La struttura partecipata di Olivier Grossetête

Riflessioni, interrogativi sui cambiamenti, ridefinizione delle connessioni con il territorio: Terni Festival 2015 si prepara a stupire ancora la città con le sue numerose performance, basate su nuove tendenze artistiche e nuovi processi di produzione. Dal 18 al 27 settembre, dunque, spazio alla creazione contemporanea con uno sprint in più, quello del decennale della kermesse.

Terni Festival Arte, creazione e artisti al Terni Festival non sono un’entità racchiusa nel contenitore della manifestazione, ma vivono uno stretto legame con il territorio e la comunità locale, per offrire occasioni di sviluppo territoriale e un punto di riferimento per gli artisti italiani e internazionali. Il Teatro Stabile dell’Umbria diviene dal 2015 titolare del Ternifestival e rispetto al passato, la novità è rappresentata dai cinque diversi percorsi all’interno dei quali è possibile ‘collocare’ i diversi artisti.

Nuove drammaturgie È all’interno del percorso ‘Nuove drammaturgie: frammenti, storie e ricomposizioni impossibili’ che si incontreranno due formazioni internazionali per la prima volta in Italia: gli spagnoli El conde de Torrefiel e l’anglo-svizzero Phil Hayes in scena con Maria Jerez e Thomas Kaserbach. Accanto a loro, in questo percorso nella scrittura contemporanea, oltre al Premio Hystrio per la vocazione Valentino Mannias, anche le produzioni italiane Be Normal! del Teatro Sotterraneo e Thyssen, con la regia di Marco Plini, di e con Carolina Balucani, che rilegge l’attualità con le parole del futuro.

Spazio urbano La città resta il luogo d’eccellenza per i nostri progetti più ambiziosi: in questo filone, Spazio urbano, Città utopiche e nuove comunità, si inserisce l’artista Olivier Grossetête, per la prima volta in Italia, che realizzerà un monumento temporaneo pensato proprio per Terni e che toccherà i 15 metri di altezza, realizzato con una tonnellata di cartone. Al ‘monumento alla condivisione’ prenderanno parte i cittadini, che contribuiranno ad una creazione collettiva. Nello stesso percorso artistico si inseriscono L’uomo che cammina del trio Delogu-Sirna-Gautier, ArtinReti e Via Industriae, con Il Gioco del Loco, attiveranno un laboratorio svolto con progettisti nazionali, il cui scopo è preparare il Gioco e preparare al gioco i partecipanti, introducendo i temi dello spazio pubblico e dell’arte nella sfera sociale.

Sessualità Altro percorso riguarda la ‘Sessualità e identità in trasformazione’, dove si ritrovano gli artisti Silvia Calderoni che, dopo 10 anni con i Motus, si avventura in un nuovo tipo di performance, e l’anteprima della trilogia sulla transessualità di Livia Ferracchiati, giovanissima autrice e regista tuderte.

Nuove frontiere In questo percorso, invece, si situa l’Europa con le sue vicissitudini politiche e sociali: è qui che prende vita l’installazione di Robert Montgomery, che farà brillare con il fuoco una poesia dedicata all’Europa in un rito di purificazione collettivo, e il collettivo Ligna che catapulterà il pubblico nel 1915 con Il grande rifiuto, opera che esplora le possibilità individuali e collettive di cambiare gli eventi attraverso il re-enactment di una storia mai esistita. Arkadi Zaides approfondisce la sua riflessione sul conflitto israelo-palestinese selezionando ed esaminando i filmati dei volontari del progetto Camera del B’Tselem, mentre Markus Ohrn, attraverso un’installazione dal doppio punto di vista, esplora la cultura occidentale applicando un doppio sguardo straniante nella visione del film Persona.

Attraversamenti, apparizioni e scoperte L’ultimo dei cinque percorsi include le performance I paesaggi visivi, sonori e performativi di Opera, l’hammam del pensiero di France Distraction e percorsi itineranti realizzati da altre tre compagnie: i Nanou, in cui l’ospite-spettatore è invitato a scegliere il suo tempo di fruizione muovendosi liberamente con un proprio percorso; Christian Bakalov, che con Bright esplora il buio e l’ignoto; il percorso in nove stazioni di Trickster-p che intrappola la fiaba di Biancaneve in un onirico viaggio sonoro. Inoltre, torna in Umbria, dopo anni di assenza, Romeo Castellucci, con la rimessa in scena di uno dei suoi storici capolavori, il Giulio Cesare.

Residenze artistiche Accanto al programma del festival si terranno anche due progetti di residenza commissionati ai migranti bloccati a Ventimiglia nei primi giorni di luglio 2015, We are not going back, We need to pass! e Base 10, realizzato da quattro compagnie, Teatro Sotterraneo, Menoventi, Opera e Leonardo Delogu (oggi nel trio Delogu-Sirna-Gautier), che sono andate ad abitare uno spazio dismesso per trasformarlo, attraverso un processo di co-creazione, in un luogo di sospensione spazio-temporale, da aprire e vivere insieme al pubblico durante il festival, in orari prestabiliti.

Reti internazionali Il festival, infine, è partner di alcune delle più importanti reti internazionali dedicate alle arti performative come Ietm, Bjcem e l’italiana Finestate festival con cui ha inaugurato i programmi di circuitazione internazionale Transarte e Swiss Time che vedono coinvolti rispettivamente Institut Francais e Pro Helvetia. Terni Festival ospita in questa edizione anche una sessione di lavoro del progetto europeo finanziato dal programma Creative Europe, dal titolo N.O.W. New Open Processes for the Performing Arts,che coinvolge 7 partner da Belgio, Francia, Islanda, Italia, Spagna e Ungheria in percorso sperimentale e di ricerca di nuovi strumenti di creazione.

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