di Stefania Supino
Un tuffo alle origini della fotografia per riscoprire una delle tecniche più affascinanti dell’Ottocento. È questo il cuore di Ritratti Materici, la mostra dell’artista e fotografo Simone Frascarelli, che porta a Sant’Anatolia di Narco le opere realizzate con il procedimento del collodio umido, introdotto nel 1851 e tra le prime tecniche a garantire immagini di ottima definizione. «Nell’era dell’intelligenza artificiale – afferma Simone Frascarelli – la tecnica più antica della fotografia produce un’immagine che appare sorprendentemente contemporanea».
L’esposizione si inserisce all’interno dell’iniziativa Primavera in Valnerina e verrà inaugurata venerdì Primo maggio alle 12 al museo della Canapa. Inoltre, venerdì 1, sabato 2 e domenica 3 maggio il pubblico avrà l’opportunità di incontrare l’artista, presente per visite guidate e momenti di confronto diretto. Il progetto – in mostra fino al 30 agosto – nasce dal dono di un’opera al museo, primo nucleo attorno al quale si è sviluppata l’intera mostra, arricchita da una serie di ritratti realizzati appositamente. Al centro, una riflessione sulla materia dell’immagine fotografica.
«Ogni opera nasce da un processo antico – spiega Frascarelli – in cui ogni lastra è impressionata una sola volta dalla luce. Ciò che appare bianco è argento metallico depositato sul vetro: non è inchiostro, non è una stampa, ma materia fisica». I materiali dei ritratti ritornano anche nelle cornici lignee per creare una continuità tra corpo, immagine e oggetto. «L’argento, sospeso nel vetro – conclude l’artista – restituisce volti che sembrano affiorare nello spazio, pur essendo interamente fisici».
