Bruno Brunori

È morto a 83 anni il giornalista Bruno Brunori. Nato a Pisa ma perugino di adozione, è stato responsabile dell’edizione umbra de La Nazione, oltre che presidente dell’Ordine dei giornalisti e ha svolto attività di docenza alla Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia. «Bruno lo ricorda l’attuale presidente dell’Odg Umbria – ha fatto la storia del nostro mestiere avviando alla professione intere generazioni di cronisti che lo considerano giustamente un maestro. Anche a nome dell’intero Consiglio dell’Ordine dei giornalisti, mi stringo con affetto ai figli Antonio, Carlo Alberto e Bianca Maria, ai nipoti e ai parenti tutti». I funerali sono in programma giovedì alle 15.30 nella chiesa di Santo Spirito.

Romizi L’Amministrazione comunale di Perugia si unisce al cordoglio. «Una carriera, quella di Brunori, lunga e sempre improntata al rigore e al rispetto – ricorda il sindaco Andrea Romizi- per la quale l’amministrazione lo aveva iscritto, nel 2011, nell’Albo d’oro della Città, proprio a riconoscimento del lustro che, con la sua penna, aveva dato a Perugia». Il Comune sarà presente alle esequie con il Gonfalone della Città.

Porzi «Esprimo a nome mio e dell’Assemblea legislativa profondo cordoglio per la scomparsa di Bruno Brunori. L’Umbria piange un professionista stimato – aggiunge Porzi – maestro di generazioni di giornalisti che con lui si sono affacciati a questo mestiere. Sono sicura però che il suo insegnamento e la sua passione sapranno accompagnare i tanti lavoratori dell’informazione che lo sapranno individuare come esempio da seguire».

Verini «Esprimo grande tristezza per la morte di Bruno Brunori. Un uomo perbene, un giornalista valoroso, che ha accompagnato la vita e i cambiamenti dell’Umbria per più di quaranta anni, con passione, rigore professionale. A lui mi legano tantissimi ricordi. Uno, per esempio: avevo 19 anni, quando iniziai a lavorare alla redazione di Perugia di “Paese Sera”, collocata allo stesso piano de “La Nazione” di Brunori, nel Palazzo di Piazza della Repubblica, proprio sopra il Pavone. Pur se di un giornale “concorrente”, Bruno mi prese in simpatia, mi consigliava, mi invitò  a pranzo a casa sua. Lo ricorderemo, non solo noi giornalisti, con affetto, stima e rimpianto per il vuoto che lascia». Così Walter Verini, deputato umbro e giornalista.

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