Il pubblico di Umbria jazz all’Arena (©Fabrizio Troccoli)

di Danilo Nardoni

Un’altra edizione da primato per Umbria jazz. Il festival archivia la 51/a edizione con numeri da record assoluto: oltre 42.000 biglietti venduti con un incasso lordo di due milioni e 400 mila euro, e quindi poco sotto quello per i 50 anni. E poi circa 250 eventi distribuiti su dieci giorni, per la maggior parte gratuiti, 12 diverse location (molto apprezzato il nuovo spazio della terrazza del mercato coperto), 87 band in cartellone con quasi 600 musicisti. Nell’ultima giornata del festival è arrivata puntuale la conferenza stampa di bilancio con il presidente di Uj Gianluca Laurenzi che ha ricordato come sia stato «ampiamente battuto» il record del 2019, quando il numero assoluto dei biglietti venduti era stato di circa 40 mila.

Il clima «Ancora più dei numeri – ha aggiunto – parla il clima che si respirava nelle vie e nelle piazze dell’acropoli perugina con quel mix di festa, qualità della vita, musica che la città offre a cittadini e turisti durante Umbria jazz». Successo per il festival anche dal punto di vista musicale, con i grandi nomi impegnati all’Arena Santa Giuliana che hanno regalato al pubblico serate magiche e indimenticabili, con i quasi 12 mila per Lenny Kravitz e i 5 mila sia per i Toto che per Nile Rodgers con i suoi Chic che proprio ieri sera hanno fatto ballare tutto il pubblico dell’Arena. Inoltre, il Teatro Morlacchi, dedicato al jazz più ortodosso, ha totalizzato oltre 5 mila paganti. Notevoli anche i dati alla Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria, con oltre 2 mila biglietti.

Un momento della conferenza stampa

Pagnotta Per Carlo Pagnotta, direttore artistico di Uj, se si parla di emozione quella «ce l’ha data Charles Lloyd al Morlacchi». «A dimostrare – ha aggiunto – che questa è sempre Umbria jazz e non Umbria rock come qualche rosicone insiste a dire». «Tutti i festival più importanti hanno delle contaminazioni» ha inoltre sottolineato Pagnotta, il quale si è poi augurato che dal Comune di Perugia arrivino presto notizie sugli ex cinema Pavone, Turreno e Lilli. «Umbria Jazz e la cultura hanno bisogno di spazi e possibilmente con aria condizionata perché far fare una sauna a chi fa il biglietto non è bello» ha affermato.

Tesei Si è detta felice per i risultati ottenuti nell’edizione 2024 anche la presidente della Regione, Donatella Tesei, che ha voluto poi tratteggiare il percorso di questi ultimi anni. «Abbiamo affrontato momenti di difficoltà – ha ricordato – con il Covid che ha colpito anche il festival ma visto che si era avviato un percorso di rilancio, la Regione sia nel 2020 che nel 2021 ha lasciato il contributo fisso e questo ha consentito alla Fondazione di partecipazione di rimettere a posto i bilanci. Quando c’è stato bisogno di maggiori risorse per UJ la Regione non si è tirata indietro perché la nostra politica è quella di sostenere i grandi eventi».

Ferdinandi Anche la neosindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, ha parlato di una edizione «straordinaria». «Umbria Jazz – ha detto – ogni anno riesce a sfidare obiettivi sempre più grandi e viverla da sindaca è stato bello perché è sempre uno dei momenti più magici della città. Perugia in questi giorni mette in scena la sua anima che è quella di apertura verso il mondo, apertura che deve ripartire dalla cultura che è il più grande motore della città». A caratterizzare UJ 2024 sono state anche le iniziative per i più giovani, come i seminari di formazione, con i 221 iscritti alle clinics della Berklee, le iniziative e laboratori per i bambini targati UJ4Kids, e il Conad Jazz Contest, che ha visto vincere lo Scannapieco-Geremia 5et. Ora i prossimi appuntamenti del festival sono per Umbria Jazz Weekend a Terni, dal 12 al 15 settembre, e per Umbria Jazz Winter a Orvieto, dal 28 dicembre al primo gennaio 2025.

Le Clinics L’ultima giornata di Umbria jazz è stata anche quella della consegna dei diplomi alla fine delle clinics della Berklee a Perugia. A 45 studenti meritevoli sono state consegnate altrettante borse di studio per un totale di 5,3 milioni di dollari. I destinatari sono tutti giovani musicisti, 221 totali iscritti quest’anno, un record per gli storici seminari di formazione che il prossimo anno arriveranno alla 40/a edizione. Un numero alto che ha portato inevitabilmente anche ad un maggiore livello qualitativo. La presenza dei ragazzi delle Clinics ha caratterizzato fortemente il clima della città anche quest’anno, e nello stesso tempo si è confermato un tratto essenziale dell’identikit di Umbria jazz, di cui è un punto di eccellenza.

Da tutto il mondo Dal 9 luglio, qualche giorno prima dell’inizio del festival, si sono infatti aperte nuovamente le aule dei seminari tenuti dal Berklee College of Music di Boston, la più prestigiosa scuola di musica d’America, per la quale sono passate centinaia di talenti del jazz, e non solo. Non pochi tra i musicisti che si esibiscono sui palchi di Umbria Jazz come affermati professionisti hanno frequentato negli anni scorsi le clinics. Ai corsi perugini quest’anno ci sono stati musicisti arrivati da tutto il mondo (Austria, Bielorussia, Bulgaria, Canada, Croazia, Ecuador, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Mauritius, Messico, Perù, Portogallo, Puerto Rico, Russia, Serbia, Sud Africa, Spagna, Svezia , Svizzera, Turchia, Regno Unito, USA) per coniugare la propria crescita professionale con l’atmosfera unica del festival.

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