Foto Fabrizio Troccoli

Una magia che si ripete ogni anno. A Gubbio saranno migliaia gli eugubini e i turisti che resteranno affascinati dalla Festa dei Ceri, che per tutto il giorno preparerà il rito della Corsa con la scalata al monte Ingino.

FOTOGALLERY: L’ALZATA

Il programma Ecco il programma come spiegato nel dettaglio sul sito ufficiale ceri.it. Si parte all’alba quando i tamburini percorrono le vie del centro storico per andare a svegliare i protagonisti della Corsa: i Capitani e i Capodieci dei Ceri.
Alle 6 il Campanone suona la sveglia per tutta la città; nel frattempo ai tamburini si uniscono i Capodieci, i Capocetta e i Capitani.
Alle 7 tutte le gerarchie ceraiole in corteo, dopo essersi ritrovati presso la porta di Sant’Agostino, raggiungono il Cimitero Civico per deporre una corona di fiori a ricordo dei ceraioli defunti.
Alle 8 si celebra la Messa presso la Chiesetta di San Francesco della Pace, (dei Muratori), in cima a Via Cavallotti, verso la quale il corteo è risalito dal Cimitero. Al termine della celebrazione religiosa avviene l’estrazione dal bussolotto, fatta da un bambino, dei nomi dei capitani (Primo e Secondo) che saranno in carica fra due anni.
Alle 9 ha inizio il corteo dei “Santi”. Le tre statuette di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio vengono portate fuori dalla Chiesa e sistemate sull’apposita barella. In testa i tamburini, la banda, il Sindaco, i due Capitani, i Capocetta, i Capodieci, il Cappellano, i ceraioli e i cittadini, accompagnano le statue dei Santi in solenne processione per le strade della città, fino alla sala maggiore (entrando da Via Gattapone) del Palazzo dei Consoli, dove già si trovano i Ceri. I ceraioli, finito il corteo si recano nelle sale inferiori in Via Baldassini, dove consumano la tradizionale colazione con il baccalà alla ceraiola.
Alle 10 la festa comincia a prendere corpo con il raduno a Porta Castello e con la distribuzione da parte delle famiglie ceraiole dei “mazzolin di fiori”, confezionati dalle monache del convento di Sant’Antonio. Aprono la sfilata i tamburini, seguiti dalle bandiere delle contrade e dei quartieri e dalla banda della città di Gubbio. Seguono a cavallo i Capitani, il trombettiere e l’alfiere, poi i rappresentanti delle istituzioni e i gruppi separati dei ceraioli, ognuno preceduto dai propri tamburini, dalle bandiere delle Famiglie, dai Capodieci dei tre Ceri. I ceraioli di Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio vestiti rispettivamente con le camicie gialle, azzurre e nere, esibiscono, cantando tradizionali canzoni ceraiole e sfottendosi a vicenda, la loro baldanza e la loro forza, incitati anche dalla gente esterna al corteo, già festante e acclamante, affacciata sulle finestre degli antichi palazzi di Gubbio addobbate con gli stendardi con i colori dei Ceri e dei quartieri della città. I suonatori delle chiarine escono dalla sfilata all’altezza di Palazzo Andreoli e raggiungono Piazza Grande, per sistemarsi sul balcone del Palazzo dei Consoli, in attesa del corteo. Escono dal palazzo anche gli sbandieratori che si mettono ai lati della scalea e i figuranti in costume.
Alzata Con l’alzata la prima parte importante della festa si è compiuta e inizia la “mostra”. I Ceri, ognuno per suo conto, passano nelle strette vie della città, fermandosi davanti alle abitazioni delle vecchie famiglie ceraiole, per poi essere adagiati in riposo in Via Savelli
Alle 17 immediatamente prima della corsa, si svolge la solenne processione con la Statua di Sant’Ubaldo, che dalla Cattedrale scende in Piazza Grande dove è accolta dal suono a distesa del Campanone. Da qui procede con un percorso inverso a quello dei Ceri, che intanto sono stati tolti dai piedistalli, in un crescendo di tensione per l’imminente corsa. Mentre la processione risale Corso Garibaldi, i Ceri, nell’ordine in cui erano stati collocati a riposo (Sant’Ubaldo, San Giorgio e Sant’Antonio) partono da Via Savelli (la cosidetta “Alzatella”) e si fermano in attesa davanti alla chiesa di San Giovanni Decollato (detta dei Neri dal nome della Confraternita). Nel frattempo le mute dei ceraioli si sono disposte lungo il tragitto e aspettano la partenza. All’incrocio tra Via Dante e Via Savelli la processione si ferma, il Vescovo benedice i Ceri e si avvia verso la chiesa dei Neri.
La Corsa Alle 18 dopo la benedizione del Vescovo inizia la tanto attesa corsa. I Capitani dell’anno precedente danno il “via”. La folla esulta, irrompe in un grido corale, compatto, “Via ch’eccoli”.
L’arrivo È tradizione e motivo di grande vanto per Sant’Ubaldo e di umiliazione per il Cero che segue, che una volta entrato nel chiostro della Basilica, Sant’Ubaldo riesca a chiudere il portone dietro di sè, senza pietà per nessuno, facendo attendere gli altri due Ceri prima di riaprire i battenti. Dopo i debiti festeggiamenti con i giri intorno al pozzo e lo smontaggio delle barelle dei Ceri, questi vengono riportati all’interno della Basilica.

La diretta Tutta la giornata sarà seguita in diretta da Trg (canale 11) e online.

McCurry Tra i tanti visitatori della Festa dei Ceri quest’anno ce ne sarà uno speciale, il celebre fotografo statunitense Steve McCurry, che realizzerà alcune foto commissionate dalla Regione Umbria a scopo promozionale, parte di un più ampio reportage di 45 scatti. Anche Umbria24 ha deciso di seguire i Ceri con un reportage fotografico.

Guasticchi: «Merita l’Unesco» Il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi coglie l’occasione per ribadire che la festa dei Ceri merita il riconoscimento di “bene immateriale” dell’Unesco. Lo ha fatto rivolgendosi in un tweet al presidente del Consiglio Matteo Renzi. c«Oggi con orgoglio e rispetto ci sentiamo un pò tutti eugubini. La corsa dei Ceri vanto dell’Umbria che merita UNESCO», ha twittato alle 7,54. «La mia azione non si fermerà qui – spiega – ma anche direttamente mi farò interprete di questa richiesta nei confronti del capo del Governo e dei futuri parlamentari europei». Un intervento, questo a favore del riconoscimento Unesco della Festa dei Ceri, che dà nuovo impulso alla causa già abbracciata dal comitato, da esponenti eugubini e non e che si rinnova in vista delle prossime elezioni europee «affinché i nuovi eletti possano raccogliere il testimone e concorrere a riportare a casa un risultato positivo, non solo per la città di Gubbio, ma per l’intera Umbria».