Questa mattina la firma dell'accordo

di D.B.

Venti milioni di euro a favore delle piccole e medie imprese umbre con il rilascio di garanzie su un portafoglio di crediti anziché su singoli finanziamenti. È questo il cuore dell’accordo, stipulato venerdì tra la finanziaria regionale Gepafin e Unicredit, destinato all’imprenditoria locale per la quale è stato creato uno «strumento innovativo», tecnicamente definito tranched cover, in grado di ampliare la possibilità di accesso al credito delle imprese umbre a tassi convenzionati. Questa forma di intervento, secondo quanto spiegato venerdì, consente di ridurre il costo del rischio per la banca e conseguentemente, comporta una facilitazione per l’accesso al credito delle imprese a condizioni economiche agevolate. Le domande di finanziamento possono essere sin da subito presentate alle Agenzie Unicredit dell’Umbria e alla stessa Gepafin, successivamente ai Confidi che aderiranno all’iniziativa. Le erogazioni dei finanziamenti avverranno a partire dal primo gennaio 2014.

L’accordo «Con questo strumento – ha affermato il presidente di Gepafin Gilberto Santucci – non solo Gepafin si propone di favorire l’accesso al credito delle Pmi, ma consente una significativa riduzione dei tassi che nell’accordo sono stati convenzionati con la banca su valori di estremo interesse per le imprese». Santucci, inoltre, ha messo in evidenza che «questo intervento permette di attivare un moltiplicatore dei finanziamenti pari a 13 volte le risorse di Ati Prisma 2 impegnate». Santucci poi ha spiegato che l’intenzione è quella di coinvolgere nel progetto i consorzi che aderiscono al Prisma 2 «con i quali – ha detto – sono stati attivati i contatti e che in alcuni casi hanno già confermato la loro adesione». Luciano Bacoccoli, regional manager dell’area commerciale Umbria di Unicredit, ha sottolineato come la modalità di finanziamento attivata, innovativa e flessibile, consenta di ipotizzare per il futuro un ulteriore ampliamento dell’utilizzo dello strumento.

L’appello «C’è senz’altro necessità di poter disporre di strumenti finanziari che trasmettano un forte segnale di fiducia agli imprenditori – ha detto – con un concreto sostegno ai fabbisogni di liquidità oltre che per rilanciare gli investimenti, favorendo così la crescita. Lo strumento adottato in questo caso ottimizza il ruolo della garanzia e libera al mercato 20 milioni di euro che possono rappresentare un importante aiuto per l’economia locale». Da un altro fronte invece, quello della Confcommercio regionale, sale l’allarme per una norma contenuta nella Legge di stabilità che «taglierebbe risorse finanziarie alle Camere di commercio», creando così «un danno per le imprese del terziario di mercato – spiegano in una lettera indirizzata ai parlamentari umbri il presidente regionale di Confcommercio Amoni e quelli delle province di Terni e Perugia, Mencaroni e Rulli – che faticano ad accedere al credito».

La norma «La norma in questione – spiegano – sottrae risorse alle Camere di commercio e al Fondo centrale di garanzia per destinarle ad un Fondo nazionale presso Unioncamere finalizzato alla patrimonializzazione dei soli Confidi vigilati dalla Banca d’Italia». «Occorre intervenire con urgenza – aggiungono – scongiurando l’approvazione definitiva di questo emendamento, perché tale modifica riduce significativamente le risorse destinate dalle Camere di commercio alla promozione dello sviluppo delle economie locali, penalizzando anche i Confidi non vigilati, che tuttora rappresentano la stragrande maggioranza, sono maggiormente radicati sul territorio e garantiscono da anni l’accesso al credito delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi». Tutti motivi per i quali Confcommercio chiede ai parlamentari di scongiurare l’approvazione dell’emendamento.

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