Riapre al pubblico domenica, dopo quindici anni di lavori in seguito al terremoto del 1997, il Museo dell’Accademia di Belle Arti. Con un nuovo ed originale allestimento sarà esposta una selezione dell’imponente patrimonio storico-artistico che si è accumulato nei secoli. Un allestimento in linea con le concezioni museali più innovative, che offrirà alla visione dei visitatori le opere più importanti tra gessi, dipinti, disegni e stampe. Un programma di mostre temporanee, organizzate negli spazi adiacenti al museo, permetterà di esporre anche le altre opere che non possono essere collocate in modo permanente. Sabato si è svolta l’inaugurazione ufficiale, con la partecipazione dei vertici dell’Accademia (il presidente Rampini ed il direttore Giuliano Giuman) e delle istituzioni.
Boccali: storia antica e prestigiosa Per il sindaco Wladimiro Boccali è un pezzo rilevante del patrimonio di Perugia che torna godibile a beneficio di cittadini e turisti. «Nel museo – ha detto il sindaco – ci sono, per l’Accademia, i segni, la testimonianza concreta di una antica e prestigiosa storia di centro di alta formazione, mentre per la città nel suo complesso il museo, con le sue collezioni e la produzione artistica depositata nei secoli, testimonia di una fiorente vita culturale. Più di ogni altro museo cittadino, quello dell’Accademia misura la qualità dei fermenti artistici che hanno attraversato Perugia dalla fine del Cinquecento ad oggi. Oggi è una bella giornata anche perché con la riapertura del museo si chiude l’ultima ferita aperta dal terremoto, che aveva arrecato gravi danni a tutta la struttura. Negli anni scorsi il Comune, attingendo anche a risorse regionali e statali, ha risanato tutto il complesso, che troverà il suo senso compiuto di polo culturale della città quando anche San Francesco al Prato sarà aperto come auditorium di Perugia».
Il patrimonio Il patrimonio della Fondazione Accademia di Belle Arti «Pietro Vannucci» comprende circa 600 gessi, 430 dipinti, 12 mila disegni e 6.300 incisioni. Fra i gessi, eccezionali per fattura e varietà, si distinguono il gigantesco Ercole Farnese, il pugilatore Damòsseno, Amore e Psiche e Le Tre Grazie di Antonio Canova, copia originale donata dall’artista, Il Laocoonte, Il Pastorello di Bertel Thorvaldsen. Fra i dipinti spiccano «Autoritratto con pappagallo» di Mariano Guardabassi e quadri di Annibale Brugnoli, Domenico Bruschi, Armando Spadini, Mario Mafai, Alberto Burri, Gerardo Dottori. Un ricco patrimonio artistico che si è formato nel corso dei secoli è il risultato non solo di donazioni di enti e di privati, ma soprattutto di lavori prodotti dagli accademici che, in qualità di studenti, docenti o collezionisti hanno voluto lasciare un segno tangibile del proprio attaccamento alla scuola.
Fondata nel 1573 L’Accademia di Belle Arti di Perugia fu fondata nel 1573 dal pittore Orazio Alfani e dall’architetto e matematico Raffaello Sozi come Accademia del Disegno. E’ la seconda più antica in Italia, dopo quella fiorentina che nacque nel 1562. Dopo altalenanti vicende, dal 1901 l’Accademia ha trovato la propria sede definitiva nel complesso di San Francesco al Prato, dove nel 1974 presero corpo le preziose e per molti aspetti uniche raccolte d’arte.

