Gianluca Pignatta, Paolo Vinti e Massimo Camerieri (Foto di Mauro Monella)

Umbria24.it dà con tristezza profonda una notizia che non avrebbe voluto mai dare: è morto Paolo Vinti, giornalista, intellettuale, figura di riferimento a Perugia per l’impegno politico e culturale, amato soprattutto fra i più giovani. Al fratello Stefano, assessore regionale, alla sorella Barbara e a tutta la famiglia vanno le nostre più sentite condoglianze. Il tam tam nato dalla notizia di un’ischemia che lo ha colpito lunedì scorso ha fatto della rete un veicolo di messaggi, di sostegno e incoraggiamento prima, di cordoglio poi. I suoi organi verranno espiantati per essere donati, in ottemperanza alla sua volontà. Da meno di un mese era scomparso il padre Italo, cui Paolo aveva dedicato una delle sue “declamazioni”. Ci piace pensare che si siano riuniti.

L’annuncio dei fratelli E’ apparso domenica pomeriggio su Umbrialeft: «Il leggendario compagno Paolo si è coniugato con il Cosmo stamattina. Stefano e Barbara Vinti lo annunciano, con emozione altissima».

I funerali civili La cerimonia per ricordare Paolo si svolgerà oggi, martedì 30, alle 11 alla ex chiesa di San Bevignate, in via Enrico Dal Pozzo.

I ricordi Sono iniziati una serie di ricordi di Paolo (centinaia sulla pagina Compagno Paolo Vinti su Facebook). Ne riportiamo qui alcuni, cercando di dare il nostro modesto contributo alla scomparsa di un grande uomo. Mandaci il tuo ricordo commentando questa notizia o inviandolo a redazione@umbria24.it, noi lo pubblicheremo.

La foto Quella che ci ha fatto avere Massimo Camerieri è una vera chicca: Nella foto, da sinistra: Gianluca Pignatta (impegnato negli anni nelle attività della gestione del Parco Lacugnano, la Terrazza del Mercato e attualmente del Norman Club), al centro Paolo Vinti e a destra Massimo Camerieri (dirigente dell’Arci Umbria). «Mi piace ricordarlo con una foto che ci ritrae quali reppresentanti della lista del movimento studentesco eletti nel consiglio d’istituto dell’Istituto Tecnico per Geometri nell’anno scolastico 1977-1978», spiega Massimo. La foto è stata scattata da Mauro Monella.
Massimo Camerieri (dirigente dell’Arci Umbria) scrive:

Anche se può sembrare una frase fatta “io l’ho conosciuto molto bene” fin dai tempi del primo impegno politico nel movimento studentesco di Perugia. Insieme abbiamo mosso i primi passi della militanza politica nella anni ’70 in Avanguardia Operaia prima e Democrazia Proletaria poi. Mi piace ricordarlo con una foto che ci ritrae quali reppresentanti della lista del movimento studentesco eletti nel consiglio d’istituto dell’Istituto Tecnico per Geometri nell’anno scolastico 1977-1978. Non so se queste brevi note meritino la pubblicazione, ma in questo momento mi sentivo di condividere con altri il mio ricordo di Paolo.

C’è chi ricorda uno dei tanti episodi emblematici per spiegare la personalità di Paolo:  il pranzo con lo scrittore argentino Osvaldo Soriano. Questi, in occasione di una sua visita a Perugia, fu incuriosito da una battuta gli fu rivolta per la strada da Paolo Vinti e fu colpito dalla sua profondità culturale, tanto da decidere di invitarlo a pranzo.

Libera Umbria scrive:

Con emozione….con emozione caro amico e compagno,
apprendiamo che te ne sei andato. Non perdevi occasione per
incoraggiarci, sempre attento ai temi sociali, accanto ai
più deboli, agli ermaginati, agli sfruttati, partecipe
delle nostre battaglie che facevi diventare tue.
Ci mancherai tantissimo.
Ci stringiamo accanto a Barbara e Stefano.
Ciao Paolo.
Un grandissimo abbraccio.

