di A.G.
Sarà il capolavoro di Eduardo De Filippo ‘Questi fantasmi!’ a inaugurare la stagione di prosa del teatro Menotti di Spoleto. Sabato 17 novembre (ore 21) il regista Marco Tullio Giordana porta in scena la produzione della compagnia di Teatro di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi. Il cartellone del Menotti include, fino ad aprile, anche testi di Shakespeare e Ibsen, volti noti come Luca Barbareschi e incursioni nel musical e nella danza.
‘Questi fantasmi!’ è una delle commedie più importanti di Eduardo, tra le prime a essere rappresentata all’estero (nel 1955 a Parigi), e ha raccolto unanimi consensi in tutte le sue diverse edizioni: un successo assoluto, dovuto al perfetto equilibrio tra comico e tragico. Il testo propone uno dei temi centrali della drammaturgia eduardiana: quello della vita messa fra parentesi, sostituita da un’immagine, da un travestimento, da una maschera imposta agli uomini dalle circostanze. Divisa in tre atti, è stata scritta nel 1945 ed è la seconda, dopo ‘Napoli milionaria’, a far parte della raccolta ‘Cantata dei giorni dispari’. De Filippo si ispirò probabilmente per la sua realizzazione a un episodio di cui fu protagonista suo padre, Eduardo Scarpetta. Racconta quest’ultimo che la sua famiglia, in ristrettezze economiche, fu costretta a lasciare la propria abitazione da un giorno all’altro. Il padre riuscì a trovare in poco tempo una nuova sistemazione, all’apparenza eccezionale in rapporto all’affitto. Dopo alcuni giorni si chiarì il mistero: la casa era frequentata da un impertinente “monaciello” Nel cast, che unisce diverse generazioni di attori, Gianfelice Imparato nel ruolo di Pasquale Lojacono, Carolina Rosi (Maria, sua moglie), Nicola Di Pinto (Raffaele, portiere), Massimo De Matteo (Alfredo Marigliano), Giovanni Allocca (Gastone Califano), Paola Fulciniti (Armida), Gianni Cannavacciuolo, fino ai giovanissimi Federica Altamura, Andrea Cioffi e Viola Forestiero.
Giordana: «attualità sconcertante» «Eduardo è uno dei nostri grandi monumenti del ‘900 – sottolinea il regista Marco Tullio Giordana – conosciuto e rappresentato, insieme a Pirandello, nei teatri di tutto il mondo. Grandezza che non è sbiadita col tempo: l’attualità di ‘Questi fantasmi!’ è per me addirittura sconcertante. Emerge dal testo non solo la Napoli grandiosa e miserabile del dopoguerra, la vita grama, la presenza liberatrice e allo stesso tempo dominatrice degli Alleati, ma anche un sentimento che ritrovo intatto in questo tempo, un dolore che non ha mai abbandonato la città e insieme il suo controcanto gioioso, quello che Ungaretti chiamerebbe “l’allegria del naufragio”. Il tipo incarnato da Pasquale Lojacono – replicato nelle figure di Alfredo, di Gastone, del portiere Raffaele – con la sua inconcludenza, l’arte di arrangiarsi, la disinvoltura morale, l’opportunismo, i sogni ingenui e le meschinità, non è molto diverso dai connazionali d’oggi. La grandezza di Eduardo sta nel non ergersi a giudice, nel non sentirsi migliore di lui, di loro. Non condanna né assolve, semplicemente rappresenta quel mondo senza sconti e senza stizza. Il suo sguardo non teme la compassione, rifiuta la rigidità del moralista».
