Al centro de “Il pomeriggio di un fauno” di Stéphane Mallarmé vi è il dolce racconto di un incontro avuto con due ninfe in un pomeriggio estivo e assolato, che il fauno rievoca senza riuscire a stabilire se sia realmente avvenuto o se appartenga alla dimensione del sogno. Da questa domanda trae il proprio titolo la mostra personale “Amai un sogno?” di Simafra – pseudonimo di Riccardo Prosperi – che trova nel celebre poemetto simbolista il proprio riferimento poetico e concettuale.
Le opere dell’artista saranno in esposizione a Perugia nello Spazio del Contemporaneo DUE in via Fratelli Pellas 47 fino al 12 luglio con l’inaugurazione in programma sabato 20 giugno alle ore 18. Il racconto procede in una continua oscillazione tra ricordo, desiderio e illusione, lasciando anche il lettore in un’ambiguità irrisolta. Allo stesso modo, nelle opere pittoriche dell’artista la realtà viene trasfigurata. Figure e forme emergono e si dissolvono in un movimento ritmico incessante, entro un paesaggio in cui la natura si fa sovrannaturale e a tratti lunare. Nulla è fisso, ogni immagine affiora da una dimensione profonda e stratificata per poi ritrarsi nuovamente, invitando lo sguardo a sostare e a ritornare, come la scrittura di Mallarmé.
L’artista riscopre e si confronta con la struttura profonda di un linguaggio ineffabile, allusivo, costruito per corrispondenze e lontano dal senso comune. “Dipingere non la cosa, ma l’effetto che essa produce”, scriveva il poeta. È in questo spazio di evocazione che si colloca la ricerca di Simafra e la questione più profonda che la attraversa: quello che immaginiamo o sogniamo può dirsi meno vero di ciò che appartiene al mondo reale?
Nel corso della mostra (orari di apertura, venerdì e sabato dalle ore 18 alle 20, altri giorni su appuntamento) saranno previsti alcuni appuntamenti collaterali, concepiti come occasioni di approfondimento e dialogo attorno ai temi che attraversano il progetto espositivo.

Riccardo Prosperi, in arte Simafra, nasce a Firenze nel 1985, città in cui vive e lavora. Attivo sulla scena artistica internazionale dal 2004, sviluppa la propria ricerca tra Europa, Medio Oriente e Asia. Dopo un periodo di formazione e residenza tra Parigi, Bonn e Berlino, collabora con numerose gallerie internazionali, tra cui Ken’s Art Gallery (Firenze), Golkar Gallery (Bonn), Infantellina Contemporary (Berlino), Galleria Russo (Roma), Maddox Gallery (Londra), Macek Gallery (Miami) e Belvedere Art Space (Beirut). Nel 2012 fonda a Firenze La Bottega Moderna, atelier e spazio indipendente dedicato alla ricerca artistica contemporanea.
Dopo una prima fase caratterizzata da una rapida affermazione nel mercato internazionale dell’arte e dell’interior design di lusso, intraprende un profondo percorso di trasformazione personale e artistica. La simbolica “morte dell’artista”, annunciata nel 2020, segna l’inizio di una nuova ricerca incentrata sui temi dell’identità, della natura, della dissoluzione dell’ego e della rinascita. Da questo momento il suo lavoro assume una dimensione sempre più introspettiva e filosofica, sviluppandosi attraverso esperienze e residenze tra Medio Oriente, Cina e India. Negli ultimi anni la sua ricerca si è arricchita grazie al confronto con le culture orientali, dando vita a opere che indagano il rapporto tra essere umano, spiritualità e trasformazione interiore.
Le sue opere fanno parte di importanti collezioni pubbliche e private internazionali, tra cui il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, la Famiglia Reale del Bahrain, la Famiglia Reale di Abu Dhabi, la famiglia Fendi, Diego Della Valle (Palazzo Tod’s), Cipriani Group, Lavazza e il Kakslauttanen Arctic Resort in Lapponia. Tra i collezionisti figurano inoltre Cameron Diaz, Devon Aoki, il vicepresidente di Volkswagen e importanti collezionisti privati distribuiti tra Stati Uniti, Europa, Medio Oriente, Australia e Asia. Il suo lavoro è stato presentato in numerose fiere ed eventi internazionali, tra cui Arte Fiera Bologna, Art Verona, Houston Fine Art Fair e manifestazioni artistiche in Europa, Medio Oriente e Asia. Oggi Simafra sviluppa la propria ricerca in un dialogo continuo tra Occidente e Oriente, trasformando l’esperienza personale in una riflessione universale sulla condizione umana.
Per info: DUE – Spazio del Contemporaneo, Via Fratelli Pellas 47, Perugia, Tel. 075 571 0203 – due.spaziodelcontemporaneo@gmail.com
