Un momento della veglia andata in scena a Spoleto (foto Fabrizi-U24)

Dalla sera all’alba. È così che la Uilt Umbria ha voluto celebrare la Giornata mondiale del Teatro, ma anche ricordare l’incredibile Ellen Stewart, l’attrice americana che a Spoleto ha fondato «La MaMa Umbria International». Un maratona di otto ore, iniziata poco prima delle 21 e terminata alle prime luci del giorno. Ad alternarsi sul palco del teatro Caio Melisso più di trenta giovani artisti.

Malkovich e la diretta da New York Ad aprire la serata sono stati Lauro Antoniucci, il presidente della Uilt Umbria (Unione italiana libero teatro), Andrea Paciotto direttore di «La MaMa Umbria International». Poche parole per presentare un appuntamento che è subito decollato con la proiezione del videomessaggio di John Malkovich e con la successiva diretta da New York di Mia Yoo, direttrice artistica de La MaMa Theatre che ha letto il messaggio scritto da Ellen Stewart in occasione della Giornata mondiale del teatro del 1975. A chiudere il collegamento con gli Stati Uniti è stata la cantante Zishan Ugurlo.

La maratona al Caio Melisso Nella splendida cornice del teatro di piazza Duomo si sono esibite compagnie teatrali, ballerini, musicisti, attori e interpreti. A salire per prima sul palco del Caio Melisso è stata la Compagnia Il Castellaccio di Trestina che ha portato in scena lo spettacolo «Uovo di Zorba». Il testimone è, poi, passato a Jacopo e Tommy Burger, due giovanissimi ballerini di break dance, che hanno entusiasmato e divertito la platea. Particolarmente suggestiva la lettura di «Resta in stato di Veglia» di Elisa Cappelli che ha anche improvvisato, con amara ironia, la morte del teatro. Poi è stata la volta di Carole Magnini e Stefano Santoni in «Piaf», di Andres Palmieri con «Solo piano». Poco prima della mezzanotte sul palco sono saliti gli attori della compagnia Teatroaperto di Porano Castel Giorgio che hanno portato in scena «Twist». La proiezione del video «Chinatown Watermark» del coreografo Stephan Koplowitz ha, invece, preceduto lo spettacolo «Tre di picche» della compagnia Accademia degli inquieti e il «Tango improvisation» di Carole Magnini e Stefano Santoni. Alle due passate è stata la volta della Banda della Majela, gruppo satirico di Ponte San Giovanni che ha poi lasciato il palco al genere, totalmente differente, di Art Monastry e del canto gregoriano. A chiudere la staffetta è stato il coro del gruppo Bisse di Spoleto, il pianista Egidio Flamini, la compagnia teatrale Gadna di Amelia con «Macramè» e la proiezione video a cura di Marco Schiavoni «Il balletto di Spoleto».

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