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di M.R.

È il sindaco del Comune di Terni a tagliare il nastro, per il restauro dell’antico Ponte del Toro ultimato il 28 maggio scorso: quel che resta dell’arcata di un manufatto collegato a un’opera idraulica romana, datata dagli archeologi all’età di Augusto e collocata ai piedi di Papigno, a pochi passi dalla Cascata delle Marmore.

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Roma Tracce di storia. Tracce di un passato glorioso, quello di epoca romana, fatto di grandi opere e architetture esemplari, gioielli a volte fin troppo nascosti, come nel caso di Ponte del Toro recentemente restaurato per un importo complessivo di circa 100 mila euro, su iniziativa dell’ associazione pubblico-privata ‘Archeomarmore’ composta da Comune di Terni, Icsim e Cooperativa Actl, con la supervisione e la consulenza della Soprintendenza archeologia dell’Umbria e la collaborazione del Dipartimento scienze dell’antichità della Sapienza di Roma.

Ponte del toro Fu rinvenuto sotto le incrostazioni calcaree del Velino nel 1819 dall’ingegnere Giuseppe Riccardi mentre cercava un nuovo incile sul fiume Nera per il canale Cervino. Lo stesso Riccardi eseguì il primo rilievo del ponte che pubblicò nel 1825. Nei pressi dell’opera sono stati restaurati anche i resti della presa del canale Cervino, realizzata dallo stesso Riccardi e dismessa nella prima metà del secolo scorso.

Miro Virili «Sotto questa arcata – spiega l’architetto Miro Virili, direttore dei lavori – passava un canale, quindi un’opera idraulica artificiale fatta dai Romani per bonificare la piana reatina, così come il Cavo Curiano della Cascata delle Marmore. Questa importante opera – prosegue – è tornata alla luce nei primi del ‘900 grazie a Luigi Lanzi e poi nuovamente dimenticato rischiando addirittura di crollare. Il recente intervento di restauro , finanziato dal Gal ternano con i fondi del Piano di sviluppo rurale della Regione Umbria, ha permesso dunque di salvaguardare il bene e approfondire gli studi archeologici nell’area. Si tratta di una delle opere più importanti di epoca Romana, tra quelle presenti sul territorio».

Inaugurazione Per festeggiare il restauro erano presenti, oltre al sindaco di Terni e al direttore dei lavori, l’assessore alla cultura Giorgio Armillei, l’assessore ai lavori pubblici, l’assessore al Turismo, la Soprintendenza archeologia dell’Umbria; il Dipartimento scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma, la Fondazione Carit che finanzierà la segnaletica nei pressi del Ponte, il Parco fluviale del Nera, E.On, donatori dell’area e del manufatto, la cooperativa Actl e l’Ati 165m Marmore Falls.

Twitter @martarosati28

One reply on “Terni, restauro pubblico-privato da 100 mila euro per Ponte del Toro: «Opera romana tra le più belle»”

  1. alle persone come me ,che in attesa di pensione ,e ,sopravvive malamente,!!! con i lav ,soc, utili ,andremmo ha sbadigliare sopra tale ponte ,!!!magari riflettendo che i 1000anni, o 700, hanni di storia,!!! sono più importanti della gente, che sopravvive ,oggi ad una delle più gravi crisi, della storia contemporanea !!!!! quei soldi li potevano destinare ,magari in uso più giusto ,!!!!! saluti Paolo………

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