«Una festa in tono minore per le restrizioni dovute al Covid, ma con lo stesso spirito di partecipazione». Prenderanno il via il 5 febbraio le celebrazioni per la festa di San Valentino, patrono di Terni. Festa che sarà ovviamente in tono ridotto sul fronte dell’organizzazione ma che toccherà diversi temi, tra cui anche i quaranta anni della visita di Giovanni Paolo II a Terni, avvenuta il 19 marzo 1981. Il tema principale sarà ‘San Valentino e la sua città: la famiglia, la XX e l’amore’. La diocesi ha presentato il programma in conferenza stampa, alla presenza del vescovo monsignor Giuseppe Piemontese, del parroco di San Valentino, padre Johnson e di don Matteo Antonelli, responsabile della Pastorale giovanile.
Il progetto «Celebriamo la festa di san Valentino in tempo di pandemia – ha detto il vescovo – in parte mancherà la solennità usuale ed esteriore, e non avranno luogo le tante manifestazioni civili e popolari, che solitamente si accompagnano alla festa per evitare assembramenti. Del resto l’elevato numero di malati e di morti non ci consente di girare la faccia dall’altra parte o di far finta di nulla. Molti sono colpiti da sofferenze e lutti e tutti condividiamo il dolore di tanti concittadini, o addirittura siamo stati segnati nelle nostre stesse famiglie. Le stesse gravi ristrettezze sociali ed economiche, causate dalla pandemia, suggeriscono parsimonia e non consentono baldorie e manifestazioni di piazza. E tuttavia la festa del santo patrono, quest’anno può essere vissuta in un clima di più piena spiritualità, di sincera devozione e di prolungata preghiera. Una preghiera che vuole invocare l’intercessione del Santo per ottenere salute per i malati, conforto ai sofferenti, rinnovo degli stili di vita, la pace in Italia e nel mondo, lavoro onesto per i disoccupati, futuro per i giovani, solidità dell’amore degli innamorati, benessere per tutti. Quest’anno, a partire dalla festa di san Valentino intendiamo fare memoria della visita di San Giovanni Paolo II alle acciaierie e a Terni. Un evento ancora vivo nella mente di coloro che vi hanno partecipato e raccontato con entusiasmo alle generazioni successive. Il papa San Giovanni Paolo II, proprio all’inizio della visita, salutando le Autorità, pronunziò parole lusinghiere verso la città, i suoi lavoratori e i cittadini tutti: ‘Sono particolarmente lieto di trovarmi oggi, solennità di san Giuseppe, il quale – come è noto – è Patrono della Chiesa universale e protettore dei lavoratori, in questa operosa Città di Terni, che, vegliata dalla mole antica della Cattedrale, e caratterizzata dalle enormi strutture delle acciaierie, si distingue, oltre che per le profonde tradizioni cristiane, per la sua pulsante attività industriale, sociale ed economica, ricca anche e soprattutto di numerosi e grandi santi e nota per la schietta spontaneità dei suoi abitanti, temprati nel carattere dalle consuetudini del duro lavoro e insieme distinti da sentimenti fieri, gentili e generosi’».
I temi «Il tema del lavoro, in riferimento alla nostra città, sarà come il filo conduttore delle riflessioni che, a partire dalla festa di san Valentino verrà trattato in occasione del 40° anniversario della visita del papa fino al mese di maggio, quando festeggeremo san Giuseppe Lavoratore. Tale proposta, coordinata dall’Azione Cattolica diocesana e dal Comitato diocesano, intende avere l’apporto e il coinvolgimento del mondo del lavoro, le parti sociali e tutti i cittadini. Infine giova sottolineare che la festa di San Valentino di quest’anno vuole essere un invito alla speranza, perché l’amore cresca, che esso non si sfaldi in un tempo di quarantena e di crisi come quello che attraversiamo».