Il capogruppo in regione del Pd ed ex sindaco di Perugia, Renato Locchi scrive, testimoniando sincera commozione al fratello Stefano e alla sorella Barbara:

“Corso Vannucci da oggi non sarà più lo stesso luogo: la scomparsa di Paolo Vinti, intellettuale prezioso e figura amatissima dai perugini, lascia un vuoto incolmabile nel cuore del centro storico di Perugia, dove le sue originali ed appassionate discussioni sollevavano riflessioni profonde sul futuro della città e sui grandi temi della politica. Paolo era a suo modo una figura centrale nel dibattito cittadino. I perugini l’hanno sempre amato e rispettato, riconoscendo in lui un prezioso intellettuale, autonomo e coerente, amabile e sagace. Di impareggiabile spessore umano e politico, era in grado di toccare le corde dell’animo riuscendo a fondere in unico paradigma i grandi temi del dibattito nazionale ed internazionale con gli aspetti quotidiani della vita cittadina. Si distinse nelle lotte per l’utilizzo di spazi chiusi come villa Marzolini a Prepo e per le prime esperienze di imprenditoria cooperativa giovanile”.

Il presidente della Provincia, Marco Vinicio Guasticchi, scrive:

“La scomparsa di Paolo Vinti lascia un vuoto incolmabile in quanti lo conoscevano e ne apprezzavano le doti umane e culturali di profondo conoscitore della politica e della storia della sua amata città. Al fratello Stefano e alla famiglia giungano le più sentite condoglianze e la vicinanza della Provincia di Perugia. Conoscevo personalmente Paolo, una presenza costante ed un punto di riferimento della vita politica cittadina e della storia, il suo ricordo rimarrà vivo in tutti noi”.

Il sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali scrive:

“La morte di Paolo Vinti è un evento lacerante per chi lo ha conosciuto e gli ha voluto bene. Come non voler bene ad una persona di cosi assoluta purezza morale e intellettuale, indissolubilmente legata ai suoi valori, capace di una visione della politica non provinciale, interessata a tutto ciò che accadeva nel mondo oltre i confini delle geografia. Paolo era un eterno ragazzo che non aveva mai smesso di credere che la politica è soprattutto il modo per dare tutela ai deboli, dignità al lavoro, eguaglianza e giustizia per tutti. Ci mancherà il suo saluto, che arrivava spesso da lontano e sorprendeva”.

La presidente della Regione, Catiuscia Marini:

”La morte di Paolo Vinti mi addolora profondamente e vorrei trasmettere a suo fratello Stefano, ed alla famiglia, i miei sentimenti di grande cordoglio, unitamente a quelli di tutta la giunta regionale. In questo triste momento siamo vicini al collega di giunta Stefano, consapevoli dell’inconsolabile lutto che lo ha colpito, a poco tempo dall’altro altrettanto grave della scomparsa di suo padre. Conoscevo da tantissimi anni Paolo Vinti ed in lui ho sempre apprezzato e ammirato la non comune conoscenza delle cose della politica. Di quella nazionale, ma soprattutto di quella internazionale. Pochi come Paolo erano in grado di seguire, conoscere, analizzare le questioni di politica internazionale. Le sue analisi erano sempre attuali, informate, dettagliate. Ha sempre dimostrato una capacita’ di lettura della storia delle nazioni e dei loro movimenti politici, segno di uno studio sempre approfondito e rigoroso. E attuale. Non meno acuta e profonda la sua lucida analisi delle questioni nazionali. Della cosiddetta politica interna. A lui nulla poteva sfuggire e nulla sfuggiva del complesso, e talvolta contorto, evolversi della vicenda politica nazionale. Militante da sempre della sinistra, in questi anni, in qualsiasi luogo lo incontrassi, il suo era sempre uno stimolo ad andare avanti, uno spronarmi ed uno spronarci ad avere fiducia, essere ottimisti nelle nostre battaglie politiche. Creativo, appassionato, amante della lettura come della scrittura Paolo non e’ mai stato banale, superficiale. Al contrario il suo e’ stato un modo di esserci, di partecipare, di contribuire senza mai aver timore di esporsi. Ha sempre voluto esserci con le sue idee, le sue emozioni, le sue riflessioni. Amante dello stare per strada, del suo essere ‘on the road’ testimone di oggi, delle contraddizioni di questa società e della politica altrettanto contraddittoria se non incomprensibile che essa esprime, Paolo comunicava cosi’ con il resto del mondo che lo circondava. Con una forza ed un coraggio davvero invidiabili. Paolo ci mancherà. E ci manchera’ tanto. A me mancherà il suo urlarmi ovunque mi incontrasse ‘forza Catiuscia!’. Ora mi permetto di urlargli io forza Paolo, non ti dimenticheremo”.

