di S.S.

Un soldato caduto al posto del Cristo. Le braccia di una madre che lo reggono, come nella Pietà di Michelangelo. È questa l’immagine potente della Pietà ucraina, l’opera che fino al 7 aprile sarà esposta nella sala Vetrata dei Palazzi Comunali di Todi, prima tappa di un lungo pellegrinaggio attraverso le città d’Europa.

Opera La Pieta ucraina, arrivata a Todi dalla città Ivano-Frankivsk, è stata inaugurata il 27 marzo, accompagnata dallo Stabat Mater di Jacopone da Todi recitato in italiano e in ucraino e dalle testimonianze di quattro donne dell’associazione dei familiari dei caduti difensori. Storie diverse ma unite da un’unica perdita: quella dei propri cari a causa della guerra di invasione della Russia in Ucraina. L’iniziativa è promossa dalla Chiesa di Todi con il contributo del Rotary Club Todi e il sostegno del Rotary Club Ivano-Frankivsk, insieme a quello della comunità ucraina residente a Todi.

Significato Un’opera nata dal lutto degli artisti Yarema e Natalia Stetsyk, il cui figlio Yurkov è caduto al fronte. Un dolore che condividono con numerose famiglie ucraine e che hanno voluto trasforma in un messaggio universale. La versione esposta a Todi, 375 cm per 375 cm, riproduce l’originale di Andriy Yermolenko, artista e soldato, ispirata alla Pietà di Michelangelo ma con la simbolica differenza che, al posto del Cristo, adagiato nelle braccia di Maria c’è un soldato. 

Legame Il legame tra Todi e l’Ucraina è più antico di quanto si possa immaginare. Risale al VII secolo, alle tracce di Papa Martino, pontefice tuderte morto esule a Sebastopoli. Un filo storico che Giovanni Antonelli, volontario tuderte, insieme al Rotary Club e alla parrocchia di San Giorgio, ha saputo trasformare in un impegno umanitario concreto e costante. Con l’invasione del 2022, a soli due giorni dall’inizio dell’invasione russa, la comunità di Todi è soccorsa in aiuto con autobus carichi di aiuti. Da allora l’impegno di Antonelli e della città non si è mai fermato e dal desiderio delle famiglie dei caduti di far conoscere il proprio dolore è nata l’iniziativa di portare in Italia la Pietà ucraina.

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