di Barbara Maccari

La 46esima edizione del Festival delle Nazioni si terrà a Città di Castello dal 27 agosto al 7 settembre. Il festival quest’anno non sarà dedicato ad una singola nazione, bensì ad un intero continente, l’Europa. Due grandi firme dell’identità musicale europea, Verdi e Wagner,  per aprire e chiudere la manifestazione.

Dedicata all’Europa La scelta di dedicare la prossima edizione non a un singolo paese, come vuole la formula tradizionale del Festival, ma all’Europa, è il riconoscimento che l’Unione Europea è diventata sempre più centrale nelle vite dei cittadini e anche un auspicio, come spiega il direttore artistico, Aldo Sisillo:  «Il Festival vuol dare, dal suo particolare punto di vista, un contributo al rilancio del progetto europeo. Del resto, se parliamo di musica, l’unità dell’Europa esiste concretamente da secoli, grazie ad intrecci, relazioni, scambi continui e fecondi».

Integrazione «Il Festival – afferma il presidente Giuliano Giubilei – si sforzerà dunque di sottolineare questa integrazione culturale anche come anticipatrice di quella politica, nella consapevolezza che il vecchio continente è oggi un palcoscenico di grandissimo interesse, verso il quale è rivolta l’attenzione di tutto il mondo. E siamo convinti che la promozione dell’integrazione tra tutti le popolazioni del continente possa rappresentare la risorsa più incisiva per il rilancio dell’idea unitaria».

Programma La cultura in generale e la musica nello specifico possono molto al riguardo, come evidenziato nel programma della 46ma edizione del Festival delle Nazioni. Un primo esempio di uno scenario di intensi scambi, è riferito al contributo che importanti musicisti fiamminghi hanno dato, già dalla prima metà del ‘500, alla diffusione di idee e di originali esperienze.

Orlando Lasso In coerenza con questa impostazione il Festival dedicherà un concerto ad Orlando di Lasso. Artista versatile e poliglotta, Lasso scriveva utilizzando diverse lingue, passando dal francese al tedesco, all’italiano, al latino, in un pastiche linguistico comico e divertito, ricco di doppi sensi. Il concerto sarà eseguito dal gruppo Odhecaton e comprenderà le parodie dei linguaggi veneto, bergamasco, napoletano, tedesco, sino ad arrivare al linguaggio delle moresche, danze degli schiavi mori.

Bach e scuola pianistica napoletana A Bach il Festival dedicherà due iniziative artistiche incentrate sulle suite per violoncello interpretate da Mario Brunello, uno dei massimi esecutori di questo repertorio. Un importante percorso da seguire, sul quale il Festival intende proporre una specifica iniziativa artistica, è quello della nascita e dello sviluppo della grande scuola pianistica napoletana. Il concerto di Simone Sammicheli, vincitore dell’edizione 2012 del Premio Alberto Burri per giovani interpreti, infatti proporrà brani di Martucci, Talberg, oltre che di Chopin, Bach-Busoni, proprio a sottolineare quei percorsi intrecciati di comunicazione musicale tra i vari paesi del vecchio continente.

Concerti Il Quartetto Emerson ci permetterà di ascoltare e mettere in relazione autori della prima e della seconda scuola di Vienna: da Mozart e Beethoven a Webern. Il concerto che vedrà  protagonisti i maestri Corrado Giuffredi, Federico Mondelci, Federico Nicoletta e Michele Marasco farà riferimento ad autori delle più varie correnti artistiche europee del ‘900 quali Berio, Poulenc, Pousseur, Schulhoff, Hindemith, Piazzolla. Un concerto sarà dedicato a Luciano Berio nel decennale della morte, eseguito dall’eccellente Nextime Ensemble.

Evento Un salto nell’epoca contemporanea è previsto con l’evento di Michael Nyman, che  presenterà al Festival una produzione artistica in prima esecuzione italiana con la sua band. Da sottolineare anche la proposta de I Solisti di Perugia con il concerto per flauto ed archi di Nyman e di Giovanni Sollima, uno degli autori italiani più eclettici e apprezzati a livello internazionale.

Concerto inaugurale e finale Il concerto inaugurale sarà interamente dedicato, a Giuseppe Verdi per il 200mo anniversario della nascita, e vedrà protagonisti Gabriele Lavia, voce recitante su testo di Sandro Cappelletto, I Cameristi della Scala con Francesco Manara al violino e Massimo Polidori al violoncello. Non mancherà poi un omaggio a Wagner che come Verdi nasceva duecento anni fa, con il concerto dell’Orchestra della Toscana che concluderà il Festival delle Nazioni.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.