Lontra fossile (disegno Dawid Iurino)

Una scoperta straordinaria, lo assicurano gli studiosi dell’Università di Perugia. E’ stato rinvenuto nel sito paleontologico umbro di Pantalla un cranio completo di lontra risalente al Pleistocene Inferiore (circa 1,8 milioni di anni): il fossile è stato identificato e studiato da un gruppo internazionale di paleontologi guidato da Marco Cherin, ricercatore del dipartimento di Fisica e geologia dell’Ateneo perugino.

Scoperta eccezionale «Il reperto costituisce una eccezionale scoperta, perché si tratta del primo cranio di lontra del Pleistocene Inferiore mai scoperto nell’intera area mediterranea – spiega Cherin -. I ricercatori hanno indagato in dettaglio il fossile utilizzando anche tecnologie digitali, come le Tac e la computer grafica tridimensionale, che hanno permesso di acquisire importanti informazioni sulla morfologia esterna e interna e sui processi che hanno portato alla fossilizzazione».

Lutraeximia umbra Lo studio – pubblicato da dalla Quaternary Science Review – ha messo in luce come le diverse caratteristiche del cranio e dei denti non corrispondessero ad alcuna forma finora conosciuta di lontra, sia fossile che attuale. Per questo, il fossile è stato assegnato a un nuovo genere e una nuova specie, istituiti per l’occasione: Lutraeximia umbra (dal latino “lontra eccezionale dell’Umbria”).

Caratteristiche L’esemplare fossile aveva un peso stimato di circa 13.5 kg e si nutriva presumibilmente sia di pesci che di molluschi. Lutraeximia umbra si aggiunge alle altre sei specie di lontre note in Italia durante il Pleistocene (tra 2,5 milioni e 10000 anni fa circa), testimoniando il successo e la grande diversità di questo gruppo di carnivori, oggi rappresentato dalla sola lontra eurasiatica. Inoltre, le somiglianze morfologiche tra la nuova specie e alcune lontre estinte e viventi della Cina e del sud-est asiatico lasciano immaginare che le lontre pleistoceniche possano aver raggiunto l’area mediterranea provenendo dall’Estremo Oriente.

Tassello fondamentale La scoperta di questo fossile aggiunge un tassello fondamentale alla conoscenza della lunga e complessa storia evolutiva delle lontre, rappresentando quindi un’importante scoperta non solo per i paleontologi ma più in generale per tutti coloro che si occupano di mammiferi, di biogeografia e soprattutto di evoluzione, tanto in Italia quanto all’estero. Oggi sono noti molti aspetti biologici, ecologici e comportamentali delle lontre, ma la loro storia evolutiva rimane in gran parte un mistero. I resti fossili di questi carnivori sono infatti molto scarsi e frammentari e in Italia sono conosciute per lo più forme endemiche insulari, che hanno popolato – presumibilmente senza lasciare discendenti nelle faune attuali – la Sicilia e la Sardegna in epoche passate.

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