©️Fabrizio Troccoli

Cosa sta per nascere nell’ex area della centrale di Pietrafitta? Sta per nascere una grande area dell’innovazione contemporanea. Così è stata definita da Riccardo Stefanelli, amministratore delegato della nuova società che si incaricherà della progettazione di questa nuova realtà digitale e innovativa dell’Umbria.

È un progetto che nasce come una collaborazione con il pubblico interessato, con i comuni del territorio e con la Sovrintendenza, oltre che con la Provincia e con il privato, rappresentato in questa fase dalla famiglia Cucinelli e da altre imprese che fin da subito hanno scommesso sul potenziale di queste iniziative.

Attenzione perché il rappresentante della famiglia Cucinelli ha tenuto a sottolineare che l’azienda si occuperà appunto della progettazione, vale a dire di stabilire le premesse a cui poi si dovranno attenere i vari attori protagonisti che realizzeranno le opere. La famiglia Cucinelli si fa appunto garante di questo.

E per ora, al momento, intendiamo un vero data center che Brunello Cucinelli ha tenuto a sottolineare dovrà avere le caratteristiche di un data center che sviluppa intelligenza artificiale, ma, come dire, inquadrato dentro un aspetto umano. Un data center e poi un hub digitale dove saranno sviluppate nuove start-up, incubatori di imprese, ma anche progettazione che sarà al servizio, ad esempio, della sanità pubblica.

Che cos’altro possiamo aggiungere? A fianco a tutta questa progettazione ci si occuperà di idrogeno verde e di sviluppo del legno da costruzione e quindi non più, come la storia di questo territorio ci insegna, la produzione di lignite per la combustione, ma un legno qualificato e portato a un livello di utilizzo al massimo del suo potenziale.

Brunello Cucinelli ha tenuto a sottolineare che non bisogna aver paura dell’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale l’ha definita come abile nella capacità di calcolo, «ma non ha la follia dell’essere umano».

Ha detto che l’intelligenza artificiale accompagnerà l’uomo in questa fase e che sarà uno strumento di cui non bisogna innanzitutto aver paura, ma soprattutto non bisogna trasferire la paura alle nuove generazioni.

E i tempi di realizzazione, è stato detto da Riccardo Stefanelli, si punta a farli rientrare all’interno dei tre anni affinché tutto questo possa diventare realtà.

Le collaborazioni fondamentali saranno anche con l’Università di Perugia, che ha partecipato a tutta la fase delle premesse che hanno portato fin qui.

E poi c’è massima apertura rispetto a quelli che saranno i protagonisti della realizzazione e che potranno essere soggetti che già operano a livello globale o anche europeo o anche nazionale, è stato sottolineato.