Scrive Roberto Biselli (Teatro di Sacco):

E’ un altro pezzo della lieve Perugia
creativa
che và, altrove,
meglio per lui forse:
l’antica rudezza del pessimismo della ragione,
l’incongrua follia dell’ottimismo della volontà,
e ci lascia un pò più soli
nel crudo confronto con questa realtà
di sogni interrotti…

Scrive Oliviero Dottorini, consigliere regionale Idv, esprimendo vicinanza alla famiglia e in particolare al fratello Stefano:

“Ci mancherà l’ottimismo di un grande idealista e di un raffinato osservatore delle vicende umane e politiche. La sua scomparsa mi addolora perché ci priva di un prezioso conoscitore della politica nazionale e internazionale, ma soprattutto perché perdiamo una persona buona. La comunità perugina e regionale – aggiunge Dottorini – l’ha sempre amato e rispettato per questa sua libertà e questa capacità di leggere con acume la realtà del suo tempo. Questa comunità perde oggi un importante punto di riferimento”.

Ecco il link al bellissimo ricordo di Valerio Marinelli:

http://valeriomarinelli.wordpress.com/2010/11/28/ciao-paolo/

Il segretario generale della Cgil Umbria, Vincenzo Sgalla, scrive:

Passeggiare per Corso Vannucci da ieri non è più la stessa cosa. Paolo Vinti era un simbolo di Perugia, parte integrante della città e della sua cultura. Quando sentivo da lontano la sua voce, “un saluto al compagno rappresentante dei mitici operai della Perugina”, provavo e proverò sempre orgoglio e al tempo stesso senso di responsabilità. Perugia perde una persona intelligente, colta, carismatica e intimamente legata agli ideali dei Lavoratori. Un saluto compagno Paolo.

Giovanna Vignola scrive:
Se tutti coloro che hanno un’idea, un ideale, una credenza certa e radicata in loro, facessero ciò che faceva Paolo sono sicura che, insieme al rischio di essere considerati folli, otterrebbero forse la realizzazione di ciò in cui credono….
Il mitico ” Forrest Gump” ecco identifico il mio mitico Paolo  a Forest , lui con le sue filosofie sulla vita , Paolo con le sue ideologie politiche ferree, due  “saggi  strani ” che si muovono tra lo stupore di passanti ignoranti, solo perché trasmettevano contenuti di un pensiero incomprensibile per l’ottusa gente. Paolo, devo ammettere che ti ascoltavo con rispetto, stima e ammirazione ma se pensavo che avrei dovuto fare anch’io ciò che facevi tu per diffondere le idee che guidano il mio CREDO quotidiano, mi sarei forse nascosta.
Oggi che ci hai lasciato mi fai sentire ancora + piccola di quanto già non sia e anche ignorante se penso che tu lo facevi tutti i giorni tutti i giorni….. in ogni dove   in ogni luogo con la tramontana  e col solleone della nostra Perugia..

ciao Paolo e scusami

giovanna

Il deputato del Pd Walter Verini scrive:

