Dopo la vistosa riduzione avvenuta nel 2012, anche per quest’anno gli affitti a Perugia hanno subito un ulteriore vistoso crollo. Lo rileva il rapporto sulle locazioni 2013 realizzato da Solo Affitti, con il supporto scientifico di Nomisma.

I dati Dalla rilevazione si apprende che nella città di Perugia il prezzo degli affitti è diminuito del 14,2%, una delle percentuali più alte tra le città italiane, dove la media del calo si attesta intorno al 4,5%. Il canone medio per un’abitazione non arredata e senza garage è di 385 euro, mentre per un ufficio di 453 euro che salgono a 693 in media per un negozio. Tutti i dati sono in calo rispetto al 2012, rispettivamente del 14,2, dell’8,2 e dell’8,4%. Sempre dall’indagine, emerge che sono i bilocali gli immobili più richiesti con il 57,5% del mercato, seguiti dai trilocali (23,8%), quadrilocali (13,8%) e monolocali (3,1%). Lo stesso rapporto per il 2014 si prevede una sostanziale stabilità dei canoni.

Vinti: «Realtà preoccupante» «La realtà che si registra a Perugia – afferma l’assessore regionale alle politiche abitative Stefano Vinti – è davvero preoccupante e conferma tra l’altro l’altissimo numero degli appartamenti non utilizzati e liberi che il mercato non riesce ad assorbire. Nemmeno a prezzi assolutamente bassi come quelli rilevati dal Rapporto che indicano Perugia al secondo posto tra gli affitti più economici con un costo medio di 385 euro, superata soltanto da Catanzaro».

Calo iscritti università Il trend è direttamente proporzionale al calo delle iscrizioni universitarie all’università di Perugia. Lo conferma anche l’assessore Vinti: «La causa di questi dati, va ricercata indubbiamente nel vistoso calo delle iscrizioni universitarie che si sono registrate a Perugia, ma anche e soprattutto dalla crisi economica imperante che non permette nemmeno a chi ha bisogno di trovare una casa di poter sostenere il costo di un affitto. Per questo motivo la Regione si è mossa, attraverso un bando pubblicato dall’Ater, che scade il prossimo 22 dicembre, che garantisce un contributo regionale a quei proprietari che mettono a disposizione eventuali appartamenti di loro proprietà per quelle famiglie che sono oggetto di sfratto. Tra l’altro questa soluzione, oltre al contributo regionale, permette ai proprietari anche di usufruire di numerose agevolazioni fiscali previste dalle leggi nazionali che, nel loro complesso, certamente abbasserebbero il peso economico che grava sui proprietari di alloggi non utilizzati e dunque che non producono reddito ma soltanto oneri finanziari. E’ prevista infatti un’elevata riduzione forfettaria del reddito derivante dal canone di locazione, la riduzione dell’imposta di registro sui contratti di locazione stipulati e la riduzione ulteriore delle imposte locali deliberate dai Comuni. E ad usufruirne nello stesso tempo – conclude Vinti -, sarebbero anche numerose famiglie in difficoltà abitative».

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