«Abusivismo e contraffazione uccidono l’economia legale; mettono in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori; determinano una evasione fiscale che pagano tutti i cittadini; causano la chiusura di imprese oneste e la perdita di posti di lavoro». Ha esordito così Aldo Amoni, presidente Confcommercio Umbria, dando il via all’incontro a Perugia per dire basta a tutte le forme di illegalità, organizzato nell’ambito della Giornata nazionale di mobilitazione contro l’abusivismo commerciale, la contraffazione e ogni forme di illegalità, indetta per da Confcommercio.
30 forme di illegalità L’allarme lanciato da Confcommercio, con la sua Giornata di mobilitazione, non è rivolto solo a chi fa le leggi o deve farle rispettare, ma anche ai consumatori. «Abbiamo censito oltre 30 forme di illegalità che danneggiano le imprese del commercio, del turismo e dei servizi – aggiunge Aldo Amoni -.Le ricerche che abbiamo condotto in questi giorni confermano ciò che da anni stiamo denunciando: abusivismo e contraffazione sono fenomeni trasversali a tanti settori della nostra economia».
Le proposte Confcommercio ha elaborato una serie di proposte e linee di azione per contrastare i fenomeni illegali: rivisitare le fattispecie penali in materia di contraffazione perché da reati contro la fede pubblica siano classificati come reati contro il patrimonio; norme procedurali più efficaci; la possibilità di perseguire i reati di contraffazione in forma associata; misure di contrasto a mezzo web; tutela del “made in” su scala europea e internazionale; creare una agenzia europea per la lotta alla contraffazione. In Umbria, Confcommercio chiede inoltre: il rafforzamento dei controlli e dei presidi; un maggiore coordinamento tra le forze dell’ordine per definire azioni strategiche di contrasto, anche con il coinvolgimento delle associazioni delle imprese; interventi normativi ad hoc, per arginare il fenomeno nei diversi settori economici; che la Regione si riappropri del potere di controllo, secondo il principio di sussidiarietà, che consente all’organo superiore di intervenire in caso di inazione di quello inferiore.
I settori Nell’abbigliamento la Provincia di Perugia rappresenta la quinta in Italia per attrattività del falso. Nella ristorazione, Fipe – Confcommercio ha stimato in oltre 71 milioni di euro il fenomeno dell’abusivismo nella ristorazione in Umbria (71.798.000 euro, di cui 54.028.000 nella provincia di Perugia e 17.771.000 nella provincia di Terni). Tra gli ambulanti, i dati di “fatturato abusivo” rappresentano da un minimo del 27% ad un massimo del 35% della cifra d’affari del commercio su aree pubbliche regolare. Per i macellai il fenomeno dell’abusivismo si manifesta in modo più evidente nelle macellazioni private. Per ciò che riguarda le agenzie di viaggio sono state 27 le segnalazioni di abusivismo nel 2013. Allarme anche per i fioristi e gli ottici.
