Dire Marco Paolini a Terni è dire sold out doppio, replica compresa. Drammaturgo, regista, attore, scrittore, produttore e promotore del così detto teatro civile e politico, il bellunese divenuto celebre con lo spettacolo ‘Il racconto del Vajont’ del 1995 sarà nella Conca questo fine settimana.

Teatro Secci Tutto esaurito per le due serate al Teatro del Caos, sabato 7 e domenica 8 marzo, del nuovo spettacolo di Marco Paolini, ‘Ballata di uomini e cani’ dedicata allo scrittore Jack London. «A lui – racconta Paolini – devo una parte del mio immaginario di ragazzo, ma Jack non è uno scrittore per ragazzi, la definizione gli sta stretta. È un testimone di parte, si schiera, si compromette, quello che fà entra in contraddittorio con quello che pensa. È facile usarlo per sostenere un punto di vista, ma anche il suo contrario: ‘Zanna Bianca’ e ‘Il richiamo della foresta’ sono antitetici».

Jack London «La sua vita – spiega Paolini – è fatta di periodi che hanno un inizio e una fine e non si ripetono più. Lo scrittore parte da quei periodi per creare storie credibili dove l’invenzione affonda nell’esperienza ma la supera. La produzione letteraria è enorme, e ancor più lo è pensando a quanto poco sia durata la sua vita. Sono partito da alcuni racconti del grande Nord, – racconta l’attore – ho cominciato questo spettacolo raccontando le storie nei boschi, nei rifugi alpini, nei ghiacciai. Ho via via aggiunto delle ballate musicate e cantate da Lorenzo Monguzzi. Ma l’antologia di racconti è stata solo il punto di partenza per costruire storie andando a scuola dallo scrittore. So che le sue frasi non si possono ‘parlare’ semplicemente, che bisogna reinventarne un ritmo orale, farne repertorio per una drammaturgia».

‘Ballata di uomini e cani’ Lo settacolo è composto di tre racconti della durata di circa mezz’ora ciascuno, più uno più breve costruito su episodi giovanili tratti dalla biografia di J. London. «Tra le traduzioni che ho letto – spiega ancora Paolini – preferisco quella di Davide Sapienza. I racconti che ho trascritto oralmente sono ‘Macchia’, ‘Bastardo’ e ‘Preparare un fuoco’ e in tutti e tre uomini e cani sono coprotagonisti. Lo spettacolo ha la forma di un canzoniere teatrale con brani tratti da opere e racconti di Jack London e con musiche e canzoni ad essi ispirate che non svolgono funzione di accompagnamento ma di narrazione, alternandosi e dialogando con la forma orale».

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