La notizia che Paolo Vinti ci aveva lasciato l’ho saputa domenica sera, a Roma. Stamattina ho letto le cose belle che tanti esponenti della politica e delle istituzioni hanno detto di lui. In queste ore, la sua scomparsa mi ha fatto ripensare a quando eravamo un pò tutti più giovani e impegnati a combattere per valori e ideali nei quali credevamo : noi nella FGCI, lui nei movimenti della sinistra.. E’ passato tanto tempo (più di trent’anni) ma mi piace ricordare quel Paolo di allora, con cui ci capitava anche di discutere animatamente e di litigare per passione politica. Negli anni Paolo era diventato davvero un “pezzo” autentico di Perugia, e ogni volta che ci incontravamo in Corso Vannucci con quel suo modo di salutarci, anche ad alta voce, parlando sempre di politica, mi veniva da pensare che forse non abbiamo cambiato il mondo come avremmo voluto, ma che il mondo, almeno, non era riuscito a cambiare Paolo Vinti. Che ora è giusto salutare con l’affetto e la delicatezza che si è meritato nella sua vita.

Scrive il presidente del consiglio regionale, Eros Brega:

“La prematura scomparsa di Paolo Vinti mi colpisce profondamente e riempie di dolore. Esprimo anche a nome dell’Assemblea legislativa  il cordoglio più vivo e l’affettuosa vicinanza all’assessore Stefano Vinti e alla sua famiglia”.

Scrive il consigliere regionale dell’Idv, Paolo Brutti:

“E’ morto un poeta. E di poeti ne nascono pochi…Nella nostra piccola roccaforte perugina Paolo è riuscito a sublimare la politica in poesia, contagiando con i suoi lampi di intelligenza, a volte imperscrutabile, la parte più vitale della gioventù cittadina. Una mente che si stagliò immediatamente, fin da giovanissimo, e che negli anni è diventata indomabile, a briglie sciolte, come testimoniavano le due cravatte slacciate al collo. Il suo ultimo viaggio dev’essere stato breve: era già molto, molto in alto”.

Scrive Domenico Argine:
Commozione è oggi la contrazione di quelle due parole che Paolo Vinti amava enunciare per esprimere gioia, per iniziare una declamazione o semplicemente per offrire un saluto di accoglienza: “con emozione”. Da quando ha appreso la notizia della sua morte, Perugia prova una profonda commozione, una commozione altissima. Un’istituzione della città, più di una carica politica, lui che aveva una grandissima carica politica in corpo. Un’istituzione e una leggenda metropolitana. Quasi nessuno sapeva da dove sbucasse fuori, ma lui era sempre lì, pel Corso, in via della Viola, al Kandisky, al Macadam, al Papaya, a tutte le manifestazioni. Con la sua sventurata andatura, la sua stazza da colosso, due cravatte al collo, una voce che non aveva bisogno di megafoni e copie dell’Astratto Rosso in mano. Il compagno Paolo beveva Nicaragua Libre (acqua e rum) perché Cuba era già libera e non pronunciava, e non conosceva accezioni negative; quando contrariato proferiva al massimo “immeritatamente”. Il resto, ossia tutto, era un vocabolario di poesia metropolitana, strampalata solo ai superficiali. Il resto, ossia tutto, erano le sue declamazioni allestite ovunque e i suoi saluti. L’ultima volta che l’ho incontrato si è rivolto a una neonata con il classicissimo “con emozione” accompagnato da “compagna astronauta”. Alla ricerca della coniugazione con il cosmo, forse questa è stata la vita del compagno Paolo Vinti. In molti ieri e nel triste comunicato che ci comunicava la notizia hanno detto che Paolo si era finalmente coniugato con il cosmo. E ieri, al riparo da una pioggia leggendaria,  anche per il più materialista degli atei o il più ateo dei materialisti l’ipotesi è stata che alla fine Paolo se ne è andato in Paradiso, nella meraviglia del suo cosmo rosso, dove già ce lo immaginiamo allestire la sua prima declamazione. Il 28 novembre sancisce la fine dell’inizio di millennio e in questa data il compagno Paolo Vinti è finalmente diventato leggendario, immeritatamente. E come lui si accomiatava si sente nell’aria fredda di Perugia una infinita eco di “ciao, ciao, ciao, ciao, ciao….”

