di Francesca Mancosu
Dopo due anni passati in giro per il mondo – fra Roma, Londra e New York – le opere di Gerardo Dottori torneranno finalmente a casa, nella natìa Umbria. Lo faranno grazie alla mostra ‘L’interpretazione futurista della città e del paesaggio’, allestita a San Gemini dal 27 settembre al 12 ottobre nelle sale di palazzo Vecchio e della stazione di posta.
Sintesi di città e paesaggi Il percorso espositivo, curato da Massimo Duranti, Andrea Baffoni e Francesca Duranti, si articolerà attraverso 40 opere, tra dipinti, disegni e serie, provenienti da collezioni private e da quella permanente del palazzo della Penna di Perugia. In un ‘viaggio’ fra le sintesi di città declinate da Dottori in molteplici sfaccettature – da Orvieto a Todi, da Padova a Ferrara e Torino – tutte viste secondo l’ottica futuristica imperante negli anni Trenta e le reinterpretazioni dei paesaggi umbri.
Umbro doc Nato e vissuto a Perugia fra il 1884 e il 1977, Dottori torna a San Gemini grazie all’interesse dell’Ente giostra dell’arme, che già negli anni passati, in occasione delle tradizionali rievocazioni storiche settembrine, ha dedicato alcune retrospettive ad artisti importanti come Alberto Burri e El Greco. «Dottori allestì la sua ultima mostra da vivente proprio a San Gemini, nel 1977: per questo, ci è sembrato naturale accettare l’invito dell’Ente e chiudere un ciclo», racconta la curatrice Francesca Duranti.
A palazzo della Penna Fra le opere in mostra ci sarà il ‘Trittico della velocità’, recentemente esposto al Guggenheim di New York. «Dopo il 12 ottobre – ricorda ancora la Duranti – faranno tutte ritorno nel museo di palazzo della Penna, appena ristrutturato. Prima erano state tenute in deposito, ma ora saranno tutte ricollocate».
