Una delle opere di Burri

di Barbara Maccari

Il centenario lungo della nascita di Alberto Burri entra nel vivo con la mostra di grande suggestione che pone vis-à-vis il grande maestro del Novecento con un colosso del passato: Piero della Francesca.

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L’appuntamento Venerdì mattina presso il Museo civico di Sansepolcro, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della mostra, alla presenza del sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta, del sindaco di Sansepolcro Daniela Frullani, del presidente della Fondazione Burri Bruno Corà. La mostra è al Museo civico di Sansepolcro, aperta dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18, il biglietto costa 8 euro quello intero e 5 il ridotto per anziani, bambini e gruppi.

Primo evento Centenario Finalmente, per la prima volta in assoluto nella storia, giacciono sotto lo stesso tetto l’uno accanto all’altro, in un abbraccio ideale tra rinascimento e contemporaneo, Piero della Francesca (Sansepolcro 1416 circa -1492) e Alberto Burri (Città di Castello 1915 – Nizza 1995). L’occasione di riunire presso il museo civico di Sansepolcro due tra i più grandi rappresentanti della storia dell’arte mondiale, è data dal Centenario della morte di Burri e questa mostra nella città natale del maestro della luce, dal titolo «Rivisitazione: Burri incontra Piero della Francesca», è il primo dei grandi eventi, dopo l’antologica del Guggenheim di New York, che ne celebra in Italia l’anniversario.

Incontro fra grandi artisti La mostra, che proseguirà fino al 12 marzo, offre ai visitatori l’eccezionale opportunità di scoprire l’inedito rapporto tra i due rivoluzionari e misteriosi artisti, nati a pochi chilometri l’uno dall’altro ma lontani 500 anni di storia: «Il rapporto tra la pittura di Burri e quella di Piero della Francesca – ha dichiarato Bruno Corà, che della mostra è curatore insieme allo staff scientifico della Fondazione Burri – deve essere inteso idealmente per condivisione di registri, quali l’equilibrio delle forme e dello spazio, la tensione geometrica, il respiro classico e un forte amore per i luoghi natali. Questo confronto fra antico e moderno è stato possibile solo perché stiamo parlando di due artisti di pari grandezza, in epoche diverse».

Opere In occasione dell’esposizione è prevista la preparazione di un catalogo che, oltre a raccogliere le immagini delle opere in mostra, reca alcuni significativi saggi storico-critici di Carlo Bertelli, Bruno Corà e Chiara Sarteanesi relativi all’importante scadenza con le fotografie di Riccardo Lorenzi. Le opere di Burri esposte nel Museo Civico nella sala accanto a quella che ospita la Resurrezione (1458 circa) sono il Sacco e Verde (1956) Rosso plastica (1962) Grande Bianco Cretto (1974) e Cellotex (1975). Nella stessa sala della Resurrezione, al tempo di Piero la sala dei Conservatori del Popolo, anche il San Ludovico (1460), il San Giuliano (1454 circa).

Organizzazione mostra L’evento, ideato dal biturgense Riccardo Lorenzi, a cura della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, è promosso dall’associazione sbandieratori di Sansepolcro e dalla Pinacoteca civica, il patrocinio dei Comuni di Sansepolcro e di Città di Castello e il fondamentale contributo degli sponsor privati di aziende della Valtiberina umbra e toscana e non solo. «La genesi della mostra è stata travagliata ma oggi la soddisfazione di essere riusciti in un’impresa quasi impossibile è grandissima – ha spiegato il sindaco di Sansepolcro Daniela Frullani –. Questo risultato conferma che il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, in particolare la Fondazione Palazzo Albizzini, Comune di Città di Castello e Comune di Sansepolcro, e sponsor privati, senza i quali non sarebbe stata possibile, crea una sinergia potente e rende reali e concrete grandi idee».

Amore per la Valle «L’incontro tra questi due grandi maestri che hanno enormemente incrementato il prestigio artistico dell’arte italiana nel mondo e che condividono, pur distanti tra loro 500 anni, un grande amore per la Valtiberina, la valle incantata attraversata dal Tevere, è finalmente diventato realtà – ha proseguito il sindaco Frullani – . Devo quindi ringraziare tutti coloro che hanno creduto nel progetto e hanno aiutato a rendere disponibile ai visitatori del nostro museo questa eccezionale opportunità». «Son molto orgoglioso di questa mostra – ha dichiarato il sindaco Bacchetta – stamattina abbiamo abbattuto uno steccato, quello che di solito divide Città di Castello e Sansepolcro. Questo è solo il primo passo per stabilire dei rapporti che leghino le due realtà e ne sfruttino assieme le potenzialità culturali».

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