di D.N.
Con una grande cerimonia nella Basilica di San Pietro, a Perugia, domenica è stata inaugurata ufficialmente la mostra Il Perugino di San Pietro, in programma fino a domenica 7 gennaio nella Galleria Tesori d’Arte del Complesso monumentale di Borgo XX Giugno. La mostra per la prima volta riporta in città e riunifica tutti e undici gli scomparti della predella della grandiosa Ascensione di Cristo che Perugino aveva dipinto per la basilica: tra questi, l’Adorazione dei Magi, la Resurrezione e il Battesimo vengono dal Museo di Rouen, e sono tra i dipinti più spettacolari dell’intera carriera di Perugino, con colori, una resa delle forme e del paesaggio, sorprendenti per luminosità e modernità.
All’inaugurazione sono intervenuti Antonio Bartolini, vicepresidente della Fondazione Agraria, Roberto Rettori, delegato del Rettore dell’Università di Perugia per il settore orientamento, tutorato e divulgazione scientifica, Gaetano Martino, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia, Donato Ogliari O.S.B., abate di San Paolo fuori le Mura, Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Comitato promotore delle celebrazioni per il quinto centenario della morte del pittore Pietro Vannucci detto “il Perugino”, Fabrice Maiolino, Console Generale di Francia a Roma, Fabrizio Biferali, curatore della sezione Rinascimentale e moderna della Pinacoteca Vaticana, Enrico Melasecche, assessore alle Infrastrutture della Regione Umbria, Margherita Scoccia, assessore all’Urbanistica del Comune di Perugia, e don Simone Sorbaioli, vicario generale della Diocesi di Perugia-Città della Pieve. Ha concluso la cerimonia l’intervento di Laura Teza, professoressa associata di Storia dell’Arte moderna dell’Università degli Studi di Perugia, curatrice della mostra.
Promossa dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria e dall’Università degli Studi di Perugia, con il contributo del Comitato promotore delle celebrazioni per il quinto centenario della morte del pittore Pietro Vannucci detto “il Perugino”, main sponsor Brunello Cucinelli spa, il sostegno del GAL Media Valle del Tevere. La mostra è realizzata con il Musée des Beaux-Arts di Rouen e i Musei Vaticani, il patrocinio della Regione Umbria, del Comune di Perugia, dell’Ambasciata di Francia, il Consolato Onorario di Francia a Perugia, e la collaborazione di Isola San Lorenzo, Comune di Città della Pieve e Fondazione Ranieri di Sorbello.
La predella Nel 1495 i monaci benedettini della basilica di San Pietro ordinarono a Pietro Vannucci, per il loro altare maggiore, una grandiosa Ascensione di Cristo, coronata da un Eterno benedicente con alla base una predella con 11 scomparti, raffiguranti al centro l’Adorazione dei Magi, la Resurrezione e il Battesimo, e ai lati 6 santi benedettini e i due protettori di Perugia, san Costanzo e sant’Ercolano. Racchiusa da una specie di armadio aperto che la proteggeva e che aveva alla sua sommità due grandi tondi con profeti, l’opera costituiva un vanto della città e del territorio per la sua complessità e bellezza. La gigantesca macchina fu smontata alla fine del Cinquecento e poi, nel 1797, emigrò con le requisizioni napoleoniche e fu trasferita prima a Parigi e poi frazionata e dispersa in vari musei francesi. Ora la grande Ascensione si trova a Lione, la predella nel museo di Rouen, i due Profeti a Nantes, tre santi benedettini alla Pinacoteca Vaticana mentre cinque sono rimasti nella sacrestia di San Pietro a Perugia.
Il restauro e la ricostruzione digitale I tre santi benedettini sono stati restaurati per l’occasione nei Laboratori di Restauro della Pinacoteca Vaticana, recuperando una luminosità e un’armonia di gamme cromatiche che si pensava perduta. I cinque rimasti a Perugia sono stati riesaminati e sottoposti ad indagini da parte del Laboratorio di Diagnostica dei Beni Culturali della Regione Umbria di Spoleto. Lo studio interdisciplinare, con il gruppo di lavoro delle professoresse Valeria Menchetelli e Francesca Funis del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, ha prodotto uno studio di ricostruzione digitale della grande macchina d’altare che era collocata nell’abside, cioè nella zona dietro l’attuale altare. Chi entrava in Chiesa poteva godersi il grande spettacolo dell’Ascensione di Cristo in pieno svolgimento difronte ai suoi occhi.
Sono poi esposti anche i contratti che regolarono la trattativa tra i monaci di San Pietro e il pittore per quest’opera, pagata la stratosferica cifra di 560 ducati d’oro, e le copie che di questa predella fece il noto pittore seicentesco Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato, che lavorò per un importante abate di San Pietro, dom Leone Pavoni, a testimonianza del grande valore attribuito a queste opere capitali del Rinascimento italiano.
Informazioni Dove: Galleria Tesori d’Arte, Complesso monumentale di San Pietro, in borgo XX Giugno, 74 a Perugia. Quando: dal 2 ottobre al 7 gennaio 2023, tutti i giorni in orario 10 – 13 / 16 – 19. Prenotazione per visite guidate: 349-2579403 338-9806868.
