di Hollus

Con l’album Halcyon Digest, il loro quarto, ila band di Atlanta Deerhunter confeziona il suo miglior lavoro. Bradford Cox e soci riescono nel compito non proprio agevole, di riappropiarsi di buona parte della tradizione musicale degli anni ’50 e ’60, in specie quella americana, e di non passare per dei copisti o dei pur bravi amanuensi.

Anche quando l’ascolto si aggira pericolosamente vicino agli Everly Brothers (Basement Scenes ) o ai Led Zeppelin di Tangerine ( Helicopter ) i Deerhunter hanno la capacità di far suonare il tutto come nuovo e personale e necessario.

Prendete ad  esempio Desire lines , la sesta traccia dell’album: parte omaggiando tanto The Stooges quanto i più prossimi Arcade Fire, vira dalle parti dei Beach Boys e si allunga in un finale ambient che rimanda alla precedente discografia dei nostri, oppure Fountain Stairs, dove suonano come dei Velvet Underground al massimo della propria espressività o Coronado, ancora Stooges e quasi inevitabilmente Strokes, con tanto di voce distorta.

Il gioiello dell’album arriva alla fine:  He would have laughed, dove fanno propria la lezione di Steve Reich, Philip Glass,Terry Riley e del minimalismo in genere.

In sintesi non capita poi così spesso di ascoltare un disco e di avere la sensazione di stare tornando a casa.

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