L'Annunciazione del Sassoferrato in mostra a Perugia (foto F.Troccoli)

di Danilo Nardoni

E’ stato un momento davvero emozionante. Sia per la comunità monastica di San Pietro sia per quella laica e amante dell’arte di un’intera città. Emozionante perché dopo più di due secoli c’è stato un importante ritorno a casa, a Perugia. La mattina di lunedì 27 marzo è stata infatti aperta la speciale cassa che ha consentito il trasporto del dipinto con il collocamento dell’opera all’interno dell’esposizione. Stiamo parlando dell’Immacolata concezione, capolavoro di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato che grazie a un eccezionale e temporaneo rientro in città, dalla Francia, ha permesso di far riunire una collezione che era stata pensata dallo stesso artista proprio per l’abbazia benedettina di San Pietro. ‘Sassoferrato dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita’ è infatti il titolo della mostra, a cura di Cristina Galassi e Vittorio Sgarbi, in programma dall’8 aprile al 1 ottobre 2017 nella Galleria ‘Tesori d’arte’ della Fondazione per l’Istruzione Agraria (FIA) situata nel Complesso di San Pietro in Borgo XX Giugno a Perugia.

FOTOGALLERY – Il ritorno a San Pietro dell’Immacolata Concezione del Sassoferrato

VIDEO – Il ritorno a San Pietro dell’Immacolata Concezione del Sassoferrato

Ritorno a casa L’operazione ha permesso di ricomporre con 17 dipinti «la più ampia collezione esistente al mondo dell’artista marchigiano», come è stato sottolineato venerdì durante la presentazione alla stampa dell’evento espositivo. Torna quindi nel capoluogo umbro e nel suo luogo d’origine la magnifica pala «che fu prelevata nel 1812 da San Pietro – ha ricordato Galassi – per ordine di Dominique Vivant-Denon, direttore del Musée Napoleon, come si chiamava allora l’odierno Museo del Louvre, e che da allora è sempre rimasta in Francia». Secondo la curatrice della mostra, l’eccezionalità di questo ritorno a Perugia dell’opera sta pure nel fatto «che è risaputo che il Louvre non presta facilmente i suoi tesori, come già accaduto per la mostra sul Perugino di qualche anno fa che si è vista negare un tondo per ricomporre un polittico dell’artista». Anche per questo motivo il presidente della FIA Franco Moriconi, nonché rettore dell’Università degli Studi di Perugia, ha voluto rimarcare «la qualità e l’internazionalità» dell’evento espositivo «che punta a rilanciare sempre più il complesso di San Pietro come importante realtà museale di Perugia e dell’Umbria».

Le altre opere Oltre a tutte le 17 opere – fra cui anche l’Immacolata Concezione del Louvre – eseguite da questo formidabile artista del Seicento italiano per il complesso benedettino di San Pietro, che lo presentano come l’erede di Perugino e Raffaello di cui frequentemente replicava soggetti e stile, la mostra raccoglierà pure una quarantina di dipinti. Opere sia di Sassoferrato sia di famosi maestri ai quali l’artista si ispirò, provenienti da varie raccolte pubbliche e private italiane e straniere: Pietro Perugino, con straordinarie opere di proprietà della Fondazione visto che fonte di ispirazione per Sassoferrato furono in San Pietro le cinque tavolette del Perugino facenti parte della predella del polittico un tempo sull’altare maggiore della Basilica; Tintoretto, presente in mostra con la bellissima Maddalena dei Musei Capitolini; senza contare i confronti con maestri contemporanei a Sassoferrato, come lo Spadarino, stretto seguace di Caravaggio. Saranno presenti anche due opere della collezione privata di Vittorio Sgarbi che, è stato annunciato, sarà presente il 7 aprile alle 12 durante il vernissage della mostra per la stampa e alle 17 per l’inaugurazione ufficiale. Per l’occasione – è stato infine annunciato – tutte le opere saranno raccolte nella Galleria ‘Tesori d’arte’ «con un suggestivo allestimento espositivo che terrà conto della straordinaria cornice monumentale del luogo».

Rilancio del turismo La mostra è organizzata, oltre che dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria, anche da Università degli Studi di Perugia e Regione Umbria, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia (era presente in conferenza il segretario generale Fabrizio Stazi) e della stessa Regione, ed è patrocinata dal Comune di Perugia. L’assessore regionale Fernanda Cecchini ha voluto sottolineare «la vivacità» della FIA ringraziandola per l’idea della mostra «che così – ha detto – va ad arricchire gli altri progetti messi in campo in questo momento in Umbria per ricollocare l’immagine della regione post sisma nel suo giusto alveo e per dire che l’Umbria è in piedi e va avanti soprattutto con la sua cultura e la sua arte». Anche l’assessore comunale Teresa Severini dal canto suo ha ringraziato la FIA «per aver sollevato con questa originale mostra l’interesse verso l’arte e la cultura che la città sa esprimere». Durante l’incontro con la stampa non hanno nascosto la loro gioia per l’evento in programma e per il ritorno a casa dell’opera del Sassoferrato anche don Giustino Farnedi e padre Martino Siciliani della comunità del Monastero di San Pietro.

Catalogo Un ricco catalogo a stampa pubblicato dall’editore Aguaplano raccoglierà lo studio sistematico delle opere esposte, in aggiunta ad alcuni documenti inediti emersi dalle carte custodite nell’archivio della Basilica e nuove fonti utili per la ricostruzione della vita del Sassoferrato.

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