«A noi le dispute politiche poco interessano, come club di servizio ci siamo posti in una sorta di osservatorio privilegiato, assolutamente neutrale, che parte dal presupposto che tutto ciò che fa cultura va visto con interesse e come tale incoraggiato e condiviso». Cosi Giuseppe Affronti del Kiwanis club di Perugia (che ha organizzato l’incontro con Fidapa, federazione di dirigenti d’azienda) ha aperto la conferenza su “Perugia 1416” che si è tenuta venerdì pomeriggio nella sala della Vaccara di Palazzo dei Priori.
PERUGIA 1416: TUTTO SULLA DISCUSSA RIEVOCAZIONE
Racconto su Braccio La professoressa Romanella Gentili Bistoni ha incassato l’apprezzamento generale sul racconto di più di un’ora su Braccio Fortebracci da Montone, arricchito dal contesto in cui operò il personaggio storico più controverso della storia perugina, che sarà al centro del progetto “Perugia 1416”, oramai alle porte. La Gentili ha confidato «da quando la vita mi ha dato un brutto schiaffo ho rafforzato il desiderio di approfondire la conoscenza di periodi storici che hanno un rilievo importante per chiunque voglia assapora il gusto dell’approfondimento».
PERUGIA 1416: PRESENTATO IL PALIO
Fermento L’assessore alla cultura di Perugia Teresa Severini non si è fatta trovare spiazzata sulla completezza della relazione e ha rilanciato sui preparativi in atto: «C’è un fermento che cresce con l’avvicinarsi delle rievocazioni, i comitati delle Pro Loco e dei quartieri si sono mobilitati. Perché non pensare che da adesso in avanti anche le scuole prendano coscienza della storia di una città che ha vissuti momenti di grande splendore uniti a quelli di forti difficoltà economiche?». Severini ha accantonato le polemiche e si è soffermata sui dettagli della rievocazione con dovizia di particolari su attività ludiche che saranno proposte dai quartieri, cosi come sulla sfilata e sulla preparazione dei costumi con i laboratori di artigiani di Perugia e Gualdo Tadino. «Vogliamo dedicare questa rievocazione a un perugino che ci ha prematuramente lasciato, Marco Rufini, professionista e scrittore di primo ordine. Era fortemente coinvolto all’idea di realizzare Perugia 1416, e il suo libro “Quasi re” su Braccio Fortebraccio ne è la testimonianza più nitida».
