Sir Biss tra Neo e Jessica Rabbit (le immagini sono tratte dai film Robin Hood, Chi ha incastrato Roger Rabbit e Matrix e montate a fine satirico)

Questa recensione scherzosa (i fatti e i personaggi citati si intendano adoperati a fine “satirico”) nasce dallo spirito di un libro che, tra mondo della fantasia e autentici meccanismi giudiziari, fa sorridere e insieme riflettere. Si tratta di Favole alla sbarra del giornalista de La Nazione di Perugia e dell’Ansa, Enzo Beretta (ed. Castelvecchi con prefazione di Piercamillo Davigo), in cui veri poliziotti, pm, avvocati e giudici processano i protagonisti delle storie più amate da grandi e piccini. Da leggere!

di Ivano Porfiri

Un documento choc di un supertestimone, una consulenza e alcuni testi eccellenti come Jessica Rabbit e Neo di Matrix in un caso che minaccia di trasformarsi in un evento chiave nella disputa tra i personaggi di fantasia e il mondo degli esseri umani. Affilano le armi i legali di Sir Biss in vista del processo di appello contro la condanna in primo grado a 5 anni per violenza privata del rettile, fedele amico e consigliere del Principe Giovanni nella trasposizione Disney della favola di Robin Hood.

«Ssssono innocente» E’ un verdetto che non si aspettava Sir Biss. «E’ qui con me ed è molto amareggiato – spiega al telefono l’avvocato Claudio Cimato – è sorpreso per una pena così pesante, ma non è un tipo che si rassegna. Anzi, la condanna gli ha procurato piuttosto un bel giramento di coda». Poi, attraverso il suo legale, è lo stesso serpente che rilascia una battuta in esclusiva a Umbria24: «Ssssono innocente, lo dimosssstrerò».

Il caso giudiziario Alla base del verdetto l’episodio chiave della presunta ipnosi del rettile ai danni di Re Riccardo. «Dalle prove acquisite – scrive il giudice Luca Semeraro nelle motivazioni – risulta che Sir Biss, attraverso un’attività fraudolenta e lesiva dell’altrui volontà, mediante ipnosi, ha costretto Re Riccardo Cuor di Leone a partire per le crociate. Tale condotta illecita è stata posta in essere su istigazione e determinazione del Principe Giovanni, cd. Giovanni senza terra, che si è abusivamente procurato la corona e il diritto di governare». Quanto alla quantificazione della pena, che ricalca la richiesta del procuratore Fausto Cardella, «si giustifica – per il giudice – in relazione all’oggettiva gravità del reato commesso al fine di usurpare il trono dell’amato Re Riccardo e stabilire un’oppressiva dittatura. La condotta è stata posta in essere ai danni di un prossimo congiunto (il fratello) e per pura invidia, susseguentemente caratterizzata da atti di violenza – conclude – nei confronti della popolazione inerme». Testimone chiave, in primo grado, come riportato dal sostituto commissario Massimo Vergati nella sua relazione di pg Lady Marian, la quale «asseriva di aver fortuitamente assistito» all’ipnosi «mentre si trovava a passare lungo i corridoi del castello reale».

La difesa contrattacca «Puntiamo alla riforma totale della sentenza di primo grado», spiega l’avvocato Cimato, precisando che «in appello chiederemo la rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale anche alla luce di quanto emerso nella relazione peritale del nostro superconsulente psichiatrico». Secondo il legale, «la sentenza è stata il risultato di un’interpretazione unilaterale fondata sul pregiudizio che il Biss, in quanto rettile e per sua natura, non potesse che essere un subdolo manipolatore. I testi Jessica Rabbit e Neo (di Matrix) e, soprattutto, il prezioso documento portato alla luce grazie al lavoro di ricerca di un solerte giornalista d’inchiesta, mi riferisco alle dichiarazioni rese dal disegnatore di Sir Biss, ci consentiranno di smentire questo assunto, rendendo giustizia ad una figura mitica amata da grandi e da piccini».

