Caro Emerald aprirà domani sera l'edizione 2011 di Umbria Jazz

di Daniele Bovi

Se il nome Caro Emerald non vi dice niente, pensate ad Aldo, Giovanni e Giacomo. E’ lei infatti, Caroline Esmeralda van der Leeuw in arte Caro Emerald, 30enne olandese, la voce di uno degli spot tormentone di questa stagione. A lei, mix vivente di jazz da ballroom, tango e atmosfere da America anni ’40, Umbria Jazz ha affidato l’inaugurazione del main stage nel corso della serata di apertura del festival di venerdì all’arena Santa Giuliana. Una serata tutta al femminile che proseguirà con Dee Alexander.

Il successo Il successo della Emerald parte dal paese dei tulipani nel gennaio del 2010 con la pubblicazione di Deleted Scenes From The Cutting Room, album d’esordio della Emerald che contiene proprio quella Back It Up che ha invaso prima l’Olanda e poi i paesi dell’Europa, televisori d’Italia inclusi. E se l’operazione musicale non risulta certo tra le più originali del momento, inserendosi in un filone partito anni fa da Michael Bublé, Caro Emerald confeziona i suoi pezzi con eleganza, brio e tanto colore. Basta cercare un qualsiasi video su Youtube, di cui in fondo riportiamo un esempio, per avere la controprova. Insomma, ascoltata a tutto volume è un gran godimento senza troppo impegno.

Dee Alexander Chi ha la memoria un po’ più lunga invece si ricorderà di Dee Alexander al teatro Morlacchi nel 2009, quando la vocalist si sera esibita con la Aacm Great Black Music Ensemble, uno dei più importanti laboratori esistenti di musica creativa e diretto da George Lewis. La Alexander, uscita dal «gruppone» di Lewis occuperà la scena in proprio con il suo Evolution Ensemble per un tributo alla musica di Jimi Endrix. Per chi non avesse ancora comprato il biglietto, a fondo pagina basta schiacciare play per gustarsi qualche minuto dell’Ensemble durante l’ultima edizione invernale di Umbria Jazz.

In città una leggenda del fotogiornalismo Una splendida sorpresa per il festival sarà invece la presenza a Perugia, venerdì e sabato, di una leggenda vivente del fotogiornalismo come Steve McCurry, del quale migliaia di persone hanno recentemente visto alcuni dei suoi scatti più belli in una mostra allestita alla Galleria Nazionale di Perugia. Conosciuto soprattutto per la fotografia «La ragazza afgana», pubblicato come copertina del National Geographic Magazine di giugno 1985, McCurry per due giorni immortalerà il festival umbro. Scatti che finiranno nella grande mostra dedicata all’Italia che il fotografo aprirà a Roma il 2 dicembre prossimo.

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