di Giorgia Olivieri
Il progetto di Studio pensierini nasce come una start-up umbra per poi trasformarsi in una comunità e realtà economica internazionale che raccoglie, intorno a sé, oltre duemila studenti di italiano.
La sua nascita Ugo Coppari, fondatore di Studio pensierini e umbro di adozione, nasce come autore di narrativa, per poi iniziare, nel 2011, a insegnare italiano a studenti stranieri. Fin da subito Coppari invita i suoi allievi a produrre dei brevi testi per mettere in pratica le conoscenze di lingua italiana acquisite, per poi aprire, nel 2018 un blog dove studenti da tutto il mondo possono contribuire alla scrittura di questi piccoli testi, che prendono il nome di pensierini. La scelta del termine nasce dalla consapevolezza che gli studenti che apprendono una nuova lingua guardano il mondo con occhi nuovi, usando poche parole e riuscendo a descrivere quello che vedono con semplicità, come i bambini e le bambine delle scuole elementari.
La produzione Nel 2019, grazie ad una raccolta di crowdfunding, nasce il primo Pensierini magazine, una raccolta, prima cartacea e ora digitale, delle produzioni degli studenti stranieri di Coppari che è giunta alla sua decima pubblicazione. La rivista gode anche del contributo dell’illustratore Valerio Compagnone, anche lui con un passato a Perugia, la cui produzione riprende lo stile di disegno «brutalista e naif» tipico di quelli dell’infanzia. L’esperienza del progetto Pensierini permette a chi sta apprendendo la lingua italiana da parlante non madrelingua, di approfondire la conoscenza dell’italiano e di esercitarsi nella scrittura in maniera autentica. Se la «lingua ingessata italiana è quella che va in classifica, gli stranieri la usano tornando alla base, apportando la loro sintassi nel testo e anche se la rendono claudicante e sbilenca, rimane comunque comunicativa», spiega Coppari. Dal momento che studiare una lingua è simile all’esperienza del viaggio, «quando viaggi fai qualcosa che a casa tua non fai», dice il fondatore del progetto, molti studenti si sentono più liberi di esprimersi in italiano che nella loro lingua madre. Anche lo stile di Coppari nasce da chi «ha delle mancanze», partendo dalla sua esperienza con i ciechi, i malati di Alzheimer, i bambini e, infine, gli stranieri, per riflettere su come si usano le parole quando «ci mancano delle coordinate».
Dall’estero all’Italia Questo progetto, nato in Umbria, ha avuto la capacità di radunare attorno a sé attenzioni da tutto il mondo, per un totale di 82 Paesi diversi, inoltre, dei duemila followers attivi e dei 500 iscritti alla sua newsletter, molti di questi hanno partecipato attivamente ai servizi offerti, come webinar e incontri di gruppo di conversazione. Proprio nel 2020, con l’inizio della pandemia, hanno preso il via gli appuntamenti letterari, sessioni in cui Coppari e i suoi studenti prendono in esame un libro cardine della letteratura italiana per raccontarne stile, autore e contesto storico, in un processo dedicato alla scoperta della cultura del nostro Paese, senza rimanere incastrati negli stereotipi del folklore italiano.
In Umbria La «community of learners» che si è creata, avrà, presto, l’opportunità di incontrarsi in uno spazio fisico, Coppari ha infatti avviato il progetto per l’apertura di un luogo dedicato ai suoi alunni in via Brunamonti a Perugia. Qui, persone che stanno imparando l’italiano per varie ragioni potranno rapportarsi tra di loro, la scuola avrebbe già aperto le porte se non fosse stato per la guerra, argomento che ha toccato non solo l’organizzazione degli studenti di Pensierini, ma anche i loro incontri. Alcuni di loro verranno presto in Italia, in particolare nelle Marche, per un viaggio studio alla scoperta della cultura locale, sarà anche un’occasione per poter produrre “pensierini” dal vivo. Per il prossimo anno, è prevista, invece, una visita in Umbria, che farà tappa a Perugia, Assisi, Spoleto e Gubbio, per toccare con mano la realtà locale, facendo ritorno, quindi, all’esperienza fisica. Saranno centrali anche le visite ai maggiori punti d’interesse culturale di queste città umbre, insieme a qualche attrazione di fama minore come il Museo Brozzetti di Perugia e ai luoghi della cultura dantesca, come Porta Sole.