La perizia psichiatrica A sostegno della difesa la superconsulenza psichiatrica redatta da Antonio Bertini, psicologo psicoterapeuta firmatario della Carta di Perugia su Informazione e Malattia e responsabile del Servizio Psicologico dell’Usl Umbria 1. «Quello ipnotico – spiega – è uno stato di coscienza qualitativamente diverso dallo stato di veglia, dallo stato di sonno, dallo stato di incoscienza . Uno “stato alterato” che si può produrre spontaneamente ma che di norma è favorito da induzioni ipnotiche e può raggiungere diversi livelli di profondità ma – si badi bene! – sempre in funzione della capacità del soggetto di collaborare, di esperire i compiti suggeriti. Assumendo le acquisizioni in tema di dominanza cerebrale e specializzazione degli emisferi cerebrali – prosegue la perizia – possiamo immaginare l’induzione ipnotica come l’uso di un tipo di comunicazione che impegni l’emisfero sinistro (che presiede le attività razionali) in modo di avere accesso a quello destro ( dominante e/o dei processi primari). L’uso della metafora, delle analogie, delle storie, delle citazioni, è l’elemento tipico della comunicazione ipnotica che … costruisce ponti, avvia processi, favorisce uno specialissimo transfert in cui le emozioni possono trovare libera espressione. In definitiva “una psicoterapia tra tecnica, fantasia ed arte”». Secondo lo psichiatra «in questo nostro millennio a Sir Biss avremmo forse potuto contestare l’esercizio abusivo dei professione normativamente regolamentata. In verità i “fatti contestati” all’imputato ben più che frutto di tecniche ipnotiche consegnano alla storia un Sir Biss in grado di esercitare una onnipotente capacità manipolatoria nei confronti di Re Riccardo ed ancora nei riguardi del suo padrone Principe Giovanni! La forza del pensiero di una povera serpe in grado di cambiare le sorti di uno stato, di un popolo, le sorti della storia. In scienza e coscienza sento forte il dubbio di uno massiccio meccanismo di spostamento delle responsabilità, ed il povero (dottor?) Sir Biss con il portato simbolico denso di pregiudizi che si tende ad attribuirgli per il suo essere serpe, per la mancanza di potere di controbattere ben si presta – conclude il dottor Bertini –  ad essere la vittima della fuorviante e riduttiva ricerca di un capro espiatorio».

Il documento chiave Ma l’elemento che potrebbe davvero far capovolgere il verdetto in appello è un documento, che Umbria24 è in grado di rivelare in anteprima. Si tratta di un’intervista a Oliver Martin Johnston Jr., meglio conosciuto come Ollie. Scomparso all’età di 92 anni il 14 aprile 2008, era l’ultimo disegnatore della leggenda dei “Nine Old Man” della Disney. Tra altri cartoni famosi che ha disegnato, il Robin Hood del 1973 diretto da Wolfgang Reitherman. Prima di morire è stato intervistato per il libro “Working With Disney: Interviews with Animators, Producers, and Artists”, a cura di Don Peri (2011, University Press of Mississipi).

«In origine era buono» In questa intervista, Ollie Johnston spiega di aver «amato molto i personaggi del Principe Giovanni e di Sir Biss, è probabilmente la relazione più feconda tra due personaggi che io abbia mai trattato». Tanto bene conosce gli odierni indagati da averne forgiato il carattere. Ma qui la rivelazione: Sir Biss (anzi, Sir Hiss come si chiama nella versione inglese) in realtà era un personaggio «buono» prima che sulla scena irrompessero coloro che hanno dato la voce a lui e al Principe Giovanni, gli attori comici Terry Thomas e Peter Ustinov. Alla domanda se abbiano avuto influenza sullo sviluppo dei personaggi, Ollie Johnston risponde: «Sei tantissimo influenzato. Molta gente ha detto che più disegnavo il Principe Giovanni e più somigliava a Ustinov». «Tu – sottolinea – inevitabilmente alteri la tua concezione di storia fino a un certo grado quando la voce cambia. Vai con lei, non cerchi di combatterla. Noi (basandoci sulle voci, ndr) abbiamo costruito relazioni un po’ diverse da come le avevamo pianificate. Originariamente, Sir Biss doveva essere un po’ come Kaa nel Libro della Giungla, poco più che un villano (Kaa è un personaggio positivo, tra i migliori amici di Mowgli, ndr). Ma poi ci è sembrato più “entertaining” che fosse sottomesso al principe Giovanni. Tutta la sua esistenza dipendeva da come riusciva ad adularlo».

Manipolazioni dello showbiz Alla luce di questa rivelazione, quindi, emerge un Sir Biss buono che viene piegato al volere dello showbiz fino a diventare ciò che, in realtà, non è: un perfido consigliere. Anche alla luce di questi sviluppi – secondo quanto appreso – il processo di appello potrebbe prendere la forma di una rivalsa storica dei protagonisti di fantasia sui loro creatori. E, allora, testi chiave della difesa in appello saranno altri personaggi noti, come Jessica Rabbit (protagonista di una vicenda analoga testimoniata dalla celebre frase «Io non sono cattiva, è che mi disegnano così»), ma anche Neo, il personaggio che al sistema si ribella dopo aver compreso di essere una pedina di un gioco più grande di lui: «È la tua ultima occasione – gli disse Morpheus – se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più».

Si ringraziano per la gentile e spiritosa collaborazione l’avvocato Claudio Cimato e lo psicologo e psicoterapeuta Antonio Bertini, che si sono prestati a questo gioco

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.