Catiuscia Marini e Luisa Todini con i vincitori delle borse di studio

«Pur non avendo avuto, per motivi economici, la possibilità di studiare, mio padre riconosceva in pieno l’importanza della conoscenza e la bellezza del sapere da cui poi scaturisce la libertà. E in questo particolare momento, conoscenza e libertà si confermano sempre più come concetti fondamentali». Luisa Todini, figlia dell’industriale tuderte di cui il prossimo anno ricorrerà il 15esimo anniversario della scomparsa, ha ricordato il motivo che spinse il padre a instituire le borse di studio oggi intitolate alla sua memoria.

I vincitori A ricevere l’assegno di 1.500 euro ciascuno, nell’aula magna dell’Istituto tecnico commerciale e per geometri (Itcg) ‘Luigi Einaudi’ di Todi, sono stati Marianna Haddad del liceo classico ‘Jacopone da Todi’, Matteo Brizioli del liceo scientifico ‘Jacopone da Todi’, Imelda Agalliu del liceo linguistico ‘Jacopone da Todi’, Ilaria Ciani dell’istituto tecnico per ragionieri ‘Einaudi’, Patrizia Mariani dell’Itcg ‘Einaudi’ e Valerio Passagrilli dell’istituto tecnico agrario ‘Augusto Ciuffelli’. Questi i nomi dei giovani che nell’anno scolastico 2013-2014 sono usciti dalle scuole secondarie di secondo grado della città di Todi con la votazione più alta agli esami di maturità e hanno poi proseguito negli studi. «Questi ragazzi – ha ricordato Todini –, qualora riescano a mantenere un alto standard di voti durante tutto il periodo universitario, continueranno a essere sostenuti economicamente fino al conseguimento della laurea». I sei studenti si vanno ad aggiungere ai 282 che hanno già usufruito di questa opportunità.

Imprenditore illuminato Alla cerimonia di consegna dei premi sono intervenuti anche Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, Carlo Rossini, sindaco di Todi, Federico Rossi, delegato per i servizi agli studenti dell’Università degli Studi di Perugia, Marcello Rinaldi e Sergio Guarente, dirigenti scolastici rispettivamente del liceo ‘Jacopone da Todi’ e dell’Itcg ‘Einaudi’. «Queste – ha commentato Marini – sono borse di studio molto particolari perché accompagnano i ragazzi durante tutti gli anni dell’università. Furono volute da un imprenditore illuminato che riuscì a costruire un grande gruppo internazionale e che aveva immaginato un futuro nel quale il titolo di studio e la competenza scientifica fossero un’opportunità concreta di lavoro per le nuove generazioni e di crescita per la comunità»

Meritocrazia «Al centro di questa iniziativa – ha spiegato Luisa Todini – c’è la meritocrazia: chi è più bravo va avanti e merita un investimento, anche da parte delle imprese. La riforma della ‘buona scuola’, al di là dell’interpretazione e del valore che ognuno di noi le può dare, ci dice proprio questo. Grazie a essa, inoltre, il corpo docente diventa, in qualche modo, manager delle risorse a disposizione e del percorso scolastico dei ragazzi. Due fattori, questi, che si ritrovano poi nell’attività di impresa. La fondazione Franco Todini, che investe da 28 anni nella conoscenza e nella cultura, vuole raccontare proprio questo».

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