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Riprendono a Lugnano in Teverina gli scavi all’area archeologica di Poggio Gramignano e alla necropoli dei bambini. Lo ha annunciato l’amministrazione comunale in una conferenza stampa, riferendosi anche alle nuove campagne di indagine, dopo lo stop imposto dalla pandemia, delle equipe di archeologi statunitensi che eseguiranno anche altri lavori già previsti nell’area archeologica. Tra questi, sottolinea il vice sindaco di Lugnano in Teverina, Alessandro Dimiziani, la copertura del sito per renderlo fruibile ai visitatori e il restauro della ex-chiesa di Sant’Andrea, nel borgo antico, che diverrà un centro di archeologia internazionale.

Collaborazioni con università americane «Questo – sottolinea Dimiziani – grazie sempre alla collaborazione delle università americane.  Il prossimo anno nel mese di maggio – prosegue il vice sindaco – partirà inoltre il ‘Summer School in Roman Pottery’ con Archer Martin responsabile dello studio dei materiali ceramici provenienti dallo scavo di Poggio Gramignano». Lo stesso Martin è stato in collegamento durante la conferenza svoltasi sabato scorso allo Spazio Fabbrica ed incentrata sulla villa romana i cui resti sono emersi proprio durante gli scavi.

La villa di Poggio Gramignano Alla conferenza, ricorda sempre Dimiziani, ha fatto seguito l’appuntamento di domenica 31 con la relazione sul sito archeologico di Roberto Montagnetti, archeologo lugnanese co-responsabile dell’indagine archeologica, che ha illustrato i risultati degli ultimi studi. In collegamento sono intervenuti anche il professor David Soren dell’Università dell’Arizona, l’archeologo che diede inizio agli scavi nel 1988, David Pickel dell’Università di Standford e lo stesso Archer Martin. «La villa romana di Poggio Gramignano – conclude Dimiziani – ha assunto negli ultimi anni un valore di assoluta importanza dal punto di vista scientifico e storico per le scoperte rinvenute dallo staff di archeologi che vede in campo, oltre alla soprintendenza umbra, anche università americane ed italiane».

 

 

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