di Beatrice Bernardini
Il «”filo rosso” che legava le trame della Raf al dramma di via Fani» raccontate in un thriller storico. Tra storia e narrativa d’inchiesta, martedì 12 maggio alle 16 la sala “A. Capitini” a Marsciano ospiterà la presentazione del romanzo ‘L’impronta del diavolo’ dell’autore ternano Franco Casadidio. Un’occasione per riflettere e confrontarsi su una delle pagine più oscure della storia della nostra Repubblica: quella degli Anni di piombo, dei sequestri e del terrorismo politico.

La storia raccontata è ambientata a Monaco di Baviera tra gli anni ’70 e ’80 e segue il «viaggio intimo e doloroso» di due giovani reclute della banda che sui giornali prese il nome di due dei più famosi suoi esponenti e fondatori – Andreas Baader e la giornalista Ulrike Meinhof, ndr – ma che è passata alla storia anche con il nome di Rote Armee Fraktion (Frazione dell’Armata rossa in italiano, ndr) o Raf. L’autore sceglie di indagare attraverso le vicende dei protagonisti «il confine sottile tra l’ideale e la violenza» cercando di «mostrare come le grandi tragedie della nostra storia, come il caso Moro, siano state spesso influenzate da un intreccio internazionale complesso e dimenticato»
L’evento – organizzato dal Comune di Marsciano e dall’Università della Terza età – fa parte della rassegna nazionale ‘Il maggio dei libri 2026’, campagna promossa dal Centro per il libro e la lettura del ministero della Cultura, che invita la cittadinanza a ideare e realizzare iniziative di promozione della lettura. L’evento è a ingresso libero.
