La statua di Santa Bibiana del Bernini

di A.F.

La Santa Bibiana di Gian Lorenzo Bernini è stata dimessa in piena salute, riportata nell’omonima chiesetta dell’Esquilino a Roma nella sua forma migliore (e nella posizione originaria) da un team di restauratori che ha una lunga esperienza professionale in Umbria. Ad occuparsi del restauro della statua è stata infatti la Cbc (Conservazioni beni culturali) di Roma. Cooperativa che ha lavorato anche al restauro della Fontana maggiore di Perugia, su diversi dipinti su tavola e tela custoditi alla Galleria nazionale dell’Umbria, al recupero della Basilica superiore di Assisi dopo il sisma e alla cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto, stabilendo un tale legame con la regione da aprire una sede di rappresentanza nel capoluogo umbro.

Dito spezzato La scultura, primo soggetto religioso del maestro del Barocco, è stata al centro delle cronache soprattutto per l’infortunio subito durante la fase di ricollocazione nella sua nicchia, nel quale le era stato reciso all’anulare della mano destra. Ma prima dell’incidente, poi riparato senza conseguenze, la Santa Bibiana era stata sottoposta a due complessi interventi di restauro. Il primo, finanziato dalla Galleria Borghese di Roma che aveva ospitato l’opera per una mostra, aveva riportato la statua della martire all’antico splendore. Una fase di studio aveva, invece, decretato come a seguito di due precedenti spostamenti la base dell’opera fosse stata danneggiata, compromettendone l’equilibrio prospettico voluto dal Bernini. Una seconda fase di ripristino, cofinanziata dall’Associazione di promozione sociale Piazza Vittorio di Roma, di cui fa parte l’Enpam, ha permesso, una rotazione di 30 gradi, di restituire il giusto orientamento alla rappresentazione marmorea, che ora può essere ammirata così come l’autore l’aveva concepita.

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