori sociali per i dipendenti, licenziati, non ci sono più.
ROCCHETTA, PRONTO IL RINNOVO DELLA CONCESSIONE
La relazione Posti di lavoro in meno che ovviamente hanno conseguenze anche sull’indotto «la cui stima – ha precisato Cecchini – è di almeno altrettante unità, occupate principalmente nei settori relativi al trasporto, alla distribuzione e alla commercializzazione del prodotto, oltre ai lavoratori stagionali che vengono assunti con contratto a termine nei periodi di maggior produzione». Un punto delicato e oggetto molto spesso di polemiche è quello che riguarda i canoni incassati dalla Regione a fronte delle concessioni rilasciate: le ‘tariffe’ sono di un euro per ogni litro utilizzato più 50 euro per ogni ettaro sfruttato. Risultato, anche a causa della minore produzione palazzo Donini incassa sempre meno: dal 2007 a oggi il dato ha sempre oscillato tra gli 1,4 e gli 1,6 milioni di euro all’anno, mentre nel 2014 le aziende hanno versato 1 milione 341 mila euro. Poco rispetto ai fatturati delle aziende? Secondo la Regione no: «Può sembrare poco, ma è un canone – è stato detto lunedì – adeguato e al livello medio-alto della media di altre regioni».
Acque termali Un intero capitolo della Relazione poi è dedicato alle acque termali: patrimonio e sfruttamento sono rimasti invariati rispetto al 2012. Nell’ultimo biennio però è stato sottolineato durante la conferenza stampa alla quale hanno preso parte per il Servizio Idrico regionale Angelo Viterbo e Angelo Raffaele Di Dio, si è registrata una crisi per lo stabilimento di Fontecchio a causa di alterne vicende societarie. Tra 2012 e 2014 c’è poi un netto calo delle presenze: da 5744 si è passati a 3665 con una diminuzione del 36 per cento, causato anche dalla riduzione dell’utenza proveniente da fuori regione che è sempre stata maggiore per il complesso tifernate rispetto a quello di Spello. Per le Terme Francescane di Spello, per il 2013 c’è stato un lieve calo di presenze (da 9806 del 2012 a 9699 del 2013) probabilmente influenzato dalla crisi economica, mentre si è registrata una ripresa nel 2014, con 9975 presenze. Anche in questo settore poi è stato registrato un calo dell’occupazione negli stabilimenti, che lavorano specialmente tra marzo e ottobre: in questo periodo i lavoratori sono 30 tra personale medico e paramedico e 21 tra inservienti ed altro personale. A questo personale va aggiunto quello impiegato nelle strutture ricettive per il soggiorno e per la ristorazione.
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