di Chia.Fa.
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«Siamo tornati al top della scena internazionale». A otto giorni dalla prima apertura di sipario del 56esimo Festival dei Due Mondi il direttore artistico Giorgio Ferrara appare decisamente rilassato e pronto a offrire al mondo, tra le altre, il ritorno in scena di Alessandra Ferri, sua la regia, e Mikhail Baryshnikov e Willem Dafoe diretti da Bob Wilson. «Cinque anni fa quando ho iniziato – ammette soddisfatto – gli artisti dovevo convincerli, oggi a Spoleto vogliono venire tutti e mi devo districare tra le richieste».
Si inizia con la danza, l’opera di scena al Caio Si inizia venerdì al teatro Nuovo-Giancarlo Menotti, non con l’opera, bensì con la danza. La prima delle centoventi aperture di sipario è stata affidata proprio ad Alessandra Ferri e alla star di Broadway Boyd Gaines, che balleranno in The piano upstairs. Dopo il restauro finanziato dalla Fondazione Carla Fendi, Ferrara ha deciso di spostare l’opera al teatro Caio Melisso dove sabato sera è di scena la prima di Il matrimonio segreto, dramma giocoso del Settecento di Domenico Cimarosa, direttore d’orchestra Ivor Bolton. «Mi appassiona molto – ha spiegato Ferrara – il repertorio del Settecento sono opere poco conosciute».
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Location, Ferrara: «A Spoleto manca un teatro» Tante le novità, a cominciare dalle location scelte. Per l’edizione numero 56 spettacoli anche nella basilica di San Salvatore e al teatro Francesco Torti di Bevagna, «perché – ha spiegato Ferrara – con questa programmazione ci servirebbe un teatro in più, manca una scena moderna, tant’è che ho chiesto un progetto per il complesso di San Nicolò». Nel gioiello del vicino borgo umbro andrà in scena Pornografia di Ronconi, mentre The old woman diretto da Wilson resterà al teatro Nuovo-Giancarlo Menotti. «Sono orgoglioso di avere anche quest’anno due tra i migliori registi del mondo, Wilson e Ronconi, perché il teatro è la disciplina che di più può avvicinare la gente al Festival, tradizionalmente snob».
Bene biglietteria e sponsor Buoni i risultati ottenuti finora dalla biglietteria: «Siamo in linea con lo scorso anno – sostiene Ferrara – almeno per il primo weekend e questo è un risultato che ci dà tranquillità, considerando che in Italia la vendita è scesa del 30%, ma noi grazie all’intuizione del Maestro Menotti siamo un festival unico al mondo, in 17 giorni e in un posto molto piccolo raccogliamo in maniera del tutto straordinaria le quattro discipline artistiche». Bene anche gli sponsor. «Eni ha raddoppiato il suo impegno, offrendo anche lo spettacolo jazz di Raphael Gualazzi, è tornata Mercedes Benz ed è entrata Banca Intesa».
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Usa Tornano progressivamente a riallacciarsi anche i rapporti con gli Stati Uniti, dopo la serata alla Carnagie Hall, l’attenzione che il New York Times Magazine ha riservato al Festival dei Due Mondi e una paziente attività. «In città – ha precisato Ferrara – arriverà l’intero board del New York City center», il teatro della 55th avenue.
Ferrara: «Porteremo il Papa al Festival, per ora andiamo noi» Su richiesta di monsignor Rino Fisichella, già a Spoleto lo scorso anno per le «Prediche», che saranno ripresentate anche quest’anno con una nuova serie, il Festival dei Due Mondi ha contribuito all’organizzazione del concerto in programma sabato 22 giugno nella sala Nervi di Città del Vaticano a cui assisterà anche Papa Francesco. L’Orchestra sinfonica nazionale della Rai (direttore Juraj Valčuha) e il Coro dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia (maestro Ciro Visco) eseguiranno la Nona sinfonia di Ludwig Van Beethoven. «Per il momento – ha commentato Ferrara – portiamo Spoleto dal Papa, ma magari un giorno riusciremo a trovare l’occasione per invitare il pontefice».
Festival e Umbria Jazz A chi gli chiede se sarà mai possibile in Umbria assistere a un calendario di eventi meno concentrato, Ferrara risponde senza esitazione: «Chi va a vedere Sonny Rollins a Umbria Jazz non viene a vedere Il matriomnio segreto, abbiamo un pubblico diverso e poi entrambe le biglietterie vanno bene ed è bello che in una regione così piccola si assista al fiorire della cultura, è una dimostrazione di grande fattività – anche se poi ammette – la ridistribuzione delle manifestazioni sarebbe complicata».
