Capossela ieri sera alla Maggiore (foto F.Troccoli)

«Un successo al di là di ogni più rosea previsione. Grazie a pubblico, artisti e volontari che ci hanno supportato». Così, il giorno dopo il pienone all’isola Maggiore, la Fondazione Sergio per la musica commenta «Moon in june», la tre giorni che si è chiusa domenica con il concerto di Vinicio Capossela dedicato all’amico Sergio Piazzoli, il promoter perugino scomparso un anno fa. Fu lui, non troppo tempo fa, a inventare l’isola che suona al tramonto così come è successo domenica con il «concerto per sirene d’acqua dolce» di Capossela. «E’ nel canto delle sirene – ha detto il cantautore – che ritroviamo tutti quelli che abbiamo amato». La neonata Fondazione con questo suo primo evento ha voluto così iniziare ad andare oltre l’intuizione del promoter perugino prematuramente scomparso, portando l’isola e il territorio lacustre a vivere grandi momenti come questo ma anche contribuendo a far vivere di musica e non solo questi spazi per gran parte dell’anno.

Un successo Intanto per la prima di Moon in June il successo è stato enorme, con 1.200 persone arrivate solo per Capossela (senza contare la buona presenza di pubblico anche nei due precedenti giorni) e richieste di poter assistere al concerto arrivate da tutta Italia. Concerto del quale hanno goduto anche i passeggeri di alcune barche appena fuori dall’isola a completare uno scenario mozzafiato. “La tre giorni è stata un successo al di là di ogni più rosea previsione – afferma il presidente della Fondazione Virgilio Ambroglini – considerato che tutto poi è stato organizzato in pochissimo tempo. Siamo davvero soddisfatti e per questo ringraziamo tutti quelli che hanno contribuito, dagli artisti ai volontari al Comune di Tuoro alla Regione Umbria fino ad Umbria Mobilità, ma soprattutto il pubblico che ci ha sorretto e che si è comportato benissimo rispettando un posto fantastico come l’Isola Maggiore per la quale abbiamo progetti suggestivi per il futuro».

FOTOGALLERY: IL CONCERTO

Il concerto Tutte le parole dei brani presentati da Capossela, a volte anche cambiate in alcune parti, erano chiaramente per Piazzoli con Capossela a dispensare per tutta l’esibizione tanto amore, proprio come quello che entrambi hanno sempre dedicato alla musica. Il repertorio è stato tutto un omaggio alle creature nascoste, alla grazia nascosta, ai sentimenti, che per essere belli, secondo Capossela, anche questi devono essere nascosti. In prima fila ci sono anche i genitori di Capossela, arrivati per quello che è stato davvero un evento unico. L’attacco è con «Vorrei che fossi qui» (…sento il tuo respiro in fondo al lago…) e poi prosegue con «Modì» (…e allora sto vicino a te anche se non vedi che io son qui vicino a te, questa notte d’amore sarà…), «Una giornata senza pretese», «Le case» (…viene il tempo di partire…), «Dall’altra parte della sera», «Non c’è disaccordo nel cielo» e «Non è l’amore che va via». Il tempo, le persone sì vanno via. Ma non è il ricordo che va via e non è l’amore per la musica che svanisce.

I Micrologus Poi entrano i musicisti della band ed insieme anche agli archi del Trio Amadei iniziano con l’omaggio alle sirene, proprio con il pezzo «”Le sirene”, che portano conoscenza e sono di acqua dolce, come lo spirito di Sergio». Sul palco nel corso della serata sono saliti anche i membri dell’ensemble Micrologus, «un altro dono che mi ha fatto Sergio è stato quello di farmi incontrare questi straordinari musicisti durante un indimenticabile concerto davanti alla basilica di San Francesco». Insieme a loro Capossela ha eseguito «Il lamento della ninfa», «Alba trobadorica» e «Perfetta letizia». Nel corso del concerto ha poi duettato con Gary Lucas sonorizzando una lettura dal suo libro “Non si muore tutte le mattine” e interpretando insieme alcune canzoni di Jeff Buckley, artista scomparso molto prematuramente che lega in un certo modo Capossela e Piazzoli.

Rockin’Umbria Archiviato questo primo evento, l’obiettivo ora è quello di procedere sempre “con e oltre la follia di Piazzoli” proponendo progetti culturali importanti in questa magica isola sul Trasimeno, che dovrebbe diventare un luogo della musica attivo artisticamente ogni anno da maggio ad ottobre, per far incontrare esperienze musicali giovanili da tutta Europa e metterle a confronto attraverso attività permanenti. Ogni anno naturalmente tornerà anche “Moon in june” con la direzione artistica che dopo Capossela sarà affidata sempre ad un grande artista. Nel frattempo gli sforzi organizzativi saranno diretti a Rockin’Umbria, storico festival che la Fondazione ha deciso di rilanciare quest’anno da Umbertide (23-26 luglio e che giovedì sarà presentato con una conferenza stampa a Perugia presso la chiesa di San Francesco al Prato.

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