Si chiama «Il profumo di mio padre» il nuovo libro di Emanuele Fiano, «tentativo di un passaggio di consegne di una memoria preziosa e indimenticabile e una riflessione attualissima sul male e gli orrori del passato». Il deputato dem presenterà il volume (edito da Piemme) lunedì 17 alle 17.30 a Castiglione del Lago e alle 21 a Todi insieme a Walter Verini: nel primo caso l’appuntamento è alla sala del Teatro di Palazzo della Corgna, nel secondo nella sala consiliare del Comune. Fiano è una figura di spicco della comunità ebraica italiana ed è figlio di Nedo Fiano, uno degli ultimi testimoni della deportazione ad Auschwitz, morto nel 2020.
Il libro Il deputato è una di quelle figure che hanno fatto della lotta contro i rigurgiti di neofascismo e antisemitismo uno dei tratti essenziali della propria attività politica. Il libro è stato definito anche «un esempio di come si possa trasformare la catastrofe in un messaggio straordinariamente educativo per le generazioni future, come è successo con i libri di Liliana Segre e Primo Levi». Proprio Segre ha curato la prefazione: «Domani – scrive la senatrice – spariranno i testimoni e io racconterò a chi non può credere, che tutto ciò è successo. A noi spetta memoria. Sarà per sempre il nostro Kaddish».
Silenzio e lacrime La storia della famiglia Fiano è segnata dalla tragedia di chi non c’è più e dal dolore e dal ricordo dei vivi: «Noi figli dei sopravvissuti alla camera a gas di Birkenau – scrive il deputato dem – non siamo normali. Lo sa bene la mia amata moglie e lo sanno i miei figli, e forse le mogli di tutti i figli della Shoah e i loro amati figli. Come prima le nostre madri o padri. Noi non abbiamo ascoltato solo parole dolci e tenere dai nostri padri, non solo favole ci è capitato di ascoltare, ma il silenzio impastato di lacrime e urla».
Guardia alta Verini, legato da un rapporto di lunga amicizia con Fiano, parla del libro come di una «lezione di memoria, per non dimenticare l’orrore della Shoah, i campi di sterminio nazisti, ma anche per tenere alta la guardia contro i rischi attuali di negazionismo, neofascismo, odio razziale e contro le diversità». Le presentazioni di Castiglione e Todi saranno quindi «due occasioni importanti, per ascoltare dalla viva voce di un ‘figlio della Shoah’ una testimonianza di dolore profondo ma anche di impegno a tenere viva la memoria e a battersi per i valori della democrazia, della libertà, della società aperta».
