di L.B.
Altrascuola-Rete degli studenti medi Perugia lancia l’iniziativa “Sei mai stat* liber*?” in occasione della riapertura delle scuole. Una serie di manifesti sono apparsi negli scorsi giorni in diversi punti del capoluogo umbro, in particolare vicino agli istituti scolastici e in centro storico. Per il giorno della riapertura degli istituti superiori, invece, l’associazione studentesca ha organizzato un volantinaggio per diffondere il messaggio.
Gli obbiettivi della campagna L’iniziativa è stata pensata per dar voce alle istanze degli studenti e delle studentesse sui temi che stanno loro più a cuore: diritto allo studio e accesso ai servizi, con un focus particolare sul trasporto pubblico locale. Proprio sul trasporto pubblico insistono le ragazze e i ragazzi di Altrascuola: abbonamenti tra i più costosi d’Italia, scarsa efficienza e sicurezza, in particolare se si torna a casa soli la sera, ricorda l’associazione. La campagna, infatti, punta anche a sottolineare la necessità per le nuove generazioni di poter esprimere liberamente la propria identità senza temere lo stigma sociale e di scegliere il proprio futuro senza vincoli o ingerenze.
Per una scuola più inclusiva «Oggi siamo qui perché il primo giorno di scuola è lo stesso da fin troppo tempo» dice Anna Pierucci, coordinatrice di Altrascuola-Rete degli studenti medi Perugia, aggiungendo: «La scuola anche quest’anno rimane un ramo trasandato della nostra politica, che lo pone ai margini delle discussioni e lo definanzia. Se il futuro deriva da come agiamo nel presente, allora i due sono la medesima cosa, e per questo dobbiamo attivarci immediatamente, perché adesso possiamo decidere i prossimi anni di storia. Vogliamo una scuola che risponda ai cambiamenti esterni e che non sia uno spazio claustrofobico e giudicante. Dopo gli anni di pandemia, è fondamentale riaffermare il suo ruolo di luogo di socialità, di sicurezza, di creatività, di inclusività. Una scuola che sia accessibile a tutti, che faccia scegliere a noi il nostro futuro, che ci faccia essere noi stessi. Questa è la scuola che pretendiamo, dove gli studenti e le studentesse possano sentirsi liberi di esprimersi e di partecipare. Anche in vista delle prossime elezioni è importante dare voce a una categoria non rappresentata che troppo spesso non ne ha una».