Gli spettacoli Venerdì 21 dicembre un eterogeneo gruppo di attori darà vita alle pagine de ‘Il Maestro e Margherita’ di Michail Bulgakov. Un romanzo pieno di colori potenti e assoluti: si passa in un attimo dal registro comico alla tirata tragica, dal varietà più spinto alla riflessione sulla natura dell’uomo e dell’amore. Spazio alla danza contemporanea il 21 gennaio con ‘Gershwin suite – Schubert frames’, spettacolo che unisce due tra le migliori produzioni della compagnia diretta da Michele Merola. In ‘Schubert frames’, il coreografo Enrico Morelli ha voluto affidarsi agli straordinari capolavori di Franz Schubert, realizzando un lavoro denso di immagini poetiche, che diventano tutt’uno con la musica e ne sposano la ricchezza compositiva, legandosi intimamente alla sua inesauribile varietà e a ciò che essa esprime. Nella seconda parte Michele Merola, partendo dalle celeberrime musiche di Gershwin e dalle suggestioni provenienti dalle opere pittoriche di Edward Hopper, porta in scena ‘Gershwin suite’. Sul palco sfilano l’intimità dei passi a due e degli assoli, ma anche le scene di insieme, dove voglia di vivere e riscatto dal quotidiano prendono il sopravvento. In scena tanta varietà assume i modi di un set cinematografico, grazie anche a una scenografia che cambia continuamente e a una coreografia che tocca più tasti, grazie alla versatilità del coreografo, capace di declinare la propria creatività e il proprio talento al passo con i tempi della contemporaneità. Uno dei volti più noti del cinema e del teatro italiano salirà sul palcoscenico del teatro Menotti il 28 gennaio: Luca Barbareschi sarà protagonista de ‘Il penitente’, l’ultimo testo composto nel 2016 per il teatro dal drammaturgo statunitense David Mamet. Coinvolto da un sospetto di omofobia, “il penitente” subisce una vera gogna mediatica e giudiziaria e viene sbattuto “in prima pagina” L’influenza della stampa, la strumentalizzazione della legge, l’inutilità della psichiatria, sono questi i temi di una pièce che si svolge tra l’ambiente di lavoro e il privato del protagonista. Fino al colpo di scena finale. Lunedì 11 e martedì 12 febbraio la Compagnia dei giovani del Teatro stabile dell’Umbria porterà in scena ‘Il racconto d’inverno’ di William Shakespeare, per una produzione firmata dallo stesso Tsu. Un testo potente e multiforme, in cui ricorrono molti temi tipicamente shakespeariani, qui ancora più evidenti e declinati in modo del tutto originale. Un altro classico, da un autore del teatro contemporaneo, sarà poi in programma il 28 febbraio. Umberto Orsini sarà protagonista de ‘Il costruttore Solness’ di Henrik Ibsen, storia di tanti assassinii: giovani che uccidono i vecchi spingendoli a essere giovani e vecchi che uccidono se stessi nel tentativo di raggiungere l’impossibile ardore giovanile. Una storia segnata da una grande carica erotica e da uno spregiudicato esercizio del potere. Il 19 marzo, per la prima volta, gli Oblivion si metteranno alla prova con un vero e proprio musical: ‘La Bibbia riveduta e scorretta’. Un incontro surreale tra Johann Gutenberg, padre della stampa, e Dio, che si presenta con un’autobiografia scolpita di suo pugno su lastre di pietra chiedendo a Gutenberg di pubblicarla. Gutenberg cercherà di trasformare quello che lui considera un insieme di storie scollegate e bizzarre in un vero e proprio best seller: La Bibbia. Tratto dalla brillante commedia shakespeariana ‘La bisbetica domata’, ‘Kiss me, Kate’ (3 aprile) è ritenuto da molti il musical perfetto, baciato dal successo fin dal suo debutto a Broadway nel 1948, raggiungendo ben 1077 recite consecutive e aggiudicandosi cinque Tony Awards. Gli intrecci fra le vite private dei vari personaggi, gli amori passionali, le gaffe assecondano l’ironia, la comicità, il pathos romantico e l’energia dei tanti numeri musicali di danza e il gioco del teatro nel teatro. Il tutto per un musical attuale e sostenuto da un meccanismo tuttora valido, su musiche di Cole Porter.
