Il professor Mancini

di Daniele Bovi

Benché la sua nomina risalga ormai alla metà dell’agosto scorso, il nuovo direttore della Galleria nazionale dell’Umbria, il professor Marco Pierini, a oggi non è ancora nel pieno dei suoi poteri tanto che, come spiega lui stesso, decisioni importanti riguardo a quello che è diventato uno dei venti musei nazionali dotati dalla riforma Franceschini di autonomia speciale, non le ha prese. Questo, come spiega lui stesso, per rispetto istituzionale dato che ancora al suo fianco non ha i due fondamentali organi che dovranno accompagnarlo nel suo lavoro, ovvero il comitato scientifico e il consiglio di amministrazione.

Chi sono O meglio, nel blocco di otto nomi che Ministero dei beni culturali e istituzioni locali devono scegliere, al momento ce ne sono solo due: quelli, per il comitato scientifico, dal Comune di Perugia e dalla Regione. Per quanto riguarda il primo, palazzo dei Priori ha fatto il nome del professor Francesco Federico Mancini, docente di storia dell’arte moderna all’Università di Perugia. Uno studioso con alle spalle una produzione scientifica che conta oltre 150 titoli, dall’arte umbra del Medioevo al Novecento, un lungo impegno per il patrimonio artistico dei musei umbri e la ‘firma’ su alcune delle più importanti mostre organizzate in Umbria negli ultimi anni, come quella sul Perugino (2004), sul Pintoricchio (2007) e sul Signorelli (2012). Palazzo Donini invece ha nominato Antonella Pinna, dirigente della Regione del servizio Musei e soprintendenza ai beni librari.

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I compiti Per completare il quadro del comitato scientifico, che sarà presieduto da Pierini, mancano altri due nomi: uno lo sceglierà il ministero di Franceschini, l’altro il Consiglio superiore dei beni culturali e paesaggistici. Al momento però, così come per il consiglio di amministrazione, non c’è traccia dei decreti di nomina. Il cda, composto dal direttore e da 4 «esperti di chiara fama» scelti dal Ministero, si occuperà di programmare le linee di ricerca e gli indirizzi tecnici, approverà il bilacio, la carta dei servizi e adotterà lo statuto nonché i programmi pluriennali. Il comitato scientifico, i cui membri rimarranno in carica 5 anni senza percepire stipendi, gettoni o rimborsi, sarà invece l’organo consultivo a sostegno del direttore proprio per quanto riguarda le attività scientifiche, come i prestiti o la pianificazione delle mostre. Infine, oltre a cda e comitato scientifico, il ministero dovrà provvedere a nominare anche il collegio dei revisori dei conti.

Twitter @DanieleBovi

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