Centro storico di Perugia (Foto F.Troccoli)

Ivo Hristov è un giornalista bulgaro. Con la moglie Galia Goranova scrive sul giornale cartaceo ‘Ora’. Lo scorso 28 giugno sono stati invitati a Perugia per l’evento organizzato dalla fondazione Perugiassisi 2019, nell’ambito delle celebrazioni del XX giugno, alla prima assemblea delle città europee gemellate con l’Umbria. Riportiamo la traduzione integrale dell’articolo che i due giornalisti hanno pubblicato sul giornale bulgaro.

I turisti adorano il nord rinascimentale dello Stivale. L’inimitabile Sicilia è invece il polo sud della curiosità. L’antica Roma: è sottinteso. Da maggio a ottobre la città Eterna assomiglia a Babilonia, e i suoi marciapiedi fanno da rivali ai bus di Sofia all’ora di punta. Pochi, però, scoprono Perugia. Situata nell’entroterra dell’Italia centrale, una città graziosa che offre irresistibili tentazioni a sole due ore da Roma. Un posto che con il suo fascino appaga tutti i cinque sensi.

Cominciamo dal tatto Il centro città fatto in pietra, tenta spontaneamente le dita ad accarezzare le facciate lucidate dal tempo, le balaustre, le fontane. I turisti che con immenso piacere si siedono sulle scale riscaldate dal sole della cattedrale di San Lorenzo. I secoli sono risusciti ad addomesticare la pietra, ricoprendola di una patina sfumata che la mano esamina con interesse mentre passeggi lungo gli stretti passaggi pedonali della parte antica della città.

Anche l’udito si sazia Al mattino la città si sveglia con il suono delle campane. La loro melodia, più tonificante anche di un caffè, con l’eco che vola lentamente nel labirinto di vecchi edifici. Ma la vera gioia dell’udito è riservata alla fine di luglio di ogni anno. E’ allora che Perugia accoglie il tradizionale festival Umbria Jazz con una storia quarantennale e per il quale arrivano amanti della musica, provenienti da tutta l’Europa. Qua si sono esibiti artisti di alto calibro come Miles Davis, James Brown, George Benson, Stan Getz, Joao Gilberto, Chick Corea e Sting. L’infinito reinventarsi del Jazz entra in grande armonia con l’imprevedibile intreccio di stradine in pendenza del centro della città, in cui ogni passeggiata è un’avventura piacevole. Durante i giorni di Umbria Jazz la città non dorme, e al mattino i fans accolgono il sole nei loro sacchi a pelo nei dintorni dell’arena Santa Giuliana.

A Perugia anche il gusto è onorato «Gli italiani mangiano in abbondanza, ma è poco probabile che mangino bene come in Umbria» afferma categorico il sindaco Wladimiro Boccali. E non mente. E’ una regione agricola e la sua cucina esalta con sapori semplici, ma impeccabili e deliziosi. Gli umbri sono in grado di suscitare il vostro appetito con l’antipasto fatto di pane raffermo, arrotolato in piccole fette di pomodoro e scaglie di parmigiano, con un pizzico di rosmarino e un po’ di aglio schiacciato. Un’altra specialità – la porchetta affumicata con grani di finocchio e altre spezie, cotta alla griglia e servita con verdure. La carne con uvetta e scorze d’arancia, i deliziosi funghi lungo il fiume Tevere e per non parlare del tartufo locale in grado di incuriosire anche il palato più raffinato. L’Umbria è famosa anche per i suoi ottimi vini dei vigneti locali, tra i quali il meraviglioso rosso di Montefalc”, che vi illumina da dentro con il suo indimenticabile, morbido e dolce sapore. Se viene guarnito con un po’ del formaggio locale Caciotta tartufata (fatto di latte di mucca, con qualche pezzetto di tartufo) il Gusto vi ringrazierà a vita. Ma la cucina è solo il concentrato dei sapori dell’Umbria. A volte delicati come l’evaporazione della pioggia estiva dalle pietre calde del centro. Altre volte intriganti come i fiori abbondanti che colorano le case locali. Perugia è posizionata sulle morbide colline esposte al vento leggero, che rende sopportabile il clima e che porta nella città vari tipi di aromi. Anche i nobili palazzi avvolgono con l’odore accogliente del legno antico, spesso secolare.

Ma esulta di più la vista Per i modesti 170.000 abitanti, Perugia ha un patrimonio culturale, in grado di tracciare la storia dell’arte in Europa. Un impressionante Arco Etrusco accoglie i visitatori all’ingresso della città vecchia. Il patrimonio romano fa ancora parte della vita cittadina. Qui si ha la rara opportunità di passeggiare lungo l’antico acquedotto convertito oggi in percorso sospeso che alcuni abitanti usano per raggiungere le loro case. Nel centro medievale le strette stradine pedonali regalano una sorprendente geometria di luci nei pochi istanti in cui il sole si affaccia quasi verticale tra le pareti. Il vero miracolo però è la città sotterranea della Rocca Paolina, costruita nel XV-XVI secolo e distrutta nel tempo, per essere ricoperta di uno nuovo strato architettonico. La parte sotterranea della Fortezza medievale tuttavia, è conservata intatta fino ad oggi e regala un’opportunità unica di andare indietro nel tempo di almeno cinque secoli per sentire i sampietrini grezzi, sui quali ha camminato in persona Raffaello il quale in quei tempi studiava pittura dal maestro locale Pietro Vannucci, detto il Perugino. Gli impressionanti affreschi di Vannucci sono l’orgoglio della Sala delle Udienze del Collegio del Cambio, il luogo in cui in quei tempi si riunivano i banchieri sotto lo sguardo dei dipinti del Perugino. Opere del genio rinascimentale si trovano in diverse chiese locali e nella Galleria Nazionale dell’Umbria.

Assisi, San Francesco e Papa Bergoglio Anche chi non è tentato dell’arte non può resistere al bellissimo panorama che svela la collina di Perugia verso le pianure circostanti fino al villaggio in pietra, intrigante per lo sguardo, posto sulla lontana collina nel versante opposto. Quella è Assisi. Città natale di San Francesco, un santo che predicava agli uccelli, il cui nome è stato scelto anche dal cardinale Jorge Bergoglio per il suo pontificato. Un luogo famoso per la tomba del grande santo e le due chiese costruite su di essa ricoperte degli affreschi di Giotto. Sempre là nel 1930 si sposarono Re Boris III e Giovanna di Savoia. Il Sindaco di Assisi è tuttora orgoglioso della vicinanza con la dinastia bulgara e con piacere mostra una foto con Simeone II Saxe-Coburg-Gotha.

La candidatura a Capitale europea della cultura Perugia e Assisi sono due delle facce d’Italia: religiosa e laica. Perugia ha l’Università dal 1308, una delle prime in Europa. La città attira migliaia di studenti. Di fronte, Assisi registra un flusso costante di pellegrini. Ora l’ambizione delle due città è di competere per il titolo di Capitale Europea della Cultura per il 2019 con l’ambizioso progetto della Fondazione “Perugiassisi 2019”. Gli enti locali, gli intellettuali e le comunità accademiche credono che il futuro dell’Europa non sia la burocrazia verticale, ma i rapporti orizzontali tra le persone, le comunità e le città. E se l’Europa vuole tornare alle sue radici, è nel suo interesse ascoltarli.

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