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Una sedia, una chitarra, un libro, quattro luci, una voce registrata, la folta chioma, la lunga barba ma soprattutto il cuore. È quello, che Simone Cristicchi porta sul palco dell’anfiteatro di Terni per il suo suo spettacolo gratuito promosso e organizzato nell’ambito del ‘Festival di ecologia integrata e dell’astronomia’. Il cantautore ha alternato la sua leggera ilarità alla profondità di un pensiero che incontrando l’anima si fa poesia, per un pubblico ‘attento’ comelo vuole lui, il pubblico che volge l’anima al suo show. Attenzione è la prima parola che Cristicchi lancia come una mollica di pane a tracciare il sentiero vero la felicità. E passo dopo passo, facendo leva sulla lentezza, l’umiltà, il cambiamento, la memoria, il talento e il noi, invita tutti a spalancare gli occhi sul mondo come non si è fatto sin qui, badando alle coincidenze, riscoprendo il fascino dello stupore, scavando nel profondo il diverso. Cristicchi porta sul palco le storie di altri e le fa sue, le interpreta, ne trae la morale e ora suscita il riso, ora fa emozionare, a occhi chiusi perché sia più intenso e non senza alcuni dei suoi successi musicali o senza un riferimento all’antica Grecia, all’attualità, ai ‘matti’, agli ‘strani’, all’unicità del singolo e la forza del sentirsi parte di qualcosa di più grande, ai puri di cuore e a San Francesco d’Assisi, e poi a Maria Sole, Toma, Bendetto, zia Rosina. Cristicchi è ‘il tormento dei centri anziani’ perché lì va a salvare memorie altrimenti destinate all’oblio.