Si è conclusa con una partecipazione numerosa la seconda edizione de ‘I Teatri di Paglia’, il festival organizzato dall’associazione I Mastri Musici in collaborazione con il Comune di Giove e l’associazione San Giovanni, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e il supporto di Verify.

Per tre giorni, l’anfiteatro naturale e il centro storico di Giove si sono trasformati in un teatro diffuso, ospitando incontri, musica, fotografia, spettacoli e momenti di approfondimento. Un programma costruito attorno al rapporto tra salute della Terra e salute dell’uomo, attraverso il confronto tra cultura, scienza, musica e teatro.

Tra gli appuntamenti centrali della rassegna il format dei Talk de ‘I Teatri di Paglia’. Ad aprire il ciclo di incontri, il giornalista e divulgatore televisivo Roberto Giacobbo, accompagnato dalle atmosfere musicali dell’ABC Trio del maestro Francesco Attesti.

Particolarmente seguito anche l’incontro con il professor Massimo Massetti, cardiochirurgo e autore, insieme ad Alfonso Dell’Erario, del libro ‘Sua maestà il cuore’. La partecipazione di Mogol, autore della musica italiana e già paziente del professore, ha aggiunto al confronto una dimensione personale e narrativa.

La rassegna si è infine conclusa con il recital in prima assoluta ‘Le parole che non ti ho detto’, con Giorgio Pasotti e il maestro Maurizio Mastrini, insieme a Claudia Tosoni e ai musicisti Sandro Lazzari, Giorgia Ginevoli e Tiziana Frattali. Parole, musica e teatro hanno riunito linguaggi differenti in una riflessione comune. Ad arricchire il programma è stata la mostra fotografica inedita ‘Le ultime tarantate’, realizzata dal giornalista Rai, scrittore e fotografo Angelo Angelastro. L’esposizione ha proposto uno sguardo sulla memoria, sulle tradizioni e sul rapporto tra uomo e territorio.

Dagli incontri è emerso il tema del rispetto dell’ambiente come elemento essenziale per una cultura della salute. Il festival ha proposto una formula lontana dai tradizionali luoghi della cultura, utilizzando il borgo, l’anfiteatro naturale, le rotoballe di paglia e gli spazi del centro storico come parte integrante dell’esperienza.

L’organizzazione guarda ora alla prosecuzione del progetto, con l’obiettivo di mantenere a Giove uno spazio di incontro tra cultura, scienza, musica e ambiente, coinvolgendo istituzioni, associazioni, cittadini e realtà del territorio.