di Ivano Porfiri
Il Festival del giornalismo sbanca in presenze e gradimento, viene ammirato ed elogiato dai tanti ospiti stranieri, ma il suo futuro non è del tutto scontato.
I numeri L’edizione 2013, di cui si è parlato nella conferenza stampa conclusiva, è stata realizzata con 400 mila euro di budget a fronte dei 500 mila dell’anno scorso. Di questi, 300 mila vengono da sponsor e 100 mila dalle istituzioni. La webtv del festival, che ha trasmesso molti eventi in diretta, ha fatto registrare 20 mila visualizzazioni in 5 giorni, il sito 120 mila visitatori unici e 700 mila pagine visualizzate. Gli hashtag #ijf13 e #perugia sono rimasti costantemente tra i trend topics di Twitter. Per il resto quasi 500 speaker da tutto il mondo, così come i circa 200 volontari.
Edizione strepitosa Dall’organizzazione non fanno, invece, numeri sulle presenze. «Altre manifestazioni che hanno meno pubblico di noi – ha detto Arianna Ciccone – sparano cifre incredibili: noi preferiamo non farlo». Ciò che sottolinea la cofondatrice è che «fin dal mercoledì abbiamo visto la città piena, cosa che avveniva di solito il venerdì. Questo vuol dire che c’è stato un salto di qualità e ci fa parlare di un’edizione strepitosa per la quale ringraziamo le istituzioni che ci sostengono, i volontari, lo staff, i perugini che sentono questa manifestazione come la loro».
Festival cresce «Non tutto è andato bene (vedi l’episodio di Yoani Sanchez, ndr) – ha sottolineato Ciccone – ma nel complesso vediamo che il Festival cresce. Emily Bell (la giornalista del Tow Center for Digital Journalism, ndr) entrando alla Sala dei Notari ha detto che quello è il più bel luogo dove ha mai tenuto una conferenza in vita sua».
Perugia raddoppia E sul legame tra Festival e territorio è intervenuto l’assessore comunale Andrea Cernicchi: «L’evento è coerente con la nostra idea di Perugia, il mondo viene qui e Perugia, in assonanza, pulsa insieme al mondo». L’assessore alla Cultura rimarca le 15 mila presenze all’inaugurazione di Palazzo della Penna, avvenuta nella cornice del Festival, e garantisce che «la città crede nel Festival, lo considera uno dei 4-5 eventi su cui puntare in vista della candidatura a Capitale europea della cultura 2019 e l’anno prossimo raddoppierà il suo impegno, partecipativo ed economico».
Gli occhi del mondo Il punto di vista dei tanti ospiti, molti dei quali di calibro mondiale per ciò che riguarda il giornalismo, è stato raccolto da Chris Potter, compagno e cofondatore del Festival insieme alla Ciccone: «Mi dicevano tutti che Perugia è la città ideale per un evento così e mi chiedevano come sia possibile fare tutto ciò a ingresso gratuito. La mia risposta è grazie: grazie al contributo di tutti. Da tanti di loro ho sentito dire che questo è ormai non un festival ma “il” Festival del giornalismo a livello mondiale».
Le incognite Al momento non sono state ancora fissate le date per il 2014. «Aspettiamo settembre e vediamo cosa succede, il Festival va sostenuto», hanno detto Ciccone e Potter. Gli organizzatori si riferiscono al budget necessario a realizzare un evento che si fa sempre più complesso e sempre più sotto i riflettori. Il riferimento nemmeno poi tanto celato è al contributo degli sponsor «istituzionali». Non è un segreto che, ad esempio, non vengano contributi dall’assessorato regionale alla Cultura (ma da altri assessorati sì per circa 60 mila euro). La Camera di commercio ha contribuito con 15 mila euro, a fronte di un ritorno significativo per la città. «Tutti i nostri fornitori – afferma Potter – sono locali, ad esempio la traduzione simultanea è di una ditta di altissimo livello di Bastia Umbra». Insomma, ciò che si vorrebbe è un impegno maggiore, non solo economico («Dovete assolutamente fornire le sale di un wifi adeguato», ha detto Ciccone a Cernicchi»). La promessa del Comune di raddoppiare c’è stata, ma dipenderà poi dai fatti cosa si vedrà a Perugia nell’aprile 2014.
