di Daniele Bovi
A quasi due anni dal provvedimento firmato dal sindaco di Giano Manuel Petruccioli, arriva la sentenza del Tar: l’ordinanza di sgombero di Frigolandia è valida. I giudici amministrativi hanno infatti respinto il ricorso presentato da Frigolandia attraverso l’avvocato Alessandra Fagotti – la ‘creatura’ di Vincenzo Sparagna diventata uno dei centri culturali più importanti dell’Umbria – con cui si chiedeva l’annullamento dell’ordinanza di marzo 2020 e di altri atti.
L’APPELLO PER SALVARE FRIGOLANDIA
La convenzione La casa di Frigolandia è a Montecerreto di Giano, in un complesso turistico («La colonia») di proprietà del Comune. A regolare i rapporti tra le parti è una convenzione di fine 2005, con la quale tra le altre cose si prevedeva il rinnovo automatico per almeno tre volte. Per il Tar «non è ravvisabile alcuna contraddittorietà tra l’ordinanza di sgombero e la delibera comunale» del 2005 relativa alla convenzione, di durata decennale e quindi scaduta nel dicembre 2015.
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Riqualificazione Con una serie di delibere risalenti al 2013, il Comune aveva approvato il Puc (il Piano urbano complesso) con cui si prevedeva un intervento di riqualificazione della struttura, con l’obiettivo di «restituire alla stessa – sostiene il Tar – la sua natura di rifugio escursionistico e posto tappa trekking, rivalutandone appunto la funzione di pubblico utilizzo».
FOTOGALLERY: VIAGGIO A FRIGOLANDIA
Futuro a rischio A difesa della Repubblica fondata da Sparagna nel corso del tempo si sono levate tantissime voci, comprese quelle che in una lettera al ministro della Cultura Dario Franceschini hanno parlato di un «un danno irreparabile e un vero crimine culturale». E così il futuro di quella che è, nei fatti, una delle più originali e interessanti esperienze culturali europee è sempre più a rischio.
