di Ivano Porfiri
«Più di così non possiamo crescere, ma nonostante questo i conti fanno fatica a tornare». E’ da un lato raggiante e dall’altro amareggiato per non potere accontentare tutto il pubblico, Franco Ruggieri. Il direttore del Teatro stabile dell’Umbria chiama a raccolta la stampa per tracciare il consuntivo di un’annata a dir poco esaltante in termini di abbonati e biglietti venduti. Talmente tanto da non poter evitare di metterla a confronto con i numeri che il 29 consegneranno all’assemblea dei soci un bilancio che, a stento, riesce a chiudere per l’ennesima volta in pareggio.
Cultura teatrale «L’anno che si sta chiudendo – ha esordito Ruggieri – ci consegna dati estremamente importanti, non solo a livello quantitativo. Possiamo dire che si è costituita in Umbria una cultura teatrale molto avanzata, che prima non c’era. Gli edifici teatrali sono elementi fondamentali di molte città grandi e piccole e la stagione di prosa è un appuntamento che gli umbri aspettano con forte interesse». Anche le compagnie teatrali, assicura il direttore «vogliono tutte venire in Umbria per il calore e la competenza che trovano, ma anche per la presenza di giovani tra le più alte in Italia».
Numeri record In totale, gli spettatori della stagione 2015/2016 del Teatro stabile (327 recite) sono stati 75.323 con un aumento del 21% rispetto all’anno prima. La crescita è «diffusa e generalizzata». A Perugia si è registrato il record assoluto di abbonamenti con 4.264 (+20%) mentre i biglietti sono cresciuti del 14% (649 spettatori in media a recita con un indice di riempimento del 96%). A Terni +28% di abbonamenti e +3,5% di biglietti (275 spettatori a recita e circa 96% di riempimento). Ottime performance anche a Spoleto (+60% di abbonamenti e +25% di biglietti), Foligno (rispettivamente +25% e +78%), Narni (+27% e +5%), Gubbio (+14% e +13%). Anche Città di Castello è cresciuta (+13% e +20%)mentre Todi è salita come abbonamenti (+9%) con un lievissimo calo di biglietti (-1,75%). In crescita anche le piccole realtà come Amelia, Gualdo Tadino, Corciano, Magione, Panicale e Tuoro. Unica delusione Marsciano (-35% di abbonamenti e -14% di biglietti).
Conti non tornano Ruggieri è estremamente soddisfatto, ma in lui c’è anche un rammarico. «A Perugia, ad esempio – sostiene – ci sarebbe la possibilità di una sera aggiuntiva, la sesta (il martedì, ndr), ma dal Comune fanno sapere che non è possibile». Il direttore non vuole polemizzare con il sindaco Andrea Romizi e l’assessore Teresa Severini (seduta accanto a lui in conferenza stampa), con cui assicura «c’è collaborazione e vicinanza», tuttavia non può non rilevare come «nel 2015 Palazzo dei Priori ha tagliato del 15% il suo contributo (oggi pari a 300 mila euro). Dato che la convenzione assegna a noi la gestione in toto del Morlacchi, con tutte le spese, ci troviamo a pagare anche quelle per le giornate che la convenzione riserva al Comune per altre sue iniziative (da Umbria Jazz al Festival del giornalismo) e questo oggi non è più possibile. Noi investiamo il doppio del contributo del Comune quindi si può dire che sia l’unico ente che ci guadagna a darci il teatro in gestione dato che se lo facessero loro spenderebbero il doppio. Ma questi sono problemi di cui si occuperà il presidente Cucinelli e il cda».
La replica di Severini Dal canto suo, l’assessore Severini ha risposto che «le disponibilità del Comune al giorno d’oggi purtroppo si conoscono e non si possono pareggiare i 400 mila euro che lo Stabile percepiva con la precedente Amministrazione. L’auspicio è arrivarci il prima possibile, ma nel frattempo si opererà per ridurre i giorni a disposizione del Comune lasciandoli al teatro per le sue iniziative».