Scrive la parlamentare Pd Marina Sereni:

«La nostra città perde una grandissima persona: addio Paolo, questa volta l’altissima emozione è nostra e si unisce al grandissimo dolore di doverti salutare per l’ultima volta. Mi mancherà il suo saluto deciso, incoraggiante ed affettuoso, mi mancheranno le sue vivacissime analisi della situazione politica nazionale e internazionale».

Il ringraziamento dell’Aned:

«L’Aned (Associazione nazionale emodializzati e trapiantati) dell’Umbria «ringrazia i familiari di Paolo Vinti per aver sostenuto e assecondato la sua volontà di voler donare gli organi e permettere ad altre persone di vivere una nuova vita anche serena oltre la malattia. L’Associazione manterrà sempre un ricordo affettuoso e riconoscente di questa persona speciale e particolarmente sensibile alle necessità degli altri. Ciao Paolo e grazie».

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20 replies on “E’ morto Paolo Vinti, stamattina i funerali civili. Mandaci il tuo ricordo”

  1. Leggendario, l’ho conosciuto, ci confrontavamo spesso , mi apriva scenari sempre interessanti e inediti. Se ne è andato troppo presto, immeritatamente. Gli ho voluto bene, mi mancherà…

  2. ….per anni ho bloccato il lavoro, spento la musica zittito la sala….. per ascoltare le tue declamazioni
    ….per anni ci siamo tenuti compagnia confrontandoci e commentando ciò che ci circonda
    ….per anni abbiamo brindato alle piccole ed alle grandi vittorie dei nostri compagni sparsi per il mondo
    ….per anni ci hai incitato a non mollare mai, a continuare a resistere, a continuare a lottare per un mondo migliore
    ….per anni mi hai sempre salutato con …”su partitu sa sardinia sa rivolutzione”
    ed ora che ci siamo quasi…[saliremo al governo prima o poi] lasci che solo noi ci godiamo il momento ….
    sei e sarai sempre leggendario
    con emozione altissima ti saluto compagno

  3. L’ho ricordo con affetto. Specialmente quella volta che alla Sala dei Notari, dopo che intervistai Cossutta, Paolo mi abbraccio forte e da allora quando m’incontrava mi salutava “con emozione”. Ciao Paolo!

  4. una delle anime più belle della città. una presenza buona, una consuetudine di tante serate. un confronto per tutti quelli che hanno avuto il piacere di conoscerlo. sempre con la sua Emozione. un gigante.
    ciao paolo

  5. Caro compagno Paolo
    Perugia non sarà più la stessa. La tua assenza è già pesante, perché fortissima era la tua presenza. Sempre capace di infondere serenità e trasmettere curiosità. Avevi il grande dono di far riflettere le persone. Mi mancherai molto. Ciao, con emozione.

    Fabrizio

  6. Quando avevo 15 anni e passeggiavo per corso Vannucci e vedevo Paolo Vinti, non sapevo bene chi fosse. Lo accomunavo a certi personaggi strani del Centro, come “il Maurino”, “Centovasche” o il “Lord Inglese”.

    Poi ho iniziato ad incontrarlo alle Feste dell’Unità, dove interveniva ai dibattiti politici con una lucidità che mi stupiva sempre. Qualche anno fa, ad un dibattito a Pian di Massiano fece un intervento e si rivolse all’ospite della serata, un Europarlamentare Irlandese, in lingua Inglese iniziando la frase così: “Legendary member of europarliament …”.

