di Chiara Fabrizi
Cinquanta opere per una sfida inedita tra Andy Warhol e il suo allievo Laurence Gartel. Apre i battenti giovedì Warhol vs Gartel. Hyp pop la mostra firmata Metamofosi art gallery (Mag) allestita a palazzo Bufalini che propone un confronto tra la pop art e l’arte digitale attraverso i massimi esponenti.
A Spoleto Warhol vs Gartel. Hyp pop A presentare in anteprima l’esposizione aperta fino al 2 aprile è stato Pietro Folena, presidente della Mag: «Dopo De Chirico e Canova apriamo al contemporaneo con un’esperienza culturale mai vista in Italia e lo facciamo a poche settimane dal terribile terremoto che ha colpito il Centro Italia nel tentativo di dare un segnale di speranza a Spoleto verso la quale rinnoviamo il nostro impegno che – ha annunciato – nelle prossime settimane si concretizzerà anche con la presenza di Gartel». La mostra realizzata con opere provenienti da da collezioni private è stata curata da Maurizio Vanni, direttore del Lucca (Lucca center contemporary art) che a febbraio ospiterà un’altra esposizione dedicata ai due artisti. Tra i 29 pezzi firmati Warhol ci sono serigrafie e litografie storiche, come il ‘Gianni Agnelli’ del ’79 e il ‘Mao’ dell’89 ma anche la copertina dell’Lp ‘The Velvet Underground e Nico’ del 1967. Mentre tra le 21 opere dell’allievo figurano acetati e stampe digitali tra cui il famoso ‘Absolut Gartel’: «La mostra – ha spiegato Vanni – narra due personaggi simili che con modalità differenti ci hanno spinto oltre la realtà esasperandola. Gartel ha svelato a Warhol i segreti del Commodore Amiga a 16 colori e la sintonia tra loro è stata subito immediata perché sono tantissimi i punti in comune».
Pop art e arte digitale a confronto A cominciare dal notevole contributo che entrambi hanno dato alla comunicazione pubblicitaria «ma attenzione – va avanti il curatore – perché Warhol ci ha insegnato la mitizzazione della realtà, mentre Gartel non l’ha mai esaltata, bensì proiettata in scenari immaginifici e in dimensioni realmente oniriche. Entrambi avevano però un obiettivo comune ossia l’essenza del mondo e delle cose che poteva giungere all’uomo solamente tramite i mezzi di comunicazione di massa: per il maestro della Pop art gli strumenti erano la polaroid, il photomanton e la serigrafia mentre per Gartel il Commodore Amiga abbinato al programma Deluxe paint, la stampante art color di Xerox, i primi scannare e la Canon 760». Al fianco di Vanni e Folena, anche Massimo Ferrarotti dell’associazione Spirale di idee e l’assessore alla cultura Camilla Laureti: «E’ straordinario che questi due innovatori si incontrino nella cornice seicentesca di palazzo Bufalini confermando l’essenza di Spoleto resa famosa proprio dall’innovazione ricercata dal Due Mondi. Questa mostra arricchisce la proposta culturale della città creando un dialogo con Palazzo Collicola e la Rocca albornoziana, ma tirando anche un filo fino a Lucca».
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