Pettirossi-Dall'Aglio-Lomurno

Identificare una metodologia per ridurre l’impatto degli eventi sul patrimonio artistico-culturale della città rientra tra i parametri della candidatura di «Perugia, con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria» a capitale europea della cultura per il 2019. Se ne è discusso sabato 7 dicembre, all’enoteca del Caffè di Perugia, alla presentazione del «Progetto Europeo Zen» (Zero-Impact Cultural Heritage Event Network).

L’incontro si è svolto nell’ambito di «Perugia mia», l’iniziativa che affianca le manifestazioni di «PerNatale PerTe Perugia». Sono intervenuti: Giuseppe Lomurno, assessore Sviluppo Economico, turismo, Progetti Europei; Chiara Dall’Aglio, capo-progetto ZEN, Sviluppumbria; Piercarlo Pettirossi, fondazione Perugiassisi 2019. Il progetto, che è finanziato dal programma di Cooperazione Europea INTERREG IVC, di cui il comune di Perugia è partner con il coordinamento di Sviluppumbria, si concluderà nel 2014 e ha lo scopo di identificare modelli di riduzione degli impatti ambientali degli eventi anche nei centri storici.

Una mission necessaria Zen nasce mettendo a punto 12 esperienze di città europee. Tra queste anche delle capitali europee della cultura. Gli eventi presi in considerazione nel territorio perugino sono Umbria Jazz, Eurochocolate (che ha già il marchio Eco) e il Festival Internazionale del Giornalismo. «Il tema della gestione sostenibile degli eventi è particolarmente necessario in una città come Perugia ricca di manifestazioni e festival – ha dichiarato l’assessore comunale al Turismo Giuseppe Lomurno -, per questo puntiamo a configurarlo come un vero e proprio branding del territorio».

Nel 2014 ultimo step Il network per gli eventi a impatto zero sul patrimonio culturale ha lo scopo di sviluppare una metodologia condivisa per ridurre l’impatto di eventi e manifestazioni sui centri storici e sul patrimonio culturale attraverso lo scambio di esperienze significative e di lezioni apprese dai partner partecipanti. «Il progetto è arrivato a metà strada – ha detto Chiara Dall’Aglio -, il prossimo step riguarderà il coinvolgimento della cittadinanza, già dal prossimo anno. Questo perché l’attività progettuale di Zen – ha spiegato – nasce dal basso, a livello locale, da un lato per massimizzare gli effetti degli eventi, dall’altro per proteggere le ambientazioni, soprattutto quelle di pregio come per i centri storici. Di fatto, abbiamo cercato di esaminare il concetto stesso di sostenibilità, collegandolo strettamente a quello di ‘lascito’ sul territorio, facendo così della riduzione dell’impatto dell’evento un effetto non temporaneo».

I partner europei del progetto sono: Municipio di Drama (Grecia), Municipio di Vilnius (Lituania), Consiglio Distrettuale di Sigulda (Lettonia), Università di East London (Regno Unito), Centro di Promozione Imprenditoriale di Gotse Delchev (Bulgaria), Centro si Sviluppo di Murska Sobota (Slovenia), Agenzia di Sviluppo regionale del Nord Est della Romania (Romania), Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Estremadura (Spagna), Università Erasmus di Rotterdam (Olanda), Contea di Powys (Regno Unito).

Perugia 2019 come le Olimpiadi di Londra del 2012 E’ quest’ultimo, infatti, il grande evento ecosostenibile preso come riferimento, a livello di impatto a lungo tempo per il progetto di candidatura. Perugia con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, nella sua corsa ha l’onore e l’onere di essere la capofila nella lista di città impegnate nel Progetto Zen. «La Fondazione Perugiassisi 2019, attraverso il Progetto Zen, vuole farsi promotrice delle buone pratiche che riguardano la sostenibilità”. “Il rapporto tra Zen e la candidatura a Capitale europea della cultura è stretto – ha sottolineato Piercarlo Pettirossi -, anche perché il concetto di legacy è richiesto nel bando, così come la sensibilizzazione e la partecipazione nella costruzione di una città degli eventi a impatto quasi zero».

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