di Silvia Mirabelli
Sono riaperte le iscrizioni al coro dell’università di Perugia. Studenti, docenti, personale ma anche ex coristi si ritrovano, ogni giovedì sera, per preparare concerti, istituzionali e non, come l’inaugurazione dell’anno accademico e la Sagra musicale umbra.
La passione È sicuramente la passione per la musica che unisce i coristi dell’università degli Studi di Perugia. Ogni giovedì l’oratorio della Confraternita di Sant’ Antonio è animato da molte presenze, tra veterani e nuovi arrivati. Un’iniziativa nata nel 1988 che ha visto crescere generazioni di studenti. Il coro è aperto a tutti e ha visto in questi mesi un trend molto positivo di adesioni. Una musica che attraversa i secoli, si va da brani medievali e ottocenteschi per poi arrivare a Sweet Dreams o Black Bird.
Testimonianza La direttrice del coro Marta Alunni Pini esordisce così: «Il coro dell’università di Perugia ha una storia molto lunga nasce nell’ 1988, su iniziativa del maestro Salvatore Silivestro il nostro vulcanico ispiratore che dopo aver fondato il coro lo ha lasciato alla direzione di molti suoi allievi. L’ultima nell’ordine sono io che mi occupo della direzione del coro da più di dieci anni. Il coro conta studenti che sono iscritti all’università, ma anche personale tecnico amministrativo e docenti. Ci sono anche ex coristi che dopo la laurea hanno deciso di rimanere con noi -prosegue -. L’attività del coro si realizza su due binari, da un lato le attività istituzionali dell’università come l’inaugurazione dell’anno accademico. Dall’altro facciamo molta attività concertistica, siamo stati ospiti della Sagra musicale umbra e abbiamo all’attivo collaborazioni con il conservatorio».
Il 35esimo «Quest’anno sarà un anno molto importante poiché ricorrono i 35 anni di attività del coro – sottolinea Sandro Azzarelli il vicepresidente – in autunno i festeggiamenti. Il prossimo Aprile saremo a Bergamo, dove circa 25 cori si ritroveranno in una staffetta ideale, ideata al tempo del covid dove ogni coro ha registrato un brano. Il sogno era quello di ritrovarsi di persona a cantare tutti quanti insieme, poi questo è diventato realtà. Inoltre, saremo presenti anche ad una rassegna che si terrà a Chiusi. Ospiteremo, anche, dei cori nella Sala dei Notari. Sarà una grande festa nel nome della musica. La mission è quella di aggregare, e fare scambi con le altre attività corali, non dimenticando l’impegno accademico».
Alcuni coristi Per Alessandro, studente, «il coro è un modo per conoscersi meglio e per conoscere la propria voce. Si conosce gente nuova proveniente da facoltà e spesso da luoghi diversi». Per Mario «è come una famiglia, è spettacolare, si crea un gruppo quindi invito chiunque abbia voglia di cantare a venire». Invece Riccardo vuole «migliorare, e questa è un’occasione da non sprecare».