    Dopo di allora, ad ogni dibattito, incontro pubblico che fosse, mi voltavo sempre a guardare se Paolo c’era. Anche perché avevo capito che Lui, con il Maurino e gli altri non c’entrava niente.

    Per molti anni ho lavorato come barista in centro storico, in corso Cavour; spesso capitava: prendeva un caffè corretto al prosecco, lasciava 1 sigaretta sul tavolino, per chi la volesse, e 500 lire di mancia per la “compagna barista”.

    Un mito…

    E così quando ci incontravamo ci salutava sempre, a me e al mio compagno.

    A me diceva: “Ciao Bella Mora!” e a Giorgio “Ciao Consigliere!”. E lui: “Ciao Paolo! Grazie, ma ormai non sono più consigliere comunale dal 1999!”. E Paolo, lapidario: “Il titolo passa alla Storia”.

    L’ultima volta che ci siamo incontrati, era inverno. Una sera fredda, come quando a Perugia è freddo.

    Io e Giorgio eravamo al ristorante “Il Gufo”, in via della Viola. Locale deserto, solo noi e il cuoco. Arriva Paolo: “Buonasera compagni, vi dedico una declamazione privata!”.

    Per ringraziarti del regalo, ti abbiamo offerto da bere.

    Brindiamo al tuo ricordo, Paolo.

  7. Ho avuto una qualche difficolta’ a riconoscere Paolo Vinti nelle ultime foto pubblicate.
    Non perche’ non lo vedessi da molto tempo (l’ho incontrato su corso Vannucci qualche mese fa ) ma perche’ nel mio immaginario lo ricordavo come il ragazzo alto, con folta capigliatura,sempre arguto e sorridente.
    L’esatta immagine pubblicata su questo sito.
    Di Paolo ricordo l’incredibile calore’ che lo faceva partecipe di qualsiasi corteo di protesta,anche spontanea ,che si delineava sul corso perugino. La cultura profonda. L’incredibile memoria storica.
    Mi sconvolgeva il fatto che incontrandolo anche a distanza di anni ,si rivolgeva a me con una lucidita’ che mi lasciava esterefatto.
    Pur non avendolo frequentato, se non in alcuni passati momenti politici, mi salutava cordialmente,come faceva con molti, con nome ,cognome ,incarichi politici ,ricordi flash, che non ricordavo a volte io stesso, (ciao Marco Bertozzi,segretario regionale della Federazione Giovanile Socialista- incarico che avevo avuto negli anni 70)
    Una memoria politica precisa ,incredibile.

    Hasta Siempre,compagno Paolo.

  8. Certo eravamo giovani, eravamo arroganti, eravamo ridicoli, eravamo eccessivi, eravamo avventati, ma avevamo ragione! (Abbie Hoffman).

  9. “E’ con emozione, emozione altissima” che ti do il mio arrivederci caro Compagno Paul!!!Con te se ne va un pezzo importante di Perugia ma il tuo ricordo rimarrà in noi tutti per sempre perché mai potremo dimenticare il poeta di strada che allietava le nostre passeggiate, i nostri aperitivi, i nostri lunghi caffè … Mai potremo dimenticare la tenerezza del tuo volto, la profondità del tuo sguardo e quell’incredibile vitalità intellettuale che ti contraddistingueva.
    E’ sempre stato un piacere chiacchierare con te del mondo che avremmo voluto, ascoltare le tue declamazioni sui cambiamenti politici nazionali e internazionali e sull’ “ipotesi comunista”. Ma la cosa più bella di cui ci hai fatto dono è stata la consapevolezza che il sogno della rivoluzione può tramutarsi in realtà.
    Tu la rivoluzione, sia politica che culturale, l’hai quotidianamente portata avanti, con le tue declamazioni, in cui era evidente la rivoluzione del linguaggio e del pensiero, con il tuo impegno politico, umano e culturale, con la tua straordinaria capacità di fare una informazione fuori dagli schemi, che incuriosiva la gente e che spingeva ad una riflessione più profonda, con la tua abilità, altrettanto stra-ordinaria, di riuscire a parlare con gli adulti e in egual misura con i ragazzi, con grandi politici e grandi uomini di cultura e allo stesso modo con gente comune.
    Mi dispiace non averti ringraziato abbastanza per aver sempre creduto in noi, nei nostri progetti, per averli sostenuti fino in fondo , portando avanti anche per noi una piccola grande rivoluzione! E quindi non mi resta che dirti ancora Grazie di tutto, e soprattutto grazie per esserci stato, perché uno come te sarebbe stato davvero troppo difficile da immaginare … Io il mio saluto voglio dartelo così … Buon viaggio leggendario compagno Paul e buona primavera!

    http://www.youtube.com/watch?v=P7Cd3C9qGJM

    con immenso affetto…

  10. una delle costanti che faceva piacere vedere al ritorno in centro, con la fontana maggiore, la “gelosia” di Sandri, la tramontana addosso.
    ciao paolo

  11. Via della Viola e le altre strade della città, i locali in cui amavi fermarti e allestire le tue declamazioni non saranno più gli stessi. Come non sarà più la stessa la Terrazza del Mercato. Certi giorni quando c’era un po’ di vento, nelle serate calde d’estate, si sentiva la tua voce, lì a rassicurare tutti che si vincerà, prima o poi, si vincerà. E tesi, ipotesi, sintesi…. sembrava tutto un po’ più facile! Meno irragiungibile. Alla fine un lungo, scrosciante applauso, per le tue parole, per te e per quello strano senso di appartenenza che suscitavi in tutti noi. Di sentirci un tutt’uno intorno a te e alle tue parole. Adesso, chissà perchè, viene da sorridere, come allora, nelle serate allegre, annaffiate di vino rosso, con un po’ di malinconia, senza nessuno che stia lì ad augurarci, con quella voce così profonda un buon inizio di millennio.
    Qualcuno, certe volte si avvicinava e ci chiedeva chi fosse quell’uomo con due cravatte slacciate, che riusciva a guadagnarsi l’attenzione di tutti con un cenno e a suscitare così tanto entusiasmo con poche parole. Già chi era… la nostra iniezione di fiducia nel futuro, forse. Ma noi rispondevamo solo è Paolo Vinti. Mente lucida, coscienza critica di questa città.
    Ciao Pà! Nel cosmo rosso sono in tanti ad accoglierti. I pacifisti, gli intellettuali, i poeti, i romantici, i partigiani, i compagni!

  12. Io della morte di Paolo mi sono reso conto oggi pomeriggio attraversando il corso. Istintivamente a piazza delle Repubblica mi sono girato verso il Blu bar e mi è salito un groppo in gola. Mi è insopportabile l’idea di non poter vedere più Paolo, di quelle cose che quando le lacrime smetteranno di scendere ti viene un’altra ruga, che tanto la vita continua e la prossima volta che ti muore un amico avrai già il callo. Io non lo so se Paolo era davvero buono come sembrava (magari chi gli stava vicino ne conosceva pure i difetti) ma l’amore che lo circondava era autentico, di quelli che solo chi sparge sentimenti buoni può raccogliere. Ha ragione il mio amico Fabrizio Ricci: lascia un vuoto grande perché fortissima era la sua presenza da vivo. La sua voce e le sue parole mi resteranno attaccate all’anima e me le ricorderò quando, triste o felice, attraverserò il centro di Perugia, a cui voglio più bene grazie a lui. Il mio sogno, sindaco, è di sedermi un giorno su una panchina accanto all’effigie di Paolo e di vederci i turisti farcisi le foto e i bambini arrampicarcisi, come con Pessoa a Lisbona o Joyce a Dublino. In Piazza Paolo Vinti, sì, immeritatamente.

  13. CIAO COMPAGNO PAOLO, UN RICORDO DI PAOLO VINTI DA PARTE DI RADICALIPERUGIA.ORG

    scritto da Elisabetta Chiacchella

    Ciao compagno Paolo

    Tu comunista, e noi liberali … Eppure, ci capivamo.
    Oggi che la notizia del tuo commiato è diventata certezza, rimbalzata in città con il passaparola caratteristico del cordoglio popolare, per la perdita di una persona vicina, e di statura; oggi che la notizia libera pensieri e ricordi, rendendo ammissibili rispettose immedesimazioni con te, con i tuoi momenti cruciali più o meno prossimi nel tempo, con la tua personalissima avventura;oggi che di sicuro sappiamo che non ti rivedremo a tavolino per il Corso, a salutarci da vicino o da lontano, dipendeva dai giorni, e spesso solo da noi;
    oggi diamo il nostro caldo tributo, caldo davvero, all’essere umano che sei: comunista creatore di un nuovo, limpido linguaggio che aveva cancellato il no dal suo vocabolario.
    Noi nel nostro insieme, radicali perugini, e noi singolarmente: Elisabetta, Andrea, Mario, Tommaso, Massimiliano e gli altri, insomma noi già vorremmo poter riparlare con te di politica, chiederci a che punto è il mondo, quali lotte ci sono da fare per scongiurare la guerra. Vorremmo abbracciarti. Volentieri, in futuro, come dicevi tu quando non potevi dire:”Sì, adesso.” Allora l’abbraccio è rimandato, se sei d’accordo, a quando il mondo sarà più simile a te; a quando le cose e le parole di molti saranno come te le immaginavi tu.

  14. Con Paolo scompare un pezzo della storia politica della città di Perugia
    ed anche della mia storia politica
    Sono orgoglioso di averlo conosciuto e di aver condiviso con lui le lotte negli anni 70
    compagno indimenticabile in Avanguardia Operaia
    Lo ricorderò sempre nel mio cuore
    ciao

    cubo

  15. sono 18 mesi che non vivo più a perugia, se penso a quella città vi torna alla mente lo sguardo senza dispersioni di paolo, la stretta di mano che mi ha sempre rappresentato la città; e poi la voce un canto che adesso ascolto insieme alle lacrime che vengono giù. hai saputo parlare… grazie giovanni

  16. Quando ci incontravamo mi chiamavi “leggenda” io ti rispondevo “amico” e non “compagno” e questo ti faceva incazzare…ma tu sapevi che uno che si professa “cattolico-democristiano” ti stimava tantissimo! La vera LEGGENDA eri tu! con te se ne va un pezzo della nostra giovinezza…

  17. Due anni fa stavo seduto ad un tavolino al centro e stavo leggendo la rivista “Lotta Comunista” che avevo appena comprato in Corso Vannucci, si incuriosì e mi disse che lui in passato era stato un giornalista.
    La seconda volta che ci scambiammo delle parole fu durante l’ultimo ottobre; avevo da poco terminato di leggere il romanzo giallo “Peril in Perugia” ed ero curioso di sapere se lui si chiamasse Paolo e se era a conoscenza del fatto che nel romanzo si parlasse spesso di lui. Più precisamente gli chiesi se lui era il signor Paolo, mi disse di si aggiungendo anche che alla scrittura del romanzo vi aveva partecipato anche lui stesso; inoltre mi disse che l’autore era suo amico e che alla presentazione del libro vi parteciparono insieme. Stavo per andarmene e mi chiese una sigaretta, gliene lasciai due; lo salutai e lui disse una frase che mi colpì tantissimo (quasi come se avesse scolpito la pietra), dopo avermi fatto cenno di saluti, egli disse: “Compagno Paolo”, ed io con molto imbarazzo mi corressi e dissi “Compagno Paolo”;
    per lui la parola “Compagno” era molto importante, ed era ovvio che lui gradiva essere chiamato “Compagno” e non signore.
    Ciao Compagno Paolo;
    A pugno chiuso
    Vincenzo